Reportage della "7^ Sinfonia “Leningrado”" di Dmítrij Dmítrievič Šostakóvič

La 7^ Sinfonia “Leningrado” di Dmítrij Dmítrievič Šostakóvič a Santa Cecilia
“Detesto Toscanini. Ho ascoltato innumerevoli sue registrazioni discografiche. Trovo veramente spaventoso il suo modo primitivo e grossolano di affrontare le grandi partiture musicali che sistematicamente trasforma in polpette che poi ricopre con ripugnante salsa…
Non sopporto i suoi metodi tracotanti e dittatoriali, le urla e gli insulti nei confronti dei professori d’orchestra, che sono costretti ad abbassare la testa, pena il licenziamento. Quando ho ascoltato la registrazione discografica della mia “Settima Sinfonia”, che il Maestro aveva avuto la cortesia di inviarmi, sono rimasto scioccato. Mi è apparso tutto completamente falso nello spirito, nel carattere e nella costruzione dei tempi di ciascun movimento. Una realizzazione orribile, sciatta, superficiale. La stessa cosa vale anche per le sue registrazioni di altre mie sinfonie”.
Così si esprime Dmítrij Dmítrievič Šostakóvič (1906 – 1975) nelle sue Memorie pubblicate da Salomon Volkov e note in Gran Bretagna anche con il titolo “Testimony” (1).















