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25 Mag2024

Godzilla Minus One

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover godzilla minus oneNaoki Sato
Godzilla Minus One (Id. – 2023)
Milan Records
17 brani – Durata: 56’12”



Quel senso di ineluttabile tragicità imminente con susseguente assordante ed allarmante detonazione gloriosa del ‘tutti’ synth-orchestrale (vedi le tracce “Fear” e “Confusion”) ricopre tutta la partitura di Naoki Satô – premiata dagli influenti “International Film Music Critics Association (IFMCA)” come miglior score fantasy/fantascientifica dello scorso anno – per l’ultima pellicola su Gojira, ovvero il mastodontico mostro giapponese per eccellenza, denominato kaijū, Godzilla 1.0.

Il compositore nipponico (classe 1970) per questo film pluricandidato e premiato (Premio Oscar per i migliori effetti visivi) ha scritto una musica evidentemente, e giustamente, figlia sinfonica delle storiche, portentose e tonitruanti colonne sonore del titano della Film Music giapponese Akira Ifukube (1914 – 2016) – i brani “Godzilla Suite 1 – 2 – 3” in tal senso sono esemplari – autore dal 1954, anno del primo Godzilla sul grande schermo, di almeno una ventina di partiture per il mitico mostro, suoi arcinemici e amici kaijū. “Mission” fa uso di una possente compagine sinfonica, con elementi sintetici dal suono sotterraneo altamente tensivo e comunicante perenne allarmismo, per conferire un tuonante crescendo assaltante, dalle gradazioni melodiche orientali in prevalenza per archi e ottoni. “Elegy” poggia la sua solenne drammaturgia sulle note gravi dei violoncelli e degli archi, tutti all’unisono in un funereo e dolorosissimo canto struggente in levare: il brano possiede quell’impulso circolare inesorabilmente luttuoso memore del Philip Glass della serie di tre documentari di Godfrey Reggio chiamati Qatsi. Aereo e luminescente il sintetismo orchestrale alla Vangelis di “Honor”. Cavernosamente eterea e rovente la lunga linea sottesa di synth effettati fantasmatici in “Pain”, simil lo Zimmer di Interstellar. “Resolution”, la traccia più energica di tutto lo score, risuona inneggiante e speranzosa, con i suoi crescenti sintetismi e archi e ottoni ondulanti nel procedere vorticosamente inarrestabili, con una parte corale eroica centrale sconvolgente.

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2024

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Daniela Bocconi

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