25 Nov2016
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema
Howard Shore
La verità negata (Denial, 2016)
Howe Records
18 brani – Durata: 39’34”

Il sentimento tragico che attraversa tutta l’opera di Howard Shore, persino in saghe fantasy lussureggianti come quelle del Signore degli Anelli e dello Hobbit, trova modo di esplicarsi in maniera particolare nel confronto con tematiche storiche alte o con drammi di forte pregnanza sociale e attuale. L’approccio stilistico può essere ovviamente diverso: per Il caso Spotlight, sullo scandalo dei preti pedofili, il linguaggio era scarno, cameristico, trattenuto. Qui invece, per il film di Mick Jackson sulla memoria della Shoah e sulla piaga oscena del negazionismo che vorrebbe cancellarla, Shore ritrova un clima che è quello delle sue maggiori partiture per il cinema di David Cronenberg, Jonathan Demme o David Fincher: un’atmosfera cupa, avvolgente, meditativa, priva di facili tematismi o di colori squillanti, prevalentemente affidata ai fraseggi composti e malinconici degli archi su armonie che prediligono le tonalità minori.
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