Greggio e pericoloso
Banco del mutuo soccorso
Greggio e pericoloso (1981)
AMS Records
12 brani – Durata: 42’23”

Seconda e ultima incursione nella colonna sonora, dopo il film sociopolitico Il garofano rosso di Luigi Faccini del 1976, nella discografia prog-rock del gruppo musicale romano, fondato nel 1968, Banco del mutuo soccorso. Greggio e pericoloso fu una mini-serie in quattro episodi della RAI, messa in onda nell’autunno del 1981 sul secondo canale, per la regia di Enzo Tarquini con la partecipazione di Vittorio Caprioli, Alessandro Haber e Mara Venier, tratta dal romanzo omonimo del 1975 scritto da Roberto Vacca, noto ingegnere e divulgatore scientifico, in cui si narrano ingarbugliati intrighi fanta-economico-politici desumenti dalla possibilità che una risorsa mondiale come il petrolio non possa mai esaurirsi. La band riscopre e rielabora un sound prettamente elettronico dalle intricate trame psichedelico cosmico fantasmatiche, più concernenti certe timbriche progressive che il gruppo aveva abbandonato in favore di un rock più agguerrito che negli anni Ottanta aveva fatto prevalere in album quali, su tutti, “Urgentissimo”. In questa edizione discografica, per la prima volta assoluta a disposizione dei fan della band capitolina e dei collezionisti di colonne sonore, stampata sia su LP nero 140 gr. con inserto 30x30cm ed una tiratura limitata a 300 copie, che su CD cartonato con libretto di 12 pagine in sole 500 copie, entrambi contenenti note di copertina a cura di Mox Cristadoro, si possono ascoltare due motivi cosiddetti primari: “Greggio e pericoloso (Titles)” dal ritmo funky tribale anni ‘70 concitatissimo e senza freni, debitore di talune score per polizieschi All Black Made in USA, con un tema immediatamente fischiabile dai toni eroici (ripreso ancora più funky nella “Seq. 12” che chiude l’album); “Greggio e pericoloso (seq. 4)” per tastiera e synth simulanti uno spaziale theremin, dal leitmotiv jazzy alquanto aggraziato e sospeso come in una cortina di nebbia ipnotizzante e confondente. Questi due elementi tematici sono incorniciati da pagine tensive ai limiti dell’assordante e disturbante, come ad esempio i sintetismi elettronici ectoplasmatico-distorcenti di “Greggio e pericoloso (seq. 2)”, “Greggio e pericoloso (seq. 3)”, “Greggio e pericoloso (seq. 4)”, “Greggio e pericoloso (seq. 8)” e “Greggio e pericoloso (seq. 11)”, simili nell’ideazione e sviluppo esecutivo agli sperimentalismi dei coniugi Louis e Bebe Barron, pionieri della musica elettronica e dell’uso del nastro magnetico nella colonna sonora del fantascientifico Il pianeta proibito del 1956. “Greggio e pericoloso (seq. 6)” ripresenta il tema dei titoli in una performance ancora più percussivo esagitata, che in “Greggio e pericoloso (seq. 7)” viene alterata da electro dissonanze e un tamburo battuto ritmicamente con violenta veemenza, con chiusura sonora da incubo dilaniante. “Greggio e pericoloso (seq. 9)” quieta l’uditore con una versione più improvvisata nel suo soft jazz salottiero del secondo tema, quello aggraziato per intenderci.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025
