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13 Apr2019

Rain Man

Scritto da Simone Vairo. Pubblicato in Cinema

cover rain manHans Zimmer
Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man, 1988)
Perseverance Records PRD 037  
20 brani – Durata: 35’06”

Nel 1988 usciva nelle sale cinematografiche Rain Man di Barry Levinson, colonna sonora del giovane Hans Zimmer che oggi è considerato precursore di un nuovo linguaggio musicale per il cinema ed è padre d’innumerevoli composizioni entrate di diritto nella cultura pop, ma negli anni ottanta era poco più che un esordiente. Indubitabile però che musicando l’avventura on the road dell’autistico Raymond (Dustin Hoffman) e del fratello Charlie (Tom Cruise) pose e definì le basi del suo metodo compositivo guadagnandosi le attenzioni di Hollywood e la sua prima candidatura all’Oscar.

L’intero film (e come vedremo la colonna sonora) si struttura sul tema del viaggio, ma importanti sono anche i sentimenti “motori” dei personaggi: una tensione costante, per l’impulsività di Charlie nel ‘rapire’ il fratello dall’istituto, che evolve in una dolcezza sconfinata, riferita a Raymond e al rapporto che s’instaura tra i due protagonisti alla fine della pellicola. La score di Zimmer non solo rispecchia lo scheletro della sceneggiatura, ma evolve insieme ai suoi personaggi.
Se la caratteristica più evidente è che si tratti di un film on the road il primo brano, chiamato per l’appunto “Drive from the Country”, mette subito in chiaro un tema che viene poi ripreso nei successivi “Drive to the bank and Wallbrook” o, per l’appunto, “On the road”: una breve melodia di xilofono ripetuta su un sottofondo di sonorità elettronico-tribali e linee di bassi costanti. Con l’ascolto di “Leaving Wallbrook”, invece, la melodia appena conosciuta subisce un’importante modifica per indicare che l’avventura dei due fratelli è iniziata: viene mantenuto il tappeto sonoro tribale ed elettronico, ma gli xilofoni lasciano spazio ad un flauto di Pan che si comporta allo stesso modo intonando un motivo che viene ripetuto