Pillole di Note: Focus sull’etichetta Varése Sarabande

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Varése Sarabande
Torna la nostra rubrica ‘Pillole di Note’, con le sue mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che si contraddistinguono dalle solite nostre classiche recensioni singole di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta americana Varése Sarabande: (https://www.varesesarabande.com/):

Angelo Badalamenti
Velluto blu (Blue Velvet – 1986)
Varése Sarabande VCL 1121 1219
CD 1: 15 brani - Durata: 44’11”
CD 2: 34 brani – Durata: 38’57”

Il capolavoro di David Lynch del 1986 con una Isabella Rossellini cantante di night-club da infarto e un Dennis Hopper psicopatico oltre ogni misura, oltre all’ingenuo ‘detective improvvisato’ Kyle Maclachlan e la di lui innamorata ‘acqua e sapone’ Laura Dern, segna l’inizio del lungo sodalizio con l’italoamericano Angelo Badalamenti (classe 1937), che li porterà a collaborare in poco più di una decina di film e serie, sempre con ottimi e spiazzanti risultati visivo-sonori. Come spiazzante è la storia scritta dallo stesso regista, che fu nominato agli Oscar e ai Golden Globe (più svariati altri premi e candidature a diversi Festival e Riconoscimenti di settore), e lo score di Badalamenti – che nel film interpreta un cammeo nel ruolo di Andy Badale, il pianista che accompagna la Rossellini mentre canta in fil di voce e sensualissima la song che dà il titolo alla pellicola – a calcare quelle atmosfere che racchiudono, come descrive il Mereghetti nel suo dizionario, “un mondo impazzito, un contrasto tra purezza e orrore, una certa attrazione-repulsione per il sesso”.
La partitura è un andirivieni mnemonico di soluzioni melodico-timbriche simil Bernard Herrmann (“Main Titles”, “Night Streets/Sandy and Jeffrey”) e vicino a quegli artigiani della colonna sonora quali Hans J. Salter, Herman Stein, Paul Sawtell, Bert Shefter, etc. etc., tutti dediti a commentare quei B-Movie americani anni ’40 – ’50 – ’60 di fantascienza, horror e fantasy – vedi la sequela di brani denominati “Cue” dal 19 al 34 nel secondo CD –.
Badalamenti colleziona una sequenza dal flusso costante e al contempo distintivo di incisi e temi che hanno il respiro sonoro del noir più classico anni ’40 – ’50, dove a prevalere è il leitmotiv bucolico nella forma ma melanconico-straniante nella sostanza di “Mysteries of Love”, che nel primo CD vede anche la versione canora interpretata dalla voce eterea di Julee Cruise, scomparsa il 9 giugno scorso a 66 anni: cantante statunitense assurta al successo grazie alle sue performance vocali ‘aliene’ per la fortunata serie televisiva I segreti di Twin Peaks di David Lynch e Mark Frost con lo score sempre di Badalamenti, con il quale strinse un connubio artistico (anche con Lynch che ben sapete essere lui stesso un compositore e musicista).
Questa edizione, finalmente estesa, rappresenta una chicca assoluta per gli amanti del cinema lynchiano e delle sue colonne sonore che hanno fatto epoca.

John Powell
The Bourne Identity (Id. – 2002)
Varése Sarabande VCL 0622 1226
31 brani - Durata: 75’19”

Questa score di John Powell, adrenalina pura come il film, a pieno diritto caratterizza il cambio di volto delle partiture action degli anni Duemila (come fu per James Newton Howard negli anni ’90 con la partitura de Il fuggitivo), che da The Bourne Identity in avanti avranno un nuovo marchio di fabbrica sonoro sia nella serialità che sul grande schermo. Le tessiture ritmico-percussivo-compulsive e le espressive melodie rarefatto-ondulatorie degli archi e del piano (“Bourne on Land” e “The Bourne Identity Main Titles” su tutte) vengono così descritte da Ermanno Comuzio nel suo Dizionario ragionato dei compositori cinematografici “Musicisti per lo schermo”: “musica elettronica e effettistica, tutta boati e sottolineature sincrone”, come ad esempio nella traccia “Escape From Embassy/Parking Garage” e “Activation”.
Powell si aggiudicò l’ASCAP Film and Television Music Awards e continuò a distinguere musicalmente le gesta della spia Jason Bourne, perennemente in fuga, per altri tre film, tranne il The Bourne Legacy con le musiche del succitato Howard, dimenticabili come la stessa pellicola. Questa edizione ci fa ascoltare la partitura integrale che presenta 12 brani in più rispetto all’album precedente.

John Williams
Presunto innocente (Presumed Innocent – 1990)
Varése Sarabande VCL 0622 1227
35 brani - Durata: 78’07”

La gioia di ogni collezionista di colonne sonore è veder pubblicata la OST del suo compositore preferito in edizione integrale per poter ascoltare ed esaminare in dettaglio ogni singolo ‘take’ o ‘cue’ o ‘M’ che il suo compositore ha trasferito dal pentagramma sulle immagini. Jerry Goldsmith non amava che le sue score fossero pubblicate in edizioni estese, perché riteneva che l’ascolto di pochi ma essenziali brani e temi principali o secondari di rilievo fosse la giusta metodologia di approccio ad una sua colonna sonora, anche se poi il materiale di scoring lasciato fuori potesse contenere altre perle compositive che solo dalla visione del film potevano essere colte e godute appieno. Goldsmith considerava gli appassionati di colonne sonore integrali “i collezionisti di tappi di bottiglie”, ovvero quelli che desiderano a tutti i costi l’ascolto su CD di tutti i brani scritti per una colonna sonora, anche quelli di breve o brevissima durata (un paio di secondi, nientemeno). Su tale discorso si potrebbe fare un’indagine lunghissima, perché non è sempre vero che la versione ‘commerciale’ su CD singolo riesca ad esprimere le reali potenzialità e bellezze compositive di una soundtrack – sfoggi in tal senso ne abbiamo a bizzeffe; in alcuni casi cambia proprio il valore, il giudizio e l’ascolto stesso di una colonna sonora, perché il materiale lasciato fuori è perfino maggiormente notevole rispetto a quello finito nel misero singolo compact disc o vinile o (ahimè oggi) album digitale –, altresì vi sono CD estesi che si fatica ad ascoltare fino in fondo e si tende a preferirne la versione singola di cui sopra.
Tutto questo discorso introduttivo soltanto per dirvi che la colonna sonora espansa di John Williams per il thriller Presunto innocente di Alan J. Pakula con Harrison Ford, Greta Scacchi e Raul Julia, contenente 21 tracce in più rispetto alle 14 dell’album originale, risulta soporifera e noiosa, pur avendo un leitmotiv portante di sicuro richiamo (“Main Title”) e un tema secondario (“Family Morning”) anch’esso piacevolmente allettante. Williams vinse il BMI Film & TV Awards per questa score che, torno a ribadire, nella pubblicazione del 1990 aveva una sua valenza, anche se non rientrante in quelle colonne sonore indimenticabili del repertorio del compositore premio Oscar, anzi abbastanza in secondo piano e dimenticabile, a parte il Main Theme che preso a sé ha una sua efficace risultanza nel rapporto note e immagini. Un acquisto giusto per dovere di completezza nella propria collezione.
