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12 Mar2010

Dalle Ardenne all’Inferno

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover_dalle_ardenne_all_inferno.jpgEnnio Morricone/Bruno Nicolai
Dalle Ardenne all’Inferno (1967)
Beat Records Company CDCR86
26 brani - durata: 64'07"



Negli anni Sessanta, sulla scia del grande successo ottenuto dai film hollywoodiani ispirati al secondo conflitto mondiale, nacque un filone parallelo “all’europea” che, penalizzato da un minore spiegamento di mezzi e da opache riletture degli archetipi, non riuscì a replicare l’operazione felicemente compiuta con il western, genere letteralmente reinventato al di qua dell’oceano.

Più che un film di guerra in senso stretto, Dalle Ardenne all’Inferno è una storia di spionaggio che si muove su uno sfondo di verità storica ricostruito, a dire il vero, con qualche incongruenza. Sarebbe dunque fuori luogo aspettarsi scene spettacolari legate alla controffensiva delle Ardenne (1944-45), l’ultimo grande tentativo nazista di avanzare sul fronte occidentale durante la Seconda guerra mondiale. Il titolo internazionale The dirty heroes appare in tal senso meno fuorviante e più adeguato allo sviluppo effettivo della vicenda: dopo l’evasione da un campo di prigionia tedesco, due soldati americani tentano di penetrare nel quartier generale della Wehrmacht per trafugare dei documenti segreti e per impadronirsi a titolo personale di un tesoro in diamanti.
Ben altri elementi di interesse presentano al contrario le musiche che accompagnano la pellicola. Scritte a quattro mani da Ennio Morricone e Bruno Nicolai, e i nomi di per sé sono più che una garanzia, esse vantano due leitmotiv riconducibili ad altrettante fonti d’ispirazione: da un lato la guerra, dall’altro il personaggio di Cristine (Daniela Bianchi), moglie ebrea di un generale tedesco la quale, trovatasi coinvolta nell’impresa, finisce per innamorarsi di uno dei fuggiaschi. La prima fonte, scaturita appunto dal carattere più propriamente militaresco del film, è efficacemente compendiata da “Ardenne’s theme marcia” che ricorre alla marziale potenza dei rullanti nonchè all’eroismo della sezione fiati e del coro “I Cantori Moderni di Alessandroni”. La seconda invece confluisce in “Tema di Cristine”, aria romantica di derivazione classica per archi, clavicembalo e oboe a commento della difficile scelta morale che la donna si trova a dover affrontare: aiutare gli alleati a portare a termine la loro missione (che crede motivata da alti ideali) o abbandonarli, sottraendosi al rischio di un destino infausto.
A parte qualche intermezzo dal tono vagamente disimpegnato, come quello di “Impossible job”, le rimanenti tracce - ad esempio “Flee, guys”, “Peekaboo”, “Papers and diamonds”, “L’ultimo respiro”, “Lunga attesa” - sottolineano i momenti drammatici e di tensione tipici di una spy story. Qui i compositori possono dare un saggio della loro abilità nella ricerca della suspance dissonante e non.
In sostanza non è azzardato affermare che i temi citati all’inizio, vere pietre angolari dell’intero score e presenti anche nelle consuete ripetizioni variate, valgono da soli l’acquisto dell’intero CD.
In passato Beatrecords aveva già curato un paio di pubblicazioni contenenti solo cinque brani tratti dalla OST. L’attuale edizione, che sfoggia una splendida confezione in digipack con foglietto illustrativo allegato, proviene dal recupero dei nastri originali effettuato presso l’archivio privato degli eredi di Bruno Nicolai. Ora, in virtù di questa collaborazione, la storica casa discografica romana ha potuto ridare vita a più di un’ora di musica, offrendoci così un’imperdibile occasione di apprezzare al meglio il lavoro di due indiscussi fenomeni dell’Ottava Arte.

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Daniela Bocconi

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