Pillole di Note: Focus sull’etichetta Beat Records, Digitmovies e CF Soundtracks

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Beat Records
Questo mese la nostra rubrica di enorme successo, dedicata alle etichette discografiche prevalentemente di soundtracks, che prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’ – ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che si differenziano dalle consuete nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile – si focalizza sulla storica etichetta di casa nostra che abbiamo già trattato qualche mese addietro.
Analizziamo l’etichetta italiana Beat Records e sue consociate CF Soundtracks e Digitmovies: (http://www.beatrecords.it/) (https://www.digitmovies.com/):

Gianni Ferrio
Mi faccio la barca (1980)
Beat Records DDJ054
25 brani – Durata: 51’53”

La tragicommedia di casa nostra, quella spensierata e ingenua (qualche volta) targata anni ’80, costantemente e cinicamente spumeggiante, qui nei volti del mattacchione sornione Johnny Dorelli e della sempre suadente e affascinate Laura Antonelli, nel film diretto da Sergio Corbucci Mi faccio la barca, viene accompagnata dalla frizzante partitura funky-disco-pop-reggae anni ’70-‘80 di un Gianni Ferrio in una lucente verve compositiva, con quell’uso degli archi svolazzanti alla Barry White: basti ascoltare “Mi faccio la barca (guai in mare)”, “Mi faccio la barca (discoteca)”, “Mi faccio la barca (salvataggio)”, “Mi faccio la barca (Costa Smeralda)”. La parte da leone se l’accaparra la canzone dei titoli di testa e coda, vero tema portante della OST, “Sciacqua l’acqua”, quasi uno scioglilingua in cui la voce da crooner ammiccante del grandissimo Dorelli rende la melodia qualcosa di ancora più orecchiabile e simpatica da ascoltare e riascoltare all’infinito.

Giancarlo Chiaramello
Quando gli uomini armarono la clava e… con le donne fecero Din-Don (1971)
Beat Records/CF soundtracks CFS005
32 brani – Durata: 74’06”

Ritmi tribali ossessivi e percussivamente incessanti sotto melodie rock grottesche-acide e leitmotiv a suon di vocalismi sexy e ritmi bossa nova costellano le comiche avventure pruriginose e preistoriche di due tribù di Cavernicoli e Acquamanni che non pensano ad altro che fare “Din-Don” (non servono spiegazioni a riguardo, vero?), con protagonisti principali Aldo Giuffré e ‘da colpo al cuore’, assai poco vestita per fortuna, Nadia Cassini diretti da Bruno Corbucci. Lo score è di Giancarlo Chiaramello (classe 1939), compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore, che dagli anni ’60 agli ’80 è stato in piena attività compositiva nell’ambito delle soundtracks tra Cinema e TV – sue Orlando Furioso (1974) per cui si aggiudica il Nastro d’argento alla migliore colonna sonora, Un borghese piccolo piccolo (1977), Mani di fata (1983) – e dal 1993 arrangiatore fisso di tutti i concerti del celebrato Pavarotti & Friends, il quale si diverte un sacco a mettere in note tutte le ‘sporkizie’ sonore più esaltanti ed esaltate che sono un vero spasso ascoltare, capitanate dalla canzone dei titoli, “Troglomen”, cantata dalla rock band progressive di Torino Gli Alluminogeni: vedi le tracce “Seq. 2 – 3 – 10 – 15”.

