16 Feb2021
Scritto da Randolph Carter. Pubblicato in Cinema
Franco Micalizzi
Genova a mano armata (1976)
Digitmovies CDDM130
17 brani – durata: 42’25”

POLIZIOTTESCO: spregiativo, basso uso; basato su metodi polizieschi; di, da poliziotto, av. 1964 (De Mauro). Poliziottesco o caro. Il vocabolo, coniato da certa critica alta – o forse solo snob - da sempre tesa a elogiare il “cinema dell’impegno” e a denigrare qualsiasi forma di verace narrazione colpevole di dilettare, appassionare, divertire nel significato etimologico, designa oggi ancora un gagliardo filone della nostra cinematografia, quasi un adattamento moderno e metropolitano del western (alle affocate lande iberiche subentrano sordidi quartieri urbani, cimiteri d’auto, fabbriche e mattatoi dismessi; al saloon, equivoci locali teatro di mise en scene softcore ovvero luoghi deputati del regolamento di conti; alle cavalcate, inseguimenti automobilistici da cardiopalmo; del western rimanevano la violenza, persino più efferata, ai limiti dell’horror, e la corte dei miracoli dei ceffi della manovalanza criminale); giacimento rigoglioso lungo tutti i Settanta, tenuto a battesimo dal capostipite La polizia ringrazia di Stefano Vanzina nel 1972 e proseguito in una proliferazione di commissari di ferro, poliziotti senza paura, violenti e scomodi e degni emuli di Dirty Harry, cittadini giustizieri che facevano rima con Paul Kersey, crimini brutali, esecuzioni orrende (Nello Pazzafini evirato e di seguito finito a colpi di mitraglietta in La polizia è sconfitta, per ricordarne una), in un’Italia “a mano armata” e di città violente.
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