Future Memorabilia
Guido & Maurizio De Angelis (Oliver Onions)
Future Memorabilia (2021)
BMG 538700672
10 brani – Durata: 36’10”
Vi siete mai chiesti quali musiche rimarranno un giorno maggiormente impresse nella memoria collettiva? E non parlo soltanto della nostra materia prediletta, la musica applicata alle immagini! Sicuramente, e non sto scoprendo l’acqua calda o svelando arcani misteri insoluti, quelle/a che hanno/ha scosso l’”emisfero destro” del nostro cervello – quello soprannominato il “poeta”, distintamente concentrato nell’elaborazione visiva e nella conoscenza delle immagini, nella loro pianificazione spaziale e nell’esposizione emotiva, altresì nel concertare nel nostro corpo gli stimoli viscerali in modo ideale – scatenando quel turbinio di emozioni e rimembranze che ci accompagneranno per tutta l’esistenza, facendoci piangere, sorridere, amare, giocare e godere di ogni singolo frammento di vita in tutte le sue più svariate dinamiche spirituali, comportamentali e sociali. Ecco, i fratelli compositori e cantautori Guido & Maurizio De Angelis, alias Oliver Onions, si possono certamente e senza ombra di dubbio annoverare tra coloro i quali, con le loro musiche e canzoni, sono entrati a gamba tesa nell’immaginario di varie generazioni; perché quando certe melodie sono orecchiabilmente immortali non subiscono l’incuria e lo scorrere inesorabile del tempo, restando fermamente incastonate nel nostro ”emisfero destro”.
L’album che ci si presenta col titolo assai significativo di “Future Memorabilia”, a significare che questi celeberrimi leitmotiv per il Cinema e la TV, coverizzati dai medesimi autori per le future generazioni, strizzano rispettosamente l’occhio anche alle vecchie generazioni che le hanno ascoltate in originale all’epoca delle loro comparse (e relativi enormi successi discografici mondiali) sul piccolo e grande schermo, comunque consapevoli di andare a toccare materiale musicale sacro per i Fan di tutto il globo.
“Future Memorabilia” si propone sul mercato discografico con due uscite: in CD con 5 adesivi regalo e un libretto ricco di aneddotica su ogni canzone selezionata e in LP edizione limitata con un vinile 33 giri giallo e un simpatico cartoon popup dei nostri fratelli romani autori di colonne sonore incancellabili; ambedue i prodotti contenenti 10 brani che dire iconici è dire poco. Si va da “Dune Buggy”, “Bulldozer”, “Orzowei”, “Sandokan” e “Flying Through the Air” a “Banana Joe”, “Santa Maria”, “La La La La Lalla”, “Sheriff” e “We Believe in Love” con cover version tutte smaglianti e dimostranti che quando c’è dietro una valenza tematica forte, il trascorrere del tempo non intacca nulla della medesima, che nel suo nuovo abito sonoro risuona ancora più intatta e smagliante che mai, quasi come in origine. Di questo album ne abbiamo ampiamente parlato con i due fratelli De Angelis in un’intervista su Soundtrack City di qualche tempo fa (vedi qui).
Andando a bomba sulle dieci tracce del CD, questo si apre con la versione tecno dance ‘spaziale’ del cavallo di battaglia degli Oliver Onions “Dune Buggy (From the Future)” da Altrimenti ci arrabbiamo (1974) di Marcello Fondato con Bud Spencer & Terence Hill, dove il sound programming, le batterie, i sintetizzatori e l’arrangiamento di Ricky Quagliato, coadiuvato dai virtuosismi di Filippo Piva alle chitarre, Pasquale Strizzi al clavinet, Rossana Carraro, Elena Tavella e Andrea Pedrotti backing vocalist, la fanno da padrone in maniera eccellente, ovviamente tutti perfomers nei restanti brani. “Bulldozer” da Lo chiamavano Bulldozer (1978) di Michele Lupo con Bud Spencer, si palesa con una versione psichedelicamente ‘fantascientifica’ e sulla falsariga del precedente pezzo “Dune Buggy”. Tribale ed evocativo, epico nel suo crescendo ritmico, “Orzowei” dalla serie omonima del 1976 con la partecipazione speciale di Tommaso Paradiso, che intona non solo il ritornello-tormentone con la sua rauca ed acuta al contempo caratteristica vocale che ben si abbina al tema della canzone. “Sandokan”, dallo sceneggiato omonimo del 1976 di Sergio Sollima con Kabir Bedi, fa il suo esordio con il violoncello solista di Tina Guo (interprete prediletta di tante colonne sonore, in primis alcune di Hans Zimmer) contrappuntata da un’orchestra epica per l’appunto zimmeriana (orchestrazioni di Massimo Zanotti per l’Olimpia Simphony Orchestra), lasciando spazio alla potenza vocale di Claudio Baglioni che affianca gli Oliver Onions sempre simpaticamente brillanti. “Flying Through the Air (50th Anniversary)” da …più forte ragazzi! (1972) di Giuseppe Colizzi con Bud & Terence al loro meglio, furoreggia al ritmo di una marcia bandistica beffeggiante e giocosa suonata dalla Monzuno Marching Band su orchestrazioni di Zanotti e arrangiamento di Quagliato, che rispettoso del mood originale leitmotivico, come per tutti i brani dell’album, ne fa brillare maggiormente il lato scanzonato e fanciullesco che era insito nei due protagonisti cult del film. “Banana Joe” dal film omonimo di Steno del 1982 con il compianto Bud Spencer, che viene omaggiato inserendo la sua arrochita e benevola voce in questa versione carioca dai sapori musicali brasiliani, con Maurizio De Angelis all’ukulele. “Santa Maria” canzone molto importante nella carriera degli Oliver Onions, come del resto tutte le Hit Songs internazionali ivi presenti, vede la partecipazione del cantante tedesco Roland Kaiser, che canta nella sua lingua e che ha portato al successo in Germania per molti anni facendola divenire un suo cavallo di battaglia. Si svalvola in modalità rock carrillionistica con gli esuberanti e geniali Elio e le storie tese nella mitica performance dell’helzapopping sonoro di “La La La La Lalla (Coro dei pompieri)” dal già citato Altrimenti ci arrabbiamo. “Sheriff” da Uno sceriffo extraterrestre…poco extra e molto terrestre (1979) di Michele Lupo con Bud Spencer, è cantata dalla voce profonda di David Hasselhoff (avete presente l’attore dei cult seriali Supercar e Baywatch?) in una ballad pop rock indiavolata con citazione ritmica conclusiva della sigla del succitato telefilm Baywatch del 1989. Chiude il CD “We Believe In Love” dallo sceneggiato Verde (1974) in una cover corale (i bambini del Summertime Choir) e la bellissima voce di Elhaida Dani, cantante albanese, divenuta famosa in Italia per aver vinto la prima edizione di The Voice nel team di Riccardo Cocciante.
