Claudio Simonetti’s Goblin – The Very Best of – Volume 1 & Claudio Simonetti’s Goblin – The Devil is Back

AA.VV.
Claudio Simonetti’s Goblin – The Very Best of – Volume 1 (2019)
Deep Red CD DR 010
10 brani – durata: 44’26”
Claudio Simonetti
Claudio Simonetti’s Goblin – The Devil is Back (2019)
Deep Red CD DR 011
10 brani – durata: 51’38”
Claudio Simonetti torna alla grande e in splendida forma compositiva con una nuova formazione e due album dal forte richiamo nostalgico, anche se uno di essi è strutturato su nuovi pezzi e l’altro su intramontabili classici cine-musicali dei Goblin e dello stesso Simonetti in solitaria. Parliamo di ‘Claudio Simonetti’s Goblin – The Devil is Back’ e di ‘Claudio Simonetti’s Goblin – The Very Best of – Volume 1’, usciti in contemporanea a fine 2019, che sono eseguiti dalla nuova band simonettiana, formata dalla vecchia conoscenza, il chitarrista Bruno Previtali (ex Daemonia e Claudio Simonetti’s Goblin del 2014), dalla bassista Cecilia Nappo e dal batterista Federico Maragoni, nonché, forever and always, Simonetti alle tastiere.
Nuova formazione che ha donato al suono, all’incisione, alla performance (tutte rimbombanti e competentissime) e alla composizione ex novo (nel caso del CD di brani originali extracinematografici, con supplemento di alcune intromissioni non sue ma del padre Enrico Simonetti e di Pippo Baudo con Pippo Caruso) e a quello delle cover dei cult DOC, frutto compositivo non solo gobliniano, Profondo rosso, Phenomena, Tenebre, Suspiria, Zombi, Demoni, La terza madre e Il cartaio, quel quid in più che ha fatto sì che ad un attento ascolto venga a galla un Simonetti rinato e vulcanico. Un Simonetti dalla tempra magmatica anni ’70 & ’80 rivisitata, perfezionata e aggiornata, però nostalgicamente intramontabile e debitrice di tanta musica prog ed elettronica del suo tempo, delle sue passioni ben distinguibili e di citazioni ai beniamini (compositori, musicisti e registi) che negli anni sono addirittura giunti ad emulare Lui e i gloriosi ex soci Goblin – sto parlando ovviamente di John Carpenter del quale il pezzo d’apertura del concept album ‘The Devil is Back’ (“Brain Zero One”) è un palese omaggio che fa andare letteralmente in visibilio – in cui a spiccare è la lunga (6’55”), inebriante e liturgica messa malevola “Agnus Dei”. Ipnoticamente ritmata, rock compulsiva e ondeggiante come un corpo in preda a lisergiche visioni è la alanparsonsiana nell’incipit “The Devil is Back”. Simili rimandi agli Alan Parsons Project si scorgono nel prog tossico e ribelle di “Revenge”. Sensazione risonante anche nel brano successivo “Drug’s Theme” (dallo sceneggiato sci-fi Gamma del 1975) con le musiche originali del famoso padre Enrico che Simonetti & Co. eseguono con programmatica e fantasmagorica emozionale vigoria. Tribale e funky, dal tema pianistico immediato e accattivante, si presenta “Neverland”, con quel solo di chitarra e basso conclusivi che leitmotivicamente ne decontestualizzano le forme sonore primarie. Evocativo e orientaleggiante si mostra nei suoi ondivaghi movimenti synth e chitarristici il bellissimo “Solitude”. Il tema composto da Pippo Baudo e Pippo Caruso per la trasmissione Chi?, noto anche negli anni ’70 col titolo di Giallo-quiz abbinato alla Lotteria Italia, fu un programma televisivo di intrattenimento, trasmesso sulla Rete 1, condotto da Baudo con la valletta Elisabetta Virgili, in cui nella seconda parte vi erano dei telefilm gialli di trenta minuti circa. La sigla della serie all’epoca era eseguita dai Goblin. Il sound delle due parti - tracce di “Chi?”, in questo nuovo album, tratteggiano il leitmotiv in modalità settantina progressive con tutte le caratteristiche tipiche degli arrangiamenti dei temi noir italici dai ’50 ai ’60, ma con quel tocco moderno e remoto al medesimo tempo così da accrescerne il fascino indelebile pur rinnovandone le nuance. “Saint Ange” è un caleidoscopio di scary music anni ’70 – ’80 dalle sfumature ritmico esecutive sempre cangianti e arzigogolate, dal tema portante mefistofelicamente ammaliante. La rinvigorita veste diabolico performativa del nuovo Claudio Simonetti’s Goblin in cui, oltre ai summenzionati strumenti, troviamo l’utilizzo appropriato di organo hammond, theremin, vocoder, bouzouki, percussioni varie e visual designer, piano ad opera delle eccellenti mani e menti esecutive della band tutta, è una goduria reiterata d’ascolto.
Idem per le nuove ennesime versioni del ‘The Very Best Volume 1’ che con i succitati classici filmici e score, entrati prepotentemente e legittimamente nell’immaginario collettivo, si viaggia tra gli esoterici, orrorifici e disturbanti paesaggi dell’horror seventy pigiando fortemente sul pedale, in talune cover, del rock progressive più scanzonato – se questo aggettivo si può attribuire al genere musicale in questione! – e irriverente (vedi le versioni dei temi portanti di Phenomena e Demoni) o Il cartaio che assume valenze meno elettro tecno divenendo un caos per nulla casuale di elettrorock hard e suadenti panorami new age. La nuova versione metal-sinfonica di “Mater Lacrimarum” da La terza madre, cantata tenebrosamente e acidamente da Dani Filth (nome d’arte di Daniel Lloyd Davey, cantautore inglese che milita nella band symphonic black metal Cradle of Filth e nei Devilment) è superlativa e assuefacente. Piccole variazioni pur tuttavia dall’esaltante sentire, soprattutto nell’apporto della batteria furente di Maragoni, in Suspiria, Tenebre e Zombi (qui il beat funky soul primeggia e furoreggia in modo superbo). Ancora più misterico e carico di perturbazioni sonore horror ambient risulta “L’alba dei morti viventi” dallo stracultissimo Zombi: un pezzo che non si finirebbe mai di ascoltare. Si chiude con “Zaratozom”, sempre da Zombi, sfrecciando sui binari a tutta birra del rock psichedelico senza freni.
