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27 Nov2019

The Lion King

Scritto da Simone Vairo. Pubblicato in Cinema

cover il re leone liveHans Zimmer
Il re leone (The Lion King, 2019)
Walt Disney Records 8742300
19 brani – Durata: 77’32”

La Disney si sta ricostruendo un impero dalle sue pellicole più solide: una di queste è sicuramente Il re leone, il cui live action in digitale è stato un grande successo al botteghino. Nonostante ciò, però, qualcosa non è andato come previsto: il pubblico (e la critica) ha oscillato tra chi è rimasto incantato dall’esercizio di stile digitale e tra chi, invece, se n’è andato dalla sala scuotendo le spalle. In entrambi i casi, comunque, la risultante è la stessa: la pellicola, come il numero mancante e inutile di una collezione incompleta, era un must da vedere.

Lo stesso concetto vale, purtroppo, per la colonna sonora. Si parta da una considerazione generale: come viene presentata questa nuova soundtrack? Difficile spiegarlo, ma la definizione più appropriata è: come uno dei recenti live del compositore. Si prenda, per esempio, il concerto Hans Zimmer - Live in Prague e la traccia del Re leone eseguita in quell’occasione “Circle of life/King of Pride Rock”: ad ascoltarla per intero ci si rende subito conto che il compositore, esposto il primo tema, giri intorno al seguente enunciandone solo qualche frase (durante un continuo crescendo di tensione musicale) che poi si risolve nella melodia vera e propria. Tenendo a mente ciò, si consideri ora un brano cardine della prima colonna sonora del classico Disney ovvero “To die for” (la scena degli gnu) che, nel live action, è ribattezzata come “Stampede”: il primo dura quasi cinque minuti, il secondo, invece, quasi otto e si tratta dei medesimi temi e della stessa frazione di pellicola. Impossibile non notare quanto scritto sopra.Tenendo sempre a mente il brano appena menzionato del live action, si pensi ora alla genesi della colonna sonora. Hans Zimmer vide Il re leone come un’occasione per scrivere un requiem dedicato alla morte del padre (oltre che fare un regalo alla figlia di sei anni) e, nonostante il suo progetto fosse per un cartone animato, non si risparmiò nulla nei toni, negli accenti, nei passaggi risultando violento, graffiante, tenebroso, nostalgico, commovente e mistico. Il brano “To die for…”, infatti, colpisce l’ascoltatore proprio per essere una scarica di adrenalina non indifferente che poi si risolve in un lamento funebre. Venendo al live action invece, e a “Stampede”, si ha la sensazione che tutto ciò sia stato diluito e che l’impatto sia ‘meno violento’. Ora se si dovessero prendere in esame tutti i brani della colonna sonora della pellicola del 2019, con temi ben noti, si troverà purtroppo sempre la medesima situazione: un modo diverso di intendere la musica e qualche variazione sul medesimo materiale del precedente film. Sono solo due gli elementi nuovi che emergono in maniera evidente: un ritorno alle origini con il preludio di “Life it’s not fair” le cui sonorità riportano l’ascoltatore alle prime colonne sonore di Zimmer come Rain Man; degli inediti toni horror nel brano “Elephant Graveyard”; la presenza della violoncellista Tina Guo in orchestra, il cui suono e interpretazione inconfondibili donano nuova vita ai temi dell’apparente morte di Simba (“Scar takes the throne”, la cui parte centrale è costruita con un meraviglioso duetto tra lo strumento prima citato e il fagotto) e di Mufasa (sempre nella traccia riferita al Cimitero degli elefanti).
In ultimo, si prendano in esame le canzoni firmate da Elton John e Tim Rice: medesima situazione dello score, quasi lo stesso materiale e poche novità. In generale infatti, nei brani conosciuti, si nota qualche modulazione di tonalità (“Just can’t wait to be king”, nel ponte finale prima dell’ultimo ritornello) e un cambio di forma per “Be prepared” (che viene trasformata in un talking). Per le novità, invece, una canzone pop per i titoli di coda di Elton John (“Never too late”) e un brano per Nala di Beyoncé (“Spirit”): entrambi destinati a restare anonimi per mancanza di ‘personalità’.
Unica piccola soddisfazione all’ascolto della colonna sonora del live action sono le nuove registrazioni di Lebo M., la voce del famoso urlo iniziale del film, che incide nuovamente tutti i suoi brani e presenta al pubblico una short version di “The lion sleeps tonight” (“Mbube”) e una nuova versione di “He lives in you” (brano cardine del secondo capitolo della trilogia del cartone che, nel corso degli anni e grazie al musical, è entrata nel cuore dei fan che, purtroppo, anche stavolta non potranno ascoltarla nel primo film, se non nei titoli di coda).
In conclusione, c’è solo una considerazione da fare: l’unica cosa evidente è che la OST del nuovo Re leone ci viene presentata come una sinfonia vera e propria che, ormai, funzionerebbe da sola live anche senza l’ausilio della pellicola in contemporanea. Si tratta di un indizio a cui bisogna porre attenzione per dei prossimi live di Hans Zimmer dedicati? Staremo a vedere.

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Daniela Bocconi

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