Robin Hood Prince of Thieves

Michael Kamen
Robin Hood - Principe dei ladri (Robin Hood Prince of Thieves, 1991)
Intrada (2 CD 2018)
CD 1: 16 brani – Durata: 63’03”
CD 2: 21 brani – Durata: 71’36”


Michael Kamen
Robin Hood - Principe dei ladri (Robin Hood Prince of Thieves, 1991)
Intrada (4 CD 2020)
CD 1: 21 brani – Durata: 70’59”
CD 2: 15 brani – Durata: 61’07”
CD 3: 16 brani – Durata: 38’04”
CD 4: 21 brani – Durata: 50’36”

Dopo Sherlock Holmes e James Bond, il personaggio di finzione che, nel corso della storia del cinema, ha avuto il più ampio numero di trasposizioni sia filmiche che televisive, probabilmente è Robin Hood. Dall’ormai classica versione con protagonista l’attore Errol Flynn (Le avventure di Robin Hood, Michael Curtiz e William Keighley, 1938) a quella recentissima – ma stroncata dalla critica – in cui il fuorilegge che ruba ai ricchi per donare ai poveri ha il volto di Taron Edgerton (Robin Hood – L’origine della leggenda, Otto Bathurst, 2018), molti sono stati i registi che hanno voluto dare la propria versione del fuorilegge, avvalendosi degli attori più famosi: tra questi possiamo citare il da poco dipartito Sean Connery per il Robin e Marian di Richard Lester (1976), o Russel Crowe per il Robin Hood di Ridley Scott, o ancora Cary Elwes per la parodia Robin Hood - Un uomo in calzamaglia (Mel Brooks, 1993). Come dimenticare poi la versione disneyana della leggenda (Robin Hood, Wolfgang Reitherman, 1973), in cui i personaggi sono animali antropomorfizzati ispirati, nelle fattezze, a quelli presenti nella raccolta di racconti Renart la volpe, datata al XII-XIII secolo. Ma se c’è un film sull’arciere della Foresta di Sherwood a cui il pubblico italiano è più affezionato, sicuramente questo è Robin Hood - Principe dei ladri di Kevin Reynolds (1991). I dati parlano chiaro: nonostante all’uscita nei cinema sia stato accolto con critiche discordanti da parte della stampa specializzata, il film è stato tuttavia il secondo maggior incasso del 1991 a livello mondiale – dietro soltanto al Terminator 2 di James Cameron. In Italia, in particolare, durante il suo primo passaggio in chiaro su Canale 5, la pellicola ha ottenuto un ascolto medio di 12.991.000 telespettatori, diventando uno dei film più seguiti su una rete televisiva e ottenendo riscontri positivi da parte del pubblico anche durante le repliche che si sono avvicendate negli anni successivi. Merito soprattutto di un cast di prim’ordine: Kevin Costner, appena reduce dal successo mondiale di Balla Coi Lupi (1990), in questa pellicola interpreta Robin di Locksley, un giovane soldato inglese di ritorno in patria dalle Crociate che si dà alla macchia non appena scopre che le sue terre sono state confiscate e che il padre è stato ucciso dallo Sceriffo di Nottingham per non aver preso le sue parti in una congiura ordita ai danni della Corona. Nel ruolo dell’antagonista è calato un Alan Rickman eccezionale; consacrato presso il grande pubblico proprio grazie a questo film, per la sua interpretazione ha vinto un Premio BAFTA al migliore attore non protagonista. A completare il coro, troviamo Morgan Freeman nei panni del saraceno Azeem, amico di Robin sin dalla loro fuga dalla prigionia in Terra Santa; Lady Marian ha il volto di Mary Elizabeth Mastrantonio, mentre Christian Slater e Sean Connery impersonano rispettivamente Will Scarlett e Re Riccardo Cuor di Leone (curioso l’aneddoto secondo cui l’attore scozzese, nel ricevere un compenso astronomico per una scena di appena un minuto, lo abbia in seguito devoluto in beneficienza).
Ciò che la fa da padrone nel film, tuttavia, è l’ottimo commento musicale, sfolgorante in tutta la sua maestosità sin dal primo fotogramma. Il compositore Michael Kamen (classe 1948, scomparso prematuramente nel 2003 in seguito a un attacco cardiaco), collaboratore assiduo, tra gli altri, dei gruppi rock Queen, Pink Floyd e Metallica, per questo film ha composto una partitura epica di ampio respiro, che ha poco in comune con quella ormai classica scritta da Erich Wolfgang Korngold per Le avventure di Robin Hood (1938) ma non per questo meno degna musicalmente rispetto a tale caposaldo della composizione musicale applicata alle immagini.
