Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés
Dato che non siete mai sazi – e neppure noi – eccovi ancora una volta la nostra rubrica di enorme successo tra le etichette specializzate di soundtracks e voi bramosi lettori collezionisti, sempre alla perenne ricerca di ghiottonerie cine-musicali, ‘Pillole di Note’: mini recensioni di alcune colonne sonore che variano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno dissimile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta francese Frémeaux & Associés: (https://www.fremeaux.com/):

George Gershwin
George Gershwin de Broadway au Metropolitan Opera – Un americain à Paris – Rhapsody in Blue – Porgy and Bess (2021)
Frémeaux & Associés FA 5792
CD 1: 21 brani – Durata: 77’19”
CD 2: 17 brani – Durata: 75’27”
CD 3: 5 brani – Durata: 67’35”

Ci sarebbe da meravigliarsi se ancora oggi, soprattutto chi studia musica per divenire un musicista o direttore d’orchestra o per elevarsi alla carica di compositore (per non specificare, nientemeno, di musica per immagini), vi sia chi non abbia la ben che minima idea di chi sia George Gershwin e quale sia stata la sua portata all’interno dell’arte musicale tout court. Difatti, tale meraviglia non è così lontana dal diventare concreta perciò stupirsi per cotanta ignoranza lacunosa, anzi gravissimamente manchevole. Rimarreste sorpresi – Io per primo che ancor oggi lo racconto incredulo all’aver assistito in prima persona a tale scioccante rivelazione – di quanti allievi, tra conservatori, scuole di musica e accademie, diplomandi in musica o già diplomati come musicisti o compositori in varie aree di appartenenza musicale, ai quali ho fatto svariate lezioni di musica applicata alle immagini o seminari argomentanti differenti categorie cine-televisivo-sonore e correlazioni tra Settima & Ottava Arte in tutte le sue dinamiche e sfaccettature, non abbiano la più pallida idea di chi sia il genio di Gershwin; per non parlare, entrando nello specifico caso della materia principe trattata in questa rivista, di Bernard Herrmann, di Max Steiner, di Franz Waxman, di Alex North, di Mario Nascimbene, etc. etc. etc. etc. (purtroppo). E poi pretendono, per buona parte, di formarsi come compositori di Cinema e altre arti audiovisive applicate!
Comunque, drammi reali a parte di cui non si finisce mai di restare a bocca aperta, grazie a dio vi sono etichette saggie, competenti – con dietro altrettanti preparati curatori – e con una library colma di gemme preziose musicali, in special modo del passato, come la francese Frémeaux & Associés, di cui abbiamo ampiamente approfondito in altre occasioni e in particolar modo all’interno di questa rubrica, che riescono con accurata e perseverante perizia a mettere alle stampe in edizioni succulente diversi CD contenenti il ‘very, very, very best’ di generi e compositori. In questo caso, per l’appunto, il genio assoluto Gershwin spalmato su tre compact disc che custodiscono, splendidamente, alcune canzoni – rivisitate da grandissimi nomi della canzone e del virtuosismo esecutivo – e l’integrale dell’Opera imponente Porgy & Bess e composizioni incancellabili e indispensabili quali, una su tutte, la celeberrima “Rhapsody in Blue” (una pellicola le fu dedicata col medesimo titolo, narrando la vita del suo Autore, nel 1954 dal regista I. Rapper) e “Un Américain à Paris”.
Gershwin, nato a Brooklyn il 26 settembre 1898 e scomparso l’11 luglio 1937, pianista eminente, compositore nobile di canzoni e spettacoli musicali a Broadway, famosi ancora oggi in tutto il globo, nelle parole del critico Ermanno Comuzio “…diventò il simbolo dell’America nei suoi aspetti peculiari di ottimismo pioneristico, audace gioventù, ma seppe anche affrontarne gli aspetti drammatici, come in brani sinfonici (“Rapsodia in blu”, “Concerto in fa”) e nell’opera “Porgy and Bess””. Questi tre dischi, con esecuzioni a dir poco insigni di ogni sua canzone, composizione e l’opera succitata stessa, riassumono il Gershwin migliore che il Cinema e tanti registi al seguito hanno citato, usato, abusato e omaggiato – in primis Woody Allen nel suo tributo al compositore newyorkese nel capolavoro Manhattan (1979), il famosissimo musical Un americano a Parigi di Vincent Minnelli del 1950 con Gene Kelly e Leslie Caron e Cenerentola a Parigi di Stanley Donen del 1957, interpretato da Audrey Hepburn e Fred Astaire – passando con scioltezza dal periodo d’oro di Broadway all’empireo della musica Live, il Metropolitan Opera, come enuncia il sottotitolo del triplo cofanetto; che nelle parole dei curatori Teca Calazans e Philippe Lesage “già negli anni ‘20 i musical, i pezzi da concerto e l’opera Porgy and Bess composta da George Gershwin hanno contribuito alla realizzazione del grande libro delle canzoni americane. La prova dell’immenso talento di Gershwin sta nel fatto che la sua musica non è mai entrata in purgatorio dopo la sua prematura scomparsa nel 1937 all’età di 39 anni. Mentre i suoi brani da concerto sono ancora eseguiti da solisti e formazioni del mondo della musica classica, quelli che meglio sono riusciti a difendere l’arte di Gershwin restano gli artisti e i musicisti del mondo jazz”.
E di esemplari eccelsi di quest’ultima categoria il primo CD ne è colmo: Nina Simone, Chet Baker, Erroll Garner, Bill Evans, Sarah Vaughan, Duke Ellington, Billie Holiday, Aretha Franklin, Miles Davis, Don Byas in cavalli di battaglia quali “The Man I Love You”, “But Not For Me”, “Summertime”, “Embraceable You” e molte altre, tra fine anni ’30 e primi anni ‘60; il secondo CD riporta tutta la stupefacente Opera Porgy and Bess nella smagliante e appassionata interpretazione di Ella Fitzgerald e Louis Armstrong del 1958 diretta da Russell Garcia su liriche del fratello Ira Gershwin e DuBose Heyward, che divenne un film nel 1959 di Otto Preminger con Sidney Poitier e Dorothy Dandridge, il quale si aggiudicò l’Oscar e il Grammy come miglior adattamento musicale di composizioni altrui ad opera di André Previn e Ken Darby; il terzo CD presenta le performance della Hollywood Bowl Symphony Orchestra diretta da Felix Slatkin nel 1956 di “Un Américain à Paris”, il “Concerto en Fa” in tre movimenti (“Allegro”, “Andante”, “Allegro”) e “Rhapsody in Blue” con il piano di Daniel Wayenberg e l’Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire diretta da Georges Pretre, entrambe nel 1960.
Non dimentichiamo che Gershwin prestò la sua superiore dote compositiva e di autore di canzoni a pochi film come, giusto per citare i più noti, Amami stanotte (R. Mamoulian, 1932), Voglio danzare con te (M. Sandrich, 1937) e Follie di Hollywood (G. Marshall, 1937).

