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14 Apr2021

John Carpenter – il regista da un altro mondo

Scritto da Giovanni Aloisio. Pubblicato in Libri

cover libro john carpenterEdoardo Trevisani
John Carpenter – il regista da un altro mondo (2021)
Edizioni NPE (https://edizioninpe.it/)
ISBN: 9788894818970
pg.232
Prezzo: 14,00 euro



In quest’ultimi anni sembra che il regista John Carpenter sia tornato al centro dell’attenzione nella saggistica italiana dedicata al Cinema di genere, viste le ultime uscite consacrate alla carriera artistica di quello che potremmo definire uno dei più grandi maestri del fantastico di tutti i tempi. Il nuovo lavoro scritto da Edoardo Trevisani e pubblicato in questi giorni per le Edizioni NPE, dal titolo “John Carpenter - Il regista da un altro mondo” ha dalla sua, diciamolo subito, un grande pregio: mettendo da parte tecnicismi linguistici, appare da subito semplice, chiaro e soprattutto comunicativo, utile anche per coloro che, incuriositi dalla risonanza del nome dell’ormai leggendario regista, possono essere interessati ad approfondire la conoscenza della sua eccezionale carriera cinematografica.


Ciò che emerge già dalle prime pagine – e non poteva essere altrimenti - è il ritratto un po’ bizzarro di un regista geniale e fuori dagli schemi, da un lato venerato in ogni angolo del pianeta, dall’altro fortemente penalizzato dai cocenti insuccessi commerciali di gran parte dei suoi film che, alla fine, hanno logorato i rapporti con le major hollywoodiane. Carpenter, com’è successo al suo collega George A. Romero, è stato soprattutto un geniale, talentuoso e indipendente artigiano del cinema che ha messo davanti agli interessi economici la difesa dei propri spazi artistici e della libertà espressiva contro le pretese di un’industria che persegue come primo obiettivo quello degli introiti. E questo lo ha sicuramente penalizzato. Ma passiamo al volume in oggetto.
Il saggio, dopo una breve nota introduttiva, entra subito nel vivo della nutrita filmografia del regista soffermandosi ad analizzare tutti i suoi lavori (comprese le produzioni televisive) cercando un approccio immediato ed efficace. L’accuratezza con cui vengono affrontate e illustrate le sue opere, mostrandone le peculiarità, i contesti produttivi, i retroscena sempre con dovizia di particolari, rendono la lettura appassionante specie per chi ha da sempre visto in Carpenter un regista diverso, un autore che andava ben oltre i limiti manieristici del cinema di genere. Il suo è un cinema di ricerca, sperimentale, puro. “Di un altro mondo”, oseremmo dire parafrasando il sottotitolo del libro di Trevisani. Nelle pagine del saggio si affrontano con acume critico opere decisamente complesse come Il signore del Male, La cosa ed Essi vivono, cercando di superare lo scoglio di una visione acritica e troppo celebrativa che è un po’ il limite di certi saggi reverenziali dedicati ai Maestri del Cinema, ma concentrando l’attenzione sulle dinamiche che hanno portato a produrre film così coraggiosi, innovativi, spesso in anticipo rispetto ai tempi e per questo destinati a deludere le aspettative commerciali.
Ottimo l’intervento critico per esempio sul film La Cosa (1982) il più incredibile insuccesso del regista e al contempo il suo innegabile capolavoro. Un’opera che contestualizzandola nel periodo dell’edonismo raeganiano degli eighties, del culto esasperato del corpo (viene ricordata giustamente Jane Fonda e le sue celebri lezioni di aerobica), della fantascienza “conciliante” di Spielberg (E.T. - l’Extraterrestre sbancava contestualmente ai botteghini) era come una bomba lanciata sul pubblico sempre più giovane che assaltava le sale dell’epoca, mostrandogli un universo cupo e violento, un ‘malessere’ alieno che annientava certezze, devastava corpi, attaccava la razionalità, sovvertiva e disgregava il sistema. Sostanzialmente un film che osava giocare con i tabù e le paure di una società perbenista, superficiale e reazionaria come quella americana. Il pubblico lo evitò come la peste, la critica lo stroncò sul nascere.
Altrettanto apprezzabile è la cura con cui Trevisani contestualizza le opere cinematografiche analizzate, sforzandosi di ricercare collegamenti cinematografici, letterari, storici, guidandoci a ripercorrerle con un pizzico di nostalgia, ma tanti spunti di riflessione, rivelandone gli aspetti più innovativi: opere cult come 1997: Fuga da New York (1981), pietre miliari dell’horror come Fog (1980), film destabilizzanti come La Cosa (1982), operazioni cinematografiche borderline come Grosso guaio a Chinatown (1986), fumettistici B-movie pervasi da elementi di graffiante critica politico-sociale come Essi vivono (1988) e persino cupe riflessioni filosofiche come ne Il signore del male (1987). Tutte al servizio di un regista come Carpenter per cui – come afferma giustamente l’autore – l’horror diventa l’unico genere (e quindi strumento) in grado di smascherare il vero orrore.  
Se una piccola pecca si può far rilevare nell’impostazione di questo saggio (ma è quasi un voler trovare il cosiddetto “pelo nell’uovo”) è la discutibile scelta di non indicare assieme al titolo del film di ogni capitolo, la sua data d’uscita. Può sembrare una banalità ma in alcuni casi si è costretti a ricorrere alle schede collocate nell’ultima parte del volume (se non più sbrigativamente ad una ricerca su ‘Google’) per le opportune verifiche di collocazione temporale. Un problema che non tanto si pone per chi è già un profondo conoscitore della sua filmografia, quanto semmai per il lettore per il quale questo saggio rappresenta una prima incursione nella carriera del grande regista statunitense. Si tratta tuttavia di un particolare che certamente non inficia né intacca minimamente il grosso lavoro critico di approfondimento e l’indubbio spessore di questo saggio di Edoardo Trevisani che ci ha davvero convinti. E che vivamente consigliamo.

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Daniela Bocconi

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