Il tono e la magniloquenza di cui la pellicola di Reynolds si fa carico sono affidati completamente alla musica. Tutto ha inizio con un ostinato di violoncelli: i titoli di testa si aprono sulle immagini eroiche dell’Arazzo di Bayeux di memoria medievale (la narrazione per immagini della conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore nel 1066, il cui dominio portò alla nascita di una delle monarchie europee più importanti e potenti) e per tutta la sua durata, questa Overture in forma di fanfara racchiude in sé i temi principali che verranno sviluppati nel corso del lungometraggio. In particolare, tre sono le idee tematiche portanti che subito balzano all’orecchio: il “tema di Robin Hood”, un motivo composto da 16 battute, è affidato dapprima ai corni, per poi passare alla sezione degli archi, diventando sempre più simile a una cantata lirica; il “tema del conflitto”, una linea melodica in chiave di basso di cinque note che si ripete spesso, soprattutto nelle azioni di combattimento e di pericolo; il “grido di battaglia”, di nuovo affidato ai corni, e che dipinge gli scontri tra Robin, gli allegri compari della Foresta di Sherwood e gli scagnozzi dello Sceriffo.
Proseguendo nell’ascolto, altri temi si aggiungono alla lista; tra questi, il “tema d’amore” tra Robin e Marion appare come una melodia di assoluta cantabilità, completamente avulsa dall’impeto della musica di avventura che pervade ogni scena di azione e capace di dare all’orchestra la possibilità di respirare. Su questa base, il cantautore canadese Bryan Adams ha composto la sua canzone che scorre sui titoli di coda: “Everything I do, I do it for you” è stata una delle tante fortune di questa colonna sonora, tanto da essere tenuta in conto dai più come il leitmotiv principale del film, motivo per cui l’uscita discografica ha raggiunto all’epoca il record di vendite per un album strumentale. Anche gli antagonisti della pellicola hanno un tema tutto loro: lo Sceriffo di Nottingham è rappresentato da un violento crescendo di archi, mentre suo cugino Ser Guy di Gisborne è tratteggiato da un fraseggio in chiave minore affidato al suono sibilante e acuto dell’ottavino, proprio a rappresentarne la natura viscida e crudele.
Michael Kamen si avvalse di ben quattordici orchestratori per poter dar vita alla sua musica, tanto per i tempi di produzione stringenti, quanto per la mole di materiale scritto. Se da un lato le intenzioni sono state dignitose (realizzare un’orchestrazione tradizionale in cui agli ottoni venissero affidate le scene d’azione, agli archi quelle più emotive e ai legni la descrizione della Foresta di Sherwood), dall’altro il risultato finale non è stato dei migliori, tanto che a montaggio concluso il prodotto musicale è risultato monco e troncato in più parti per potersi adattare alle esigenze narrative del film.
La musica del compositore per come è stata da lui stesso concepita ha ottenuto una sua degna presentazione presso il grande pubblico solo di recente, grazie alla poderosa uscita discografica su etichetta Intrada (2020): un’edizione da 4 CD, rimasterizzata ed espansa sulla base di quella precedente (2 CD, 2018), in cui due dischi presentano la partitura completa, mentre un terzo disco contiene sezioni di musica alternata, e un quarto raccoglie l’edizione originale della colonna sonora (Morgan Creek Records, 1991), caratterizzata dall’assemblaggio della musica in piccole suite per ragioni organizzative e d’ascolto. Tale operazione monumentale è stata possibile grazie al recupero dei nastri originali delle sessioni di registrazione da parte della Michael Kamen Estate, in aggiunta alla documentazione originaria di proprietà Warner Bros. Per merito di questo lavoro certosino, siamo finalmente in grado di apprezzare la completezza del commento musicale. La lunga sequenza introduttiva è finalmente completa: della durata di ben 11’21”, vede anche la presenza della sezione dedicata alla congiura indetta dallo Sceriffo di Nottingham ai danni di Lord Locksley, fin ora mai presente in alcuna edizione della colonna sonora. A questa sezione inedita si aggiungono anche quella che descrive la battaglia contro i Celti, il cui apice è costituito dal salvataggio della moglie di Little John da parte di Robin, e altra musica d’ambientazione dedicata, tra gli altri personaggi, anche alla strega Mortianna, consigliera personale dello Sceriffo, che guida grazie ai suoi piani diabolici.
Se da una parte rammarica l’assenza della canzone di Bryan Adams, non disponibile per ragioni di diritto d’autore, dall’altra non si può restare indifferenti dinanzi a tale affresco musicale, in definitiva uno dei migliori incentrato sulla figura sfuggente di questo personaggio leggendario, che ha ormai preso posto nel cuore di tutti.
