Across the Stars – Anne-Sophie Mutter/John Williams
John Williams
Across the Stars – Anne-Sophie Mutter/John Williams (2019)
Deutsche Grammophon 479 7553
12 brani – Durata: 55’06”

Anne-Sophie Mutter dice di John Williams: “C’è solo un John Williams! Ciò che scrive è semplicemente straordinario. Ogni volta che vedo uno dei suoi film e c’è un violino o un violoncello, penso, mi piacerebbe suonarli! E ora ho le sue meravigliose trascrizioni di tutti questi temi iconici.”
John Williams dice di Anne-Sophie Mutter: “Lavorare con Anne-Sophie in questa registrazione è stata pura ispirazione. Ha dato una vitalità vibrante a questi temi familiari in modi nuovi e inaspettati, ed è stata una grande gioia per me come compositore.”
Siffatte due entusiastiche considerazioni sono riportate nel libretto di questo meraviglioso capolavoro di album, “Across the Stars” della Deutsche Grammophon, espressione sincera di un connubio stupefacente o (sempre da libretto) “magico allineamento di due superstelle” del firmamento sonoro, ossia uno dei più grandi compositori al mondo di Musica per Immagini, John Williams, e la virtuosa e bravissima violinista tedesca, Anne-Sophie Mutter.
Il cinque volte premio Oscar Williams non è nuovo a collaborazioni con violinisti o violoncellisti di fama mondiale, altamente virtuosistici, rielaborando alcuni dei suoi innumerevoli leitmotiv stranoti per il Cinema o scrivendo nuovi brani concertistici ed extracinematici appositamente per loro – vedi Gil Shaham, Itzhak Perlman, Yo-Yo Ma – facendoli confluire su altrettanti album, come nel caso del CD in esame. Tra l’altro questo album esce anche in versione doppio vinile e in edizione deluxe doppio CD + DVD con intervista al compositore e musicista, con bonus extra di 5 brani in più in cui si possono sentire leitmotiv tratti da Guerre Stellari – Una nuova speranza (“Princess Leia’s Theme”), Memorie di una Geisha (“The Chairman’s Waltz”), Munich (“A Prayer for Peace”) e il pezzo di musica colta “Markings” scritto proprio per la Mutter. Focalizzandoci su questa uscita su singolo CD, oltre ad asserire che trattasi di vero e proprio album da non perdere per nulla al mondo, la rielaborazione di celeberrimi temi ad opera dello stesso Williams sono qualcosa di più che sorprendente e inimmaginabile: indescrivibile! Ciò certifica che alla veneranda età di 87 anni il compositore di opere cine-musicali iconiche quali la saga di Star Wars (giunta a quota 9 film oramai), Lo Squalo, E.T., Superman, la quadrilogia di Indiana Jones (in cantiere, purtroppo, un quinto film) e via elencando all’infinito, ha ancora molte frecce al suo arco compositivo, anche e in particolar modo quando deve riprendere in mano partiture e temi che hanno fatto la Storia della Settima e Ottava Arte, e per numerosi fan quasi intoccabili, riuscendo a farli, con genialità e inventiva assolute, ribrillare e, attraverso la performance appassionata di una violinista brava e seria come la Mutter, donandoceli come se fossero appena stati composti e mai apparsi sulle immagini. Insomma, ‘Across the Stars’ è una compilazione di riesecuzioni che ha del meravigliosamente unico e speciale, traccia dopo traccia, nel quale il gioco principale è quello di andare a carpire da ogni singolo brano quali sorprese Williams e la sua stupenda interprete solista hanno celato ed eseguito tra le trame fitte, contrappuntistiche, acutissime e magnificamente articolate del pentagramma nativo. Ammirazione incondizionata è la sola parola che mi viene da aggiungere a quanto detto (scritto) finora, perché effettivamente ascolto dopo ascolto si rimane incantati e assuefatti a tal punto da desiderare che non si concluda mai la riproduzione del CD. I temi selezionati sono di quelli che per chi adora visceralmente Williams o semplicemente ne ammira le doti innate e pregevoli di autore di Film Music senza però considerarlo, erroneamente e insieme a Ennio Morricone, il vero testamento della musica applicata classica oramai in via di estinzione, fanno andare in visibilio già solo a leggerli nella track list dell’album: si parte dal “Rey’s Theme” da Star Wars: Il risveglio della forza, “Yoda’s Theme” da L’impero colpisce ancora, “Hedwig’s Theme” da Harry Potter e la pietra filosofale, “Across the Stars (Love Theme)” da Star Wars: L’attacco dei cloni, “Donnybrook Fair” da Cuori ribelli al “Sayuri’s Theme” da Memorie di una Geisha, “Night Journeys” da Dracula, “Theme” da Sabrina, “The Duel” da Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno, “Luke and Leia” da Il ritorno dello Jedi, “Nice to Be Around” da Un grande amore da 50 dollari e “Theme” da Schindler’s List. La Mutter e Williams, che ne è rimasto folgorato, come da frase riportata in testa alla recensione, raggiungono vette di formidabile sintonia esecutrice/compositore in tracce come le inaspettate e brillanti – e per questo motivo ancor più splendidamente incredibili e difficilmente spiegabili non solo a parole ma per iscritto – “Hedwig’s Theme” dal primo dei tre Harry Potter musicati dal Maestro newyorchese (classe 1932), il “Rey’s Theme” dal capitolo 7 dell’ultima trilogia di Star Wars, il “Donnybrook Fair” dal western di Ron Howard Cuori ribelli e uno dei più poetici e struggenti temi d’amore scritti negli anni ’70 da Williams (che nella performance accorata della Mutter al violino rasenta il pathos estremo) per il dramma romantico Cinderella Liberty (Un grande amore da 50 dollari) e il love theme dal remake abbastanza inutile di Sabrina del 1995 con Harrison Ford e Julia Ormond, che assume tratti valzeristici marcatamente neoclassici di rara sublimazione. Ogni pezzo viene trasfigurato in modo emozionalmente coinvolgente e attrattivo a tal punto che il sentirlo ripetutamente induce alla lacrima certa e alla pelle d’oca ripetuta. Ogni tema altresì assume le sembianze di un concerto per violino bello che fatto con smagliante eleganza performante e geniale intuizione creativa. Anche quando il tema esposto non ha caratteri romantici e melodici sospinti bensì appartiene a pagine d’azione frenetiche, come per il succitato brano da Far and Away (Cuori ribelli) o quello del duello da Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno, si parla di piani interpretativo-rielaborativi che sono atti di intelligentissimo e luminosissimo fervore creativo da entrambe le parti in campo, compresa la smagliante esecuzione della The Recording Arts Orchestra of Los Angeles. Se ancora non vi è chiaro, andate immediatamente ad acquistare questo album; un consiglio del quale mi sarete eternamente riconoscenti!
