El Zorro/Supersonic Man
Gino Peguri
El Zorro/Supersonic Man (1968/1979)
GDM Music CD Club 108
13 brani (El Zorro) – Durata: 24’86’’
10 brani di commento + 2 canzoni (Supersonic Man) – Durata: 28’45’’
Il primo è uno dei tanti film dedicati all’eroe ispano-americano dai registi italiani, ma l’unico - insieme a Zorro (1974) di Duccio Tessari, con le musiche firmate dai fratelli De Angelis e rilasciate qualche anno fa dalla CAM - di cui è disponibile su CD la colonna sonora. Le sonorità prevalenti sono quelle dei cosiddetti tortilla-western come Corri, uomo, corri (1968) di Bruno Nicolai o Tepepa (1969) di Ennio Morricone, ricche cioè di ascendenze provenienti dalla tradizione popolare ispano-americana, con l’aggiunta, più insolita, di ritmiche caraibiche: obbligatorio ed abbondante è dunque l’utilizzo di chitarre andaluse, nacchere, trombe e maracas. Dato che l’impostazione generale del film lascia molto spazio all’azione e all’ironia, il tono dello score è dinamico e allegro, e manca quasi completamente la musica di suspance. Le trame sentimentali e sociali, queste ultime, contrariamente ai tortilla-western, molto esili e legate alle vessazioni perpetrate dalle autorità governative della colonia spagnola a danno della popolazione messicana, sono invece percorse da temi più dolci e struggenti, ma sempre dal sapore latino.
Il secondo è un film di fantascienza girato sulla scia del successo del coevo Superman hollywoodiano, richiamato parzialmente anche sul piano compositivo. Il passaggio dalla traccia 13 alla 14 è piuttosto brusco: dal folklore messicano del primo Ottocento si approda ad una ritmica disco-music anni Settanta, con il basso e i sintetizzatori in evidenza, come base per la title track “Supersonic Man”, performance canora eseguita dai Natura. Il resto dello score è imperniato sulla fusione tra elettronica e suoni orchestrali in stile lounge, sulla musica informale, che a tratti ricorda le evoluzioni tastieristiche di Keith Emerson, a commento della follia criminale del dottor Gulik, sui temi trionfalistici che accompagnano le imprese e i voli dell’eroe nei cieli di improbabili città.
Questo CD nasce dunque da una strana combinazione che mescola generi cinemusicali tra loro molto distanti. Lungi dall’essere un difetto, ciò è una dimostrazione della versatilità del compositore e di come la qualità della musica trascenda gli stili e le strumentazioni adottate. Nello stesso tempo, tenendo conto che fra tutte le tracce qui proposte era già stata pubblicata soltanto la canzone dei Natura, incisa su un 45 giri oramai introvabile, possiamo dire di trovarci di fronte a due interessanti e, per i collezionisti, preziose riscoperte.