Guido & Maurizio De Angelis
Uno sceriffo extraterrestre…poco extra e molto terrestre (1979)
Beat Records/Cabum/Digitmovies CDDM314
28 brani – Durata: 64’55”

Chi non hai mai visto Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre non sa cosa si è perso e abbandoni subito questa rivista! Scherzi a parte, non tralasciando il fattore che chi non ha guardato in sala o in televisione questo film avrà sicuramente avuto un’infanzia e adolescenza ‘triste’ (non me ne abbia a male!), questo cult del 1979 per la regia di Michele Lupo, una commedia fantascientifica super tenera e dalle botte da orbi, interpretata dal mitico e mai troppo compianto Bud Spencer e dal piccolo attore Cary Guffey (l’alieno H7-25), stranoto al grande pubblico dell’epoca per aver interpretato un breve ruolo cult in Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977 di Steven Spielberg, è divenuto un film di culto anche per merito della colonna sonora dei celeberrimi fratelli Guido & Maurizio De Angelis. Score finalmente pubblicata in un’edizione integrale con ben 17 bonus tracks, contenente logicamente i pezzi più famosi della OST: le canzoni country/disco pop “Sheriff”, “Ballad”, “Tonight Tonight” e “Big Star”, eseguite dai fratelli compositori e musicisti romani, i brani per le ridicole scazzottate infinite quali “Whistle and Bells” e il corale “Mundialito”, che verrà riusato dai De Angelis nello stracult calcistico con Lino Banfi L’allenatore nel pallone, il meraviglioso e commovente “L’ultimo valzer” e il soft da night club “Summer Night”. Il film ebbe un sequel nel 1980, Chissà perché... capitano tutte a me, girato sempre da Michele Lupo, di altrettanto successo al botteghino. Partitura imperdibile per rivivere quei ricordi cinefili che ci hanno allietato i fine settimana invernali con la famiglia al cinema e anni dopo le serate estive davanti alla TV con i propri genitori e soprattutto amici dopo una bella e gioiosa giornata al mare.

Piero Piccioni
Tutti dentro (1984)
Beat Records BCM 9588
CD 1: 12 brani
CD 2: 26 brani
Durata totale: 103’09”
Il connubio Alberto Sordi attore e regista e Piero Piccioni compositore, lo dico spesso e volentieri, è da annoverarsi tra quelli tra i più importanti nell’Ottava Arte. Questa colonna sonora vede Sordi regista e interprete, insieme alla bellissima e fascinosa Dalila Di Lazzaro, in una vicenda di inchiesta, corruzione, tangenti, inganni con colpo di scena finale, dove il mattatore romano ha il ruolo di un magistrato integerrimo e pronto a tutto pur di portare Tutti dentro. Lo score di un Piccioni in forma smagliante, con la voce della compagna Gloria Paul ad eseguire splendidamente il motivo portante “By and By” e buona parte delle sue variazioni – chi ha perso la puntata di Soundtrack City dove il sottoscritto e Marco Testoni la intervistiamo sulla sua carriera e vita con il compositore torinese di nascita ma romano d’adozione, è pregato di recuperarla a questo link: https://www.facebook.com/lacittadellamusicavisibile/videos/315730426595390 - è di quelle colonne sonore da possedere assolutamente nella propria collezione di amanti della musica per immagini. I due CD, accoglienti i 12 brani del vinile dell’epoca e una quantità straordinaria di bonus tracks (ben 26), comprendono una colonna sonora disco dance/lounge/jazz/funky dai temi che scaldano i sentimenti e ravvivano la gioia del sentire vera musica e non quelle, per buona parte, nefandezze atematiche e insulse o pretenziose autorialmente di oggigiorno, non soltanto nella Film Music: ascoltate con le orecchie ben diligenti i pezzi “Double Dream”, “New Holidays”, “By and By Swingtime”, “Blue Music”. Chicca assoluta: il brano 26 “New Holiday (piano)” del CD 2 che vede Piccioni suonare il tema portante al pianoforte introducendolo con la sua voce.

