Yaya e Lennie – The Walking Liberty
Dario Sansone, Enzo Foniciello e Alessandro Rak
Yaya e Lennie – The Walking Liberty (2021)
Full Heads Records FH188
14 brani (5 canzoni + 9 di commento) – Durata: 34’36”
Disegni meravigliosi e altrettanto l’animazione: una vera opera d’arte tutta italiana, anzi partenopea, che risplende in questo terzo film Yaya e Lennie – The Walking Liberty del pluripremiato regista, sceneggiatore e fumettista Alessandro Rak, dopo il primo nel 2013 L’arte della felicità ed il secondo nel 2017 Gatta Cenerentola, pellicole sempre d’animazione molto acclamate da critica e pubblico e vincitrici di prestigiosi premi internazionali e italici di categoria. Rak questa volta veste i panni anche di compositore della OST di questo stupefacente terzo lungometraggio animato, dalla trama distopica, con una colonna sonora scritta insieme al frontman dei Foja Dario Sansone con il producer Enzo Foniciello (in arte Phonix): una storia che narra del nostro pianeta sconvolto da un accadimento alquanto inspiegabile che lo ha fatto diventare una gigantesca, totale e intricata giungla – la natura ha vinto finalmente sull’incuria e incapacità umana di saperla rispettare – e solo sporadici gruppi di umani sono riusciti a sopravvivere, con una nuova società di essere viventi, denominata l’Istituzione, che cerca di imporre le proprie regole di civilizzazione ai restanti umani che all’opposto convivono in armonia con la giungla. Tutto ciò, ovviamente, scatena una ribellione e la pellicola si concentra su due ‘spiriti liberi’: la ragazza Yaya dall’indomabile spirito combattivo e il ritardato mentale Lennie, un omone bonaccione alto più di due metri, insieme a prendersi curare vicendevolmente uno dell’altro, i quali cercano di non farsi fagocitare dal sistema totalitario della nuova società detta l’Istituzione. Quindi la loro avventura sarà il perseguire ‘The Walking Liberty’!
Lo score di Dario Sansone, Enzo Foniciello e Alessandro Rak, nelle parole medesime dei tre autori, è “un viaggio in bilico tra sonorità folk e incursioni di musica classica, tra le nostre radici partenopee e le musiche del mondo. Abbiamo tradotto in strumenti musicali e suoni gli elementi naturali ed i personaggi del film: la terra ci parla con cori primordiali e tamburi echeggianti, il vento soffia nei flauti e spinge le note fuori dall’armonica di Yaya, mentre gli archi accompagnano la tensione emotiva della storia e i plettri ci raccontano l’animo di Lennie. La musica riemerge dal passato, nel folto di una giungla post-apocalittica, riportando alla memoria l’anima della nostra terra”. Riecheggiano in questa ariosa, mediterranea, gasata e iper colorata partitura tutte le sfumature del ‘Napule’s Power’, come lo ha definito Renato Marengo, coniando questo termine per descrivere “… la vita musicale del nascere e dello svilupparsi di un movimento musicale – lungo i decenni e attraverso i molteplici generi – che, con i nuovi suoni del rock, dell’etno e del pop, ha riportato la musica di Napoli in Italia e nel mondo, con tutto il suo carico di tradizione, cultura, passione e ritmo, rinnovandola” (leggi nostra recensione del suo libro): vi sono in primis le solari e country-folk sonorità dei fratelli Bennato, Eugenio ed Edoardo, ma anche quella spensieratezza accorata e a tratti melanconicamente consapevole che esiste una sola via per la libertà espressiva e sociale, la Musica, di grandi cantautori partenopei, come i tre compositori in esame di questa OST, quali il sempre mai troppo compianto Pino Daniele, Tony Esposito, James Senese, Tullio De Piscopo ed Enzo Avitabile.
Lo score scorrevole e piacevolissimo anche ad un ascolto separato dalle immagini, si alterna tra brani strumentali e canzoni, in cui la fanno da padrone, oltre ai tre compositori anche performer, i Foja, la cantante Ilaria Graziano, il chitarrista Francesco Forni, l’attore e doppiatore Francesco Pannofino, il trombettista Ciro Riccardi, il flautista Alessandro De Carolis e il mandolinista Piero Gallo, più due cover della Carmen di Georges Bizet, presenti però nella versione digitale della colonna sonora, che contiene sei tracce in più rispetto a questa che stiamo recensendo, con sole ma fondamentali ugualmente 14 tracce, raccolte in un’edizione deluxe CD in formato vinilico EP, con in regalo tre illustrazioni inedite del film ad opera di Rak. I brani hanno una dichiarata matrice campana (tammorra, mandolino) che si fa largo tra world music (banjo, percussioni varie) e un’elettiva coloritura dell’armonica, del flauto che più virtuoso di così non potrebbe comparire, ed altri strumenti alla bisogna che fanno sì che ogni traccia sia a sé stante altresì un unicum con l’intera soundtrack: beffarda alla Goran Bregović (“La processione del rospo” eseguita dal caciarone Pannofino), epicamente atmosferica (“La giungla ci osserva”, “Il risveglio della giungla”, “Mamagiungla” e uno dei pezzi più belli e netti del CD, “Of Mice and Men”), folk e tribali (“La libertà che avanza”, “La terra brontola”), sentimentale (“Chiudi gli occhi”, “Pe’te sta’cchiù vicino”, “Figli ‘e nisciuno” interpretate dall’intensa e cullante voce della Graziano e nel primo pezzo anche da Francesco Forni che l’ha scritta) e popolar danzerecce (“Tarantella del buon viaggio” e “Taranta del terra”). La canzone “Duje comme nuje” eseguita dai Foja è uno di quei pezzi che ti entra subito nel cervello non abbandonandoti più e che sa essere al contempo melodico e poetico, da esprimere perfettamente tutto il nucleo emozionale e narrativo di questa storia ambientalista distopica che profuma di Hayao Miyazaki alla ‘napoletana’; a proposito nel CD vi sono i testi di tutte le canzoni così da poterle cantare sin da subito in famiglia, lasciandosi trasportare dalla bellezza di questa pellicola che, sono certissimo, lascerà il segno come le precedenti del regista Rak.
