Dawn of the Dead & Demons 2: The Nightmare Returns & DellaMorte DellAmore & Music for a Witch

Goblin
Zombi (Dawn of the Dead, 1978)
Claudio Simonetti’ s Goblin – Daemonia (versione 2017)
Rustblade Records RBL064LP
Lato A: 6 brani
Lato B: 7 brani

Simon Boswell
Dèmoni 2... L’incubo ritorna (Demons 2: The Nightmare Returns, 1986)
Rustblade Records RBL069LP
Lato A: 5 brani
Lato B: 4 brani

Manuel De Sica
DellaMorte DellAmore (1994)
Rustblade Records RBL068LP
Lato A: 11 brani
Lato B: 10 brani

Claudio Simonetti’s Goblin
Music for a Witch (2018)
Rustblade Records RBL067LP
Lato A: 5 brani
Lato B: 5 brani
A tutto Horror in un oceano di note insanguinate! Scary Music di quella che ti aggredisce fino ad entrarti sotto pelle e, in una sorta di trance psichedelico-spaventoso, non puoi farne più a meno. Insomma, una droga gore-splatter sonora senza fine dalle menti (e note) più tenebrose del panorama internazionale!
Gli anni migliori per la musica ‘de paura’, ovvero i ’70 – ’80 – ’90, in cui intromissioni hard rock, metal, prog ed elettroniche innovative si spingevano oltre il genere di appartenenza popolare, iniettando, con malefica cattiveria mista a goduria spudorata, il loro veleno sonoro purulento in pellicole, considerate all’epoca dai critici con la puzza sotto al naso di Serie B o addirittura Z (all’uscita nelle sale), divenute quasi immediatamente Cult di Genere e creando Emuli a venire, sino ancora ad oggi dove l’horror si è fatto sempre più simile a se stesso senza verve e voglia di sperimentare (tranne rari casi come Scappa – Get Out e Noi del medesimo regista, Jordan Peele).
L’etichetta italiana Rustblade Records, appassionata visceralmente di colonne sonore horror, ha immesso sul mercato vinilico nel giro di pochi mesi l’un dall’altro quattro LP di altissimo valore realizzativo con un suono talmente nitido e una rimasterizzazione pregevole da renderli ancora più allettanti come acquisto ad occhi chiusi. Stiamo parlando di celebri OST stracult (alla Marco Giusti) di film dell’orrore che non abbisognano commenti delucidatori di alcun tipo, quali i leggendari Zombi (George A. Romero, 1978), Dèmoni 2... L’incubo ritorna (Lamberto Bava, 1986) e DellaMorte DellAmore (Michele Soavi, 1994), oltre ad un vinile raccolta speciale, sotto il titolo di ‘Music for a Witch’ (Musica per una strega), di colonne sonore come Profondo rosso, Suspiria, Tenebre, Opera, Phenomena, Il cartaio, Le tre madri, Zombi e Demoni in buona parte diretti e prodotti dal Maestro Dario Argento. Come avrete ben capito dai titoli succitati, le partiture, qui elencate, si riferiscono a nomi del calibro di Goblin, Claudio Simonetti in solitaria, Simon Boswell e Manuel De Sica (che però con la musica horror ebbe a che fare in maniera ridotta, rispetto agli altri nomi di colleghi appena menzionati).
Premesso che sono tutte score di enorme valore e significato per il periodo in cui sono approdate sul grande schermo e per quello che hanno comportato per i compositori successivi che si sono cimentati nel medesimo prodotto filmico, queste pubblicazioni viniliche sono una vera e propria prelibatezza per collezionisti nonchè neofiti – non soltanto per la proprietà di ascolto – perché contengono 33 giri colorati in edizione limitata, con poster o flani dell’epoca o rivisitazioni grafiche attuali davvero accattivanti (vedi DellaMorte DellAmore e Dèmoni 2... L’incubo ritorna), e nel caso di Zombi e la compilazione di ‘Music for a Witch’, usato come LP promozionale per il tour, con alcuni live all’interno strepitosi (quello di Opera è da andare in sollucchero), delle vere e proprie superlative versioni coverizzate degli originali score gobliniani (Simonetti, Morante, Pignatelli, Marangolo) ad opera del gruppo storico dei Daemonia di Claudio Simonetti (quello, per intenderci, con i membri Titta Tani alle percussioni e batteria, Federico Amorosi al basso, Bruno Previtali alla chitarra e bouzouki e il Maestro e compositore Simonetti alle tastiere e synth), tramutatosi successivamente nel gruppo dal nome Claudio Simonetti’s Goblin.