AA.VV
Nouvelle Vague: Les musiques de films 1957 – 1962 (2021)
Frémeaux & Associés FA 5798
CD 1: 21 brani – Durata: 78’08”
CD 2: 26 brani – Durata: 71’15”
CD 3: 32 brani – Durata: 72’18”
Nouvelle Vague, ovvero François Truffaut, Jean-Luc Godard, Claude Chabrol, Éric Rohmer, Louis Malle, Georges Franju, Roger Vadim, Agnés Varda, Michelangelo Antonioni, Jacques Demy, Alain Resnais, Jacques Doniol-Valcroze e Pierre Kast. Sia i fautori che i seguaci.
E se non vi bastano tali iconici nomi della Settima Arte che la stessa hanno reso ancor più matura, allora segnatevi alcuni dei compositori impegnati a descriverne ogni intrinseca natura narrativa e visiva delle loro pellicole, ossia Miles Davis, Jean Constantin, Martial Solal, Maurice Jarre, Paul Misraki, Serge Gainsbourg, Alain Goraguer, Georges Delerue, Fiorenzo Carpi, Michel Legrand, Francis Seyrig, Art Blakey e Giovanni Fusco. Tutti questi popò di autori accomunati in tre CD di oltre 230 minuti di commenti cinematici nelle registrazioni originali per 79 tracce totali che raffigurano il meglio del meglio della Nouvelle Vague: “…nome dato alla grande corrente d’avanguardia della fine degli anni Cinquanta che ha ridefinito il modo in cui i film venivano scritti, prodotti e diretti. Fino ad allora nel mondo del cinema la musica, a differenza della regia e della sceneggiatura, era stata considerata di secondaria importanza, ma questa nuova rivoluzione culturale dava il posto d’onore alla musica che accompagnava le immagini. Prendiamo ad esempio la sessione di registrazione di Ascensore per il patibolo, che ha ampiamente illustrato il nuovo ruolo della musica: il trombettista Miles Davis ha improvvisato sulle immagini del regista Louis Malle, e l’aura risultante del film è ormai una leggenda. Eppure chi ricorda la famosa canzone “L’eau à la bouche” che Serge Gainsbourg e Alain Goraguer hanno scritto per lo stesso film? Questo set prodotto da Olivier Julien offre una prospettiva meravigliosa che presenta una serie impressionante di musicisti eccezionali, da Georges Delerue a Paul Misraki e Michel Legrand, inclusi Art Blakey e Martial Solal, e naturalmente con Miles Davis, Alain Goraguer e Serge Gainsbourg”, nelle parole a corredo del libretto rilasciate dal produttore discografico Patrick Frémeaux.
Quindi, cosa aggiungere di altro? Chi da sempre adora questa Nuova Onda del cinema francese e le sue intramontabili colonne sonore, non potrà esimersi dall’acquistare questo triplo compact disc, che include la quasi totalità o alcuni brani delle partiture di film epocali quali, tra gli altri, Gli amanti, Ascensore per il patibolo, I 400 colpi, Fino all’ultimo respiro, Relazioni pericolose, Zazie nel metrò, Piace a troppi, Tirate sul pianista, L’eclisse, Jules e Jim e Cleo dalle 5 alle 7.
Gli approcci compositivi sono dei più diversificati, originali e particolareggiati, con leitmotiv di una bellezza sconvolgente, sia per l’epoca che attualmente ancora assai innovativi: da un qual certo classicismo sinfonico al jazz, anche sperimentale, dalla forma canzone, più sensuale o ballabile, all’atonalismo dichiaratamente marcato e volutamente empirico.
