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28 Gen2022

Pillole di Note: Focus sull’etichetta All Score Media

Scritto da Gianmarco Diana. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta All Score Media

Colonne Sonore ritorna un’altra volta questo mese con la rubrica, che vi piace tanto oramai, indirizzata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, designata per lo più alle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni che secondo la nostra redazione sono di notevole interesse per voi lettori, sempre alla ricerca di allettanti chicche cine-musicali.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta tedesca All Score Media: (https://www.allscore.de/):

Peter Thomas
Tempesta alla frontiera (Winnetou and Old Firehand, 1966)
Allscore Media - ASM 049
Lato A: 21 brani
Lato B: 21 brani

Realizzato nel 1966, Winnetou und sein freund Old Firehand - conosciuto in Italia come Tempesta alla frontiera e col titolo internazionale Thunder at the Border -  è l’ultimo degli adattamenti cinematografici della società Rialto Film di Horst Wendlandt tratti dai romanzi della serie “Winnetou” di Karl May: il regista Alfred Vohrer - un “genio” secondo Quentin Tarantino - ha portato il film lontano dal tradizionale western tedesco, più bucolico e “politicamente corretto”, verso una forma più cinica e violenta, affine alla cifra dei coevi Spaghetti Western italiani e spagnoli; all’epoca, sia la critica che il pubblico bollarono il film con verdetti che andavano da “esplosivo” a “il punto più basso della serie”.
Anche la colonna sonora ha seguito un percorso completamente diverso: in quest’unica occasione Peter Thomas sostituì Martin Böttcher nel ruolo di ‘compositore di Winnetou’; Thomas all’epoca era molto richiesto, in particolare per i film thriller tratti da Edgar Wallace e per i film d’azione della serie dell’agente speciale Jerry Cotton, per non parlare della serie sci-fi Rampatrouille (Le fantastiche avventure dell’astronave Orion).
Il Maestro porta tutte queste esperienze all’interno del ricco score che compone per il film ed il risultato è una colonna sonora che può essere vista come l’anello mancante tra le corde tipiche dei film di Winnetou - caratterizzate dalle ricche partiture sinfoniche per grande orchestra del Maestro Böttcher, mantenute anche da Thomas, con una gioiosa scrittura per orchestra d’archi, legni e ottoni - e la musica decisamente più aggressiva e sperimentale degli Italo Western di artisti come Ennio Morricone, Francesco De Masi, Stelvio Cipriani o Lallo Gori – con piccoli, medi e larghi ensemble che eseguono il tema principale (in odore di “Space Patrol Orion”, un tema al quale i tedeschi si erano molto affezionati, tratto dalla serie sci-fi succitata) con accento su chitarre elettriche, fuzz, percussioni e dissonanze. Immancabile anche l’utilizzo di strumenti ormai “istituzionalizzati” nel western come l’armonica o la tromba che dialoga coi legni e gli altri ottoni.
La colonna sonora non era mai stata pubblicata in vinile e contiene 42 (!) tracce rimasterizzate: la versione CD vanta anche tre brani inediti (ritrovati nei sotterranei della tenuta di Peter Thomas) e una bonus track con lo stesso compositore al pianoforte che presenta i suoi primi temi e idee al produttore del film (registrato nel 1966 presso i Bavaria Tonstudios di Monaco); le belle illustrazioni sulla copertina del Gatefold e sul digipack del CD sono state gentilmente concesse da Adrian Keindorf ed il vinile da 180g è stampato in nero e, in edizione limitata a 300 copie, in turchese trasparente.
Dopo Peter Thomas Sound Orchester – Bruce Lee: The Big Boss (CD/LP ASM 048, Allscore 2020), questa uscita in vinile/CD segna il secondo step di una nuova serie della Allscore dedicata esclusivamente al leggendario compositore Peter Thomas scomparso il 17 maggio 2020 a Lugano.

Mondo Sangue
Rosso come la notte (2021)
Allscore Media - ASM 050
Lato A: 8 brani
Lato B: 6 brani

“Barbara, una tassidermista milanese, si reca in un tranquillo paesino della Foresta Nera per un incarico al museo. Subito dopo il suo arrivo svanisce senza lasciare traccia. Sua sorella si propone di trovarla e scopre non solo una misteriosa serie di omicidi mal definiti, ma anche un oscuro segreto che ruota attorno alla sua stessa persona... L’inferno è più vicino di quanto pensi”.
Questo il plot contenuto nel comunicato stampa di Rosso come la notte, il nuovo album dei tedeschi Mondo Sangue, duo con sede a Stoccarda, formato dal compositore e poli-strumentista Christian Bluthardt e dalla cantante Yvy Pop, che  produce musica ispirata ai film di genere italiani degli anni Sessanta e Settanta, con l’intento di portare questa eredità unica nel presente.
Dopo il viaggio nella giungla dell’esordio discografico (“L’Isola dei Dannati”, 2016, colonna sonora di un film cannibale fittizio), una corsa sfrenata attraverso gli Spaghetti Western (“No Place for a Man – Il Villaggio delle Donne”, 2018) e un viaggio cosmico nello spazio con la loro opera di fantascienza “VEGA-5 (Avventure nel Cosmo)” del 2020, questo disco rende omaggio a quella che Christian e Yvy definiscono come “epitome di tutti i generi cinematografici italiani: il GIALLO”: con i suoi colori intensi, le sue scenografie improbabili e, soprattutto, quelle immagini tipicamente paranoiche non solo ha aperto un capitolo completamente nuovo della storia del cinema a metà degli anni Sessanta, ma - grazie alle sue tipiche “idiosincrasie musicali” - il GIALLO è diventato l’essenza stessa del cinema europeo, facendo dell’Italia la culla del genere horror contemporaneo, scrivono i nostri sul press kit.
D’altronde non è un mistero: sin dalla prima traccia, il  nuovo album dei Mondo Sangue affascina con un’aura psichedelica da incubo, costruendo lentamente un dramma psicologico – affascinante, ma inquietante - alla fine del quale la protagonista non è l’unica a perdere la testa; ricca di riferimenti ai film di genere italiani, la narrazione musicale della band crea un inquietante equilibrio tra strumentali cinematografici dal groove cadenzato e dal sapore grottesco e canzoni pop orecchiabili, cantate in perfetto italiano, ed il disco funziona sia come colonna sonora immaginaria, che come intenso viaggio sonoro a sé stante (un po' come i leggendari concept album del passato).
Al loro quarto disco, i Mondo Sangue testimoniano quindi, ancora una volta, la loro ardente passione per il connubio musica e cinema: stampato su vinile da 180 g, confezionato in edizione gatefold limitata a 666 copie (!) numerate a mano, ogni album contiene le illustrazioni di Adrian Keindorf ed una locandina del “film”, con un codice per il download.

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Daniela Bocconi

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