Una magmatica esalazione di sintetismi elettronici, con interventi solistici che denominare virtuosistici è svilirne il concetto stesso perché sono molto di più, tra prog, rock, hard e metal, insinuatisi tra ritmi violenti da far sanguinare le orecchie anche al fan horror più acceso, con rare pause riflessive e tensive, e qualche sporadico leitmotiv che si potrebbe chiamare ‘tema d’amore’ ma sarebbe blasfemo a dir poco, la fanno da padrone nelle due score originali di Simon Boswell e Manuel De Sica, ed ovviamente nelle riesecuzioni scrupolose e uniche dei due gruppi simonettiani – tra l’altro in passato, e tutt’oggi con nuova formazione, in giro per il globo ad eseguire in sincrono con il film la colonna sonora integrale di classici argentiani, tra cui il qui recensito Dawn of the Dead prodotto da Argento (il regista italiano come co-produttore della pellicola aiutò Romero a riscrivere molte pagine della sceneggiatura, contribuì a scegliere i Goblin per la colonna sonora al posto di quella minimale e poco efficace, selezionata dal regista americano, ne curò il montaggio e la distribuzione della versione europea) – rendendo queste operazioni discografiche degli oggetti collezionistici da possedere senza pensarci più di una volta; perché l’Horror ha i suo comandamenti…e queste OST li rispettano tutti!
Dèmoni 2... L’incubo ritorna di Simon Boswell in vinile suona meglio che su compact disc (ma su questo argomento non v’è dubbio, anche facendo riferimento a molte altre incisioni discografiche di colonne sonore e non solo questo genere musicale): il pentagramma del compositore di score cult quali Deliria, Il Signore delle Illusioni e Santa Sangre, affastella sonorità elettroniche perturbanti e molto in voga negli ottanta, mescolate sapientemente a paesaggi metal e hard rock aggressivissimi e disturbanti, collezionando una serie di brani che non si dimenticano facilmente dopo la visione del film e dopo l’ascolto ripetitivo della partitura. Nell’86 la Soundtrack che venne pubblicata in vinile all’uscita della pellicola conteneva una piccola fetta delle tracce boswelliane (due miseri brani pur invoglianti) incastonate tra pezzi dei The Smiths, The Cult, Art of Noise, Peter Murphy e Dead Can Dance. Finalmente questo 33 giri contiene ben 8 brani originali e un remix alquanto ‘sballoso’ del tema “Life in T.V.” prodotto e realizzato da Stefano Rossello (il proprietario della Rustblade Records) e Filippo Corradin, duo col nome d’arte di Motion Kapture.
DellaMorte DellAmore è stata composta dal compianto Manuel De Sica, che ci ha lasciati a Roma il 5 dicembre 2014, compositore figlio di Vittorio De Sica e di María Mercader, fratello maggiore di Christian De Sica e padre del regista Andrea De Sica. Il compositore di capolavori come Il giardino dei Finzi Contini, Il viaggio e lo sceneggiato Cuore, ha abbracciato il genere orrorifico – thriller solo un’altra volta nella sua lunga carriera, ovvero nel 1972 con 7 scialli di seta gialla di Sergio Pastore. Qui si dedica ad una partitura, per gli anni novanta, dalle fitte pulsazioni elettroniche shakerate ad armonie che variano dal mistery più acuto all’epico dalle gradazioni sarcastico affabulatorie come si addice ad una trama fantasy-gore-grottesca tratta dall’omonimo romanzo del padre di Dylan Dog, lo scrittore e fumettista Tiziano Sclavi, con Rupert Everett e Anna Falchi protagonisti sensualissimi ed efficacissimi. Ammettiamo che chi conosce il De Sica sinfonico e manciniano, in questa OST scoprirà un altro compositore che ha saputo con arguzia e simpatica inventiva mettere a segno una score non facile per un film non facile. Ascoltare per credere!
