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08 Lug2023

Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover dungeons and dragonsLorne Balfe
Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri (Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves, 2023)
Mercury Classics Soundtrack & Score
49 brani – Durata: 1h 30’



Il pluripremiato e nominato compositore inglese Lorne Balfe (classe 1976) oramai si può ritenere un vero esperto di soundtracks fantasy/action/avventurose – vedi i suoi ottimi risultati per le serie La ruota del tempo e Queste oscure materie – dove sapientemente riesce a rimischiare strumenti classici o etnici a sezioni orchestrali o sintetiche moderne dal forte impianto sinfonico ritmico, che strizza diligentemente l’occhio ad un certo modus operandi cine-musicale attuale (forse assai abusato), avendo ben presente la solenne grandiosità di partiture hollywoodiane della Golden Age, quelle più che altro legate al genere peplum o cappa e spada. Dungeons & Dragons - L’onore dei ladri ne è una dimostrazione: tratto dal celebre gioco di ruolo fantasy creato a metà degli anni ’70, è un film proprio divertente e benissimo congeniato, assai anni ’80 nella forma, che nello score di Balfe acquista maggiore efficacia. Il leitmotiv portante, “Dungeons and Dragons”, si eleva misterico con i suoi archi ondeggianti che cedono il passo ad ottoni e corni araldici e una cornamusa epicamente in levare, un coro enfatico e percussioni pompose accrescono la gravità del Tutti orchestrale. “I Wasn’t Always a Thief” è un tema celtico molto picaresco nella sua linea danzante. “Tick as Thieves” è un altro tema fieramente svolazzante, per archi, coro angelico e strumenti tradizionali irlandesi, che inizia lieve per poi tuonare epicamente, con una chiosa melanconica. “Reunited with Kira” addolcisce i toni farseschi movimentati con una melodia leggera e sospirata, come in “Forge Begins”, fiabesca per arpa e archi. “Wizardry” presenta il motivo della strega con un inciso che rabbrividisce. “Final Battle” denota qualche punto in comune con il sound del mentore Hans Zimmer, però l’epicità possente del sinfonismo grandioso di tutti gli elementi orchestrali, con paurosi picchi percussivi, lo rende il momento d’azione più alto dello score, che si illumina in “The Reawakening”.  

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2023

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Daniela Bocconi

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