The Best Movie Soundtracks vol. 1
AA.VV.
The Best Movie Soundtracks vol. 1 (2021)
BIG Music/Smilax Publishing Srl/Self smilax X530
12 brani – Durata: 72’49”
https://fanlink.to/BMC013

Il Meastro Bruno Santori (classe 1957), rinomato pianista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra (vedi intervista esclusiva in coda), sul podio della raggiante e sfaccettata Mediterranean Orchestra, dal suono pulito e a volte assai compatto, dirige una selezione di colonne sonore che dir popolari è poca cosa: si passa con spigliatezza da John Williams a Jerry Goldsmith e Hans Zimmer, da John Barry a Danny Elfman transitando per Andrew Lloyd Webber, e non solo.
I capisaldi williamsiani sono “Adventures on Earth” da E.T. e il “Main Title” di Star Wars, “The Flight to Neverland” da Hook, la “Raiders March” de I predatori dell’arca perduta e una scelta meno scontata quale il “Main Theme” da Il patriota, film di Roland Emmerich del 2000 con Mel Gibson, l’”Hedwig’s Theme” da Harry Potter e la pietra filosofale – pezzi, come è ben noto, molto difficili da eseguire che questa compagine riesce a far propri con grande dignità esecutiva e una piacevolezza d’ascolto non banale. Giunge a noi, ascoltatori puristi delle musiche per film del Maestro premio Oscar, perseguendo il non facile intento di strafare o ‘fare il compitino’ puro e semplice, come accade spesso con Williams, bensì mettendoci un qual certo impegno performativo che fa brillare soprattutto l’unione della sezione fiati, ottoni e archi sopra tutti, in special modo in brani quali Hook e Harry Potter, pur prendendo forse un po' troppo diradati i tempi nei dinamismi di Guerre Stellari ed E.T., e qualche guizzo autoriale che sbilancia l’asticella verso un giudizio discreto (gli ottoni non sono al massimo in alcuni passaggi) in Il patriota e Indiana Jones - Raiders of the Lost Ark (performance dal vivo con applausi in testa alla traccia).
Questa Mediterranean Orchestra è al suo massimo espressivo, con un timbro e sound che più le confà come concreta compagine pop, con la performance della “007 Suite” contenente il “James Bond Theme” di Monty Norman, “For Your Eyes Only” di Bill Conti da 007 solo per i tuoi occhi, “Live and Let Die” di George Martin e Paul & Linda McCartney da 007 vivi e lascia morire e il tema dei titoli di Goldfinger di John Barry: un suono sinfo-pop che fa scintille con quei suoi saliscendi energico-romantici, a seconda il leitmotiv realizzato, genuinamente in linea con le avventure dell’agente segreto con licenza di uccidere più famoso al mondo. Stessa sensazione uditiva con la “Star Trek – Medley” dov’è letteralmente spumeggiante nell’esecuzione, in cui si destreggia con grande spontaneità tra i temi iconici di Alexander Courage per la serie capostipite, poi arrivando al Goldsmith di Voyager e Star Trek il film, il Dennis McCarthy di Deep Space Nine e Generazioni nonché il Jay Chattaway di un episodio di The Next Generation. Come per le due suite di cui sopra, anche il “Medley” dal musical Evita di Webber e Tim Rice non fa esecutivamente una grinza. Zimmer viene riverito con una suite da Il gladiatore che vede brani quali “Barbarian Horde”, “The Battle” e “Earth” far eccellere questa compagine e dimostrare tutta la fermezza del suo direttore Santori, che ha anche arrangiato la compilazione di questo album, supportato da un team di eccezione formato dal Maestro Silvio Fantozzi, Giorgio Tramacere e il Maestro Marco Noia. Elfman con “Main Title” e “Farewell” dal primo Spiderman di Sam Raimi ci fa dire che questa raccolta-tributo ha un suo perché, visto che qui l’orchestra sa riportare le atmosfere tipiche del suo autore come da registrazione originale.
E dato che siamo in pieno periodo natalizio, il CD si chiude con l’esecuzione live della marcia “Jingle Bells Forever” di Pierpont e Sousa, con tanto di accompagnamento delle mani battenti del pubblico, come miglior augurio di poter tornare a vivere una vita artistica, sociale, culturale e familiare normale, debellando finalmente questo maledetto Covid e acquisendo la serenità che ci spetta di diritto, anche e soprattutto accompagnati incessantemente dalla Musica, vera compagnia di vita che, sappiatelo, non ci tradisce mai. Restando comunque in attesa di un secondo volume di The Best Movie Soundtracks.

Intervista a cura di Massimo Privitera
Colonne Sonore: Quale l’impulso autoriale per mettere alle stampe un’operazione cine-musicale quale “The Best Movie Soundtracks - Volume 1”?
L’impulso è stato il momento di fermo del lockdown, che mi ha permesso di guardare cosa avessi nei cassetti. In un secondo momento ho condiviso con alcuni grandi professionisti quel materiale e di lì a poco abbiamo iniziato da remoto a masterizzare tutte le tracce live registrate negli ultimi dieci anni in alcuni concerti dove ho diretto colonne sonore da film. Alla fine di questo lavoro l’idea di pubblicare è sorta spontanea!CS: Ci racconta come è giunto alla selezione dei compositori e brani per questo album?
In realtà è stato un processo molto semplice: abbiamo scelto i brani in assoluto più famosi che credo ogni persona abbia sentito almeno una volta nella sua vita.
CS: Cos’ha riscoperto o addirittura scoperto per la prima volta realizzando questo album riguardo le composizioni eseguite e i suoi autori?
Ho scoperto la grande analogia tra la musica classica e alcune di queste pagine di musica. Il suono della grande orchestra è di certo al centro di questi lavori ma oltre alla composizione e all’orchestrazione c’è la scelta del suono che modella i temi cesellandoli e collocandoli al fianco delle immagini dei film, le quali senza queste musiche probabilmente sarebbero totalmente un’altra cosa.
CS: Quali sono i compositori di musica per immagine, oltre quelli ovviamente da Lei tributati in questo suo disco, che ritiene di enorme interesse compositivo, magari da trarne un secondo volume, deducibile dalla dicitura di questo CD ‘vol. 1’?
I compositori italiani sono un esempio per il mondo intero e quando dico questo ovviamente ho in mente Ennio Morricone e Nino Rota in primis, ma non solo loro e spero in un prossimo lavoro di poter affrontare quelle meravigliose pagine di musica che hanno portato la nostra nazione nel mondo intero.
CS: Quale risultato si attende da una produzione discografica del genere?
Il risultato che mi attendo è quello di avere aperto un’eventuale strada verso la produzione di eventi sinfonici di musiche da film per il grande pubblico.
CS: La performance della Mediterranean Orchestra, da Lei diretta, è egregia, passando con disinvoltura da brani sinfonici dal grande respiro epico (Williams, Zimmer, Goldsmith, Elfman, tra gli altri) a quelli pop e musical (Barry, Conti e Webber) di altrettanto spessore. Ci illumini su come nasce questa compagine?
Questa compagine si prefigge l’obiettivo di poter andare a scandagliare il fondo dei paesi del mediterraneo, portando alla ribalta delle grandi platee le diverse culture dei paesi bagnati da questo mare, magari con un intreccio tra queste tale da poter scrivere pagine di musica con una nuova identità mediterranea.
CS: Qual è la colonna sonora della sua vita?
È il silenzio, dal quale ogni volta nasce quel suono che mi trafigge il cuore e mi porta verso dimensioni ancora a me sconosciute e inaspettate, dando vita a nuovi incontri e nuove emozioni.
Un ringraziamento dovuto al Maestro Santori per la sua cortese disponibilità e a Roberto Carretta per il supporto a questa intervista