Armando Trovajoli
Straziami ma di baci saziami (1968)
Beat Records/CF soundtracks CFS006
24 brani – Durata: 49’17”

Dino Risi alla regia, Nino Manfredi, Pamela Tiffin e Ugo Tognazzi interpreti principali, Armando Trovajoli alla colonna sonora. Solo questi nomi basterebbero per dirvi "Che film! Che musica!". Una storia d’amore tormentata in cui accadono avvenimenti dei più disparati e nella quale il trittico Manfredi-Tiffin-Tognazzi sono qualcosa di irresistibilmente impareggiabile: straordinarie macchiette popolane di una vicenda che proprio nello score di Trovajoli, come sempre bravissimo nel cogliere ogni tonalità popolare, grottesca, ballabile (tango, valzer, beat, twist) e sentimental-malinconica del ‘non detto’ visivo, riesce a rendere le sequenze ancora più assurde, amorevoli, deformanti e comicamente folcloriche. Le tracce esemplari di una partitura che è puro Trovajoli, e che i fan attendevano da anni che venisse stampata nella sua interezza, con i Cantori Moderni di Alessandroni e Franco De Gemini all’armonica solista, sono “Straziami Theme” in tutte le sue versioni, “Romantic Country”, “Io ti sento” cantata dalla limpida voce di Marisa Sannia.

Riz Ortolani
I guerrieri dell’anno 2072 (1983) / La casa sperduta nel parco (1981)
Sugar/Beat Records BCM 9586
CD 1: I guerrieri… 17 brani – Durata: 66’26
CD 2: La casa… 6 brani - Durata: 26’10”
Riz Ortolani tra fantascienza distopica alla Mad Max, 1997: fuga da New York e L’implacabile e un horror iper violento claustrofobico: il primo I guerrieri dell’anno 2072 di Lucio Fulci, il secondo La casa sperduta nel parco di Ruggero Deodato, con commenti lontani mille miglia l’un dall’altro a dimostrazione del grandissimo eclettismo di uno dei più bravi e originali tra i nostri compositori conosciuti internazionalmente, ahinoi deceduto nel 2014. Il pesarese Ortolani compone per Fulci una partitura prettamente elettronica, con incursioni metal/rock ipertrofiche, nella quale prevalgono tre temi di forte presa adrenalinica e sensazionalistica, “Roma Imperial Rock” l’Anthem dei gladiatori del futuro, “The Fighter Centurions” traccia action all’ennesima potenza, e “I guerrieri dell’anno 2072 (Love Theme)” ultra romantico. Per il Maestro del Terrore Gore italico Deodato, il compositore di capolavori quali Fratello Sole Sorella Luna, Mondo Cane e lo sceneggiato Cristoforo Colombo, scrive uno score molto breve, nella stessa linea concettuale di quello per Cannibal Holocaust, ovvero a contrasto con la scelleratezza delle immagini assai cruente, con un tema candidamente fanciullesco sia vocale che strumentale, “Sweetly”, una sorta di ninnananna quasi tediante, e un motivetto funky disco “Do it to me”, più un “Love Sequence” dall’andamento rock barocco.

Teo Usuelli
Il fischio al naso (1967)
Beat Records BCM 9557
16 brani – Durata: 44’21”

Il fischio al naso ha la regia di Ugo Tognazzi che lo interpreta pure, divenendo un industriale che sprofonda a poco a poco, in maniera altamente drammatica e ‘malata’, in un girone dantesco ospedaliero dove entra semplicemente per curare il suo fischio al naso che da il nome alla pellicola. Teo Usuelli (13 dicembre 1920, Reggio Emilia – 13 aprile 2009, Roma) ottimo sperimentatore, ricercatore di musica medievale e rinascimentale e autore di canzoni di successo e di una quarantina di colonne sonore, sodale per molti film del regista Marco Ferreri, scrive una OST che poggia le sue fondamenta su un tema basilare, ripetuto in più occasioni e variato alla bisogna (versione barocca, lounge, twist, beat, classica, valzer, etc.), che lo si ascolta nella canzone dei titoli di testa, “La conta”, eseguita dalla band beat Le pecore nere e con il testo di Tognazzi, contornato da pagine più romantiche “Seq. 2”, più drammaturgiche “Seq. 7”, di straziante e armonica bellezza, che vale l’acquisto di questo CD giusto tributo al suo autore e alla preservazione delle sue opere.
