Lo chiamavano Bulldozer
Guido e Maurizio De Angelis
Lo chiamavano Bulldozer (1978)
Beat Records DDJ | DDJ18DLX
27 brani - Durata: 67’ 42”

Bud Spencer, pseudonimo dell’attore napoletano Carlo Pedersoli, è famoso per il sodalizio con Mario Girotti, in arte Terence Hill, con cui ha dato vita a numerosi film che hanno ottenuto fama mondiale e attirato milioni di spettatori al cinema.
Meno note, ma non meno divertenti, sono le pellicole in cui il popolare divo è in scena senza il compagno.
Tra queste figura Lo chiamavano Bulldozer, che, oltre ad una trama che fa dell’ingenuità e della semplicità due delle sue peculiarità e per un cast di attori che in quel periodo andavano per la maggiore, viene ricordata, dai numerosi fan, per le colonna sonora degli Oliver Onions, duo formato dai fratelli Guido e Maurizio De Angelis, già autori delle musiche di numerosi lungometraggi con la coppia Bud Spencer e Terence Hill. Nel 1978, all’uscita di quest’opera nelle sale cinematografiche italiane, quattro brani del folto score, con i testi di Cesare De Natale, sono stati pubblicati su 45 e 33 giri.
Si tratta di “Bulldozer”, popolarissimo main theme che figura nei titoli di testa e di coda, “Just A Good Boy”, “Miss Robot”, che oltre ad essere presente in Pari e dispari, originariamente era stato inciso, con parole in italiano, per essere la sigla di chiusura della seconda stagione di Spazio 1999, e “Cock A Doodle Doo”, versione inglese di “Pelota”, brano cantato dal protagonista, in spagnolo, in una scena del film.
A distanza di 42 anni da questo primo lavoro in vinile, grazie all’impegno della casa discografica Beat Records, che l’ha rinvenuto negli archivi dell’etichetta Cabum, l’intero commento sonoro del film è stato stampato nuovamente su LP e CD.
Rimasterizzato da Enrico De Gemini, questo disco, oltre ai pezzi già citati, contiene il tema principale riproposto in tutte le sue numerose varianti.
Le ventisette tracce di cui si compone l’album, che si caratterizzano per uno stile solare, atmosfere giocose, tempi dilatati e per l’uso dei primi sintetizzatori, che negli anni ‘80 erano strumenti all’avanguardia, sono diventate classici della musica da film e hanno avuto grande diffusione in tutto il mondo. Se a ciò si aggiunge una confezione in jewelbox trasparente, note di produzione di Daniele De Gemini e il mitico manifesto di Renato Casaro nella grafica di copertina, si può affermare, senza paura di smentite, che Lo chiamavano Bulldozer è un must per tutti gli appassionati di colonne sonore.
