20 Dic2020
Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema
AA.VV.
Vinilici. Perché il vinile ama la musica (2020)
Suoni del sud SDS00045
Lato A: 4 brani
Lato B: 4 brani
Durata totale: 26’00”

Lo vedi… lo ascolti… ti emozioni perché sa di quel tempo che fu… e che sono certo tornerà, come in realtà sta già avvenendo, anche se pian pianino, come le cose belle, incredibili e fantastiche che accadevano quando eravamo piccoli e, dopo, adolescenti e, dopo ancora ma con meno meraviglia, adulti. Tutte sensazioni che oggigiorno le nuove generazioni possono soltanto percepire in parte o per nulla, per colpa del frenetico ed inarrestabile vivere moderno e soprattutto del dovergli correre dietro per non rimanere ai margini e non essere al passo coi tempi, facendo sì che non ci si gusti più nulla con la logica e dovuta accuratezza e tranquillità. Come il rito, sacrosanto, di prendere un vinile, estrarne il disco, guardarlo e rigirarlo almeno per un attimo (atto che perdura per alcuni lunghi secondi, per non perderne il fascino inarrivabile del goderselo fino in fondo!), posarlo con grazia sul giradischi e sollevare la puntina e, con altrettanta grazia, poggiarla sul solco del disco – 33 giri o 45 o 78 non ha importanza, tanto il gesto è il medesimo – e lasciarlo suonare, con tutti i suoi affascinati fruscii e difetti che in verità non lo sono. Sappiate che sono tra i sostenitori che il vinile suoni da sempre meglio del compact disc.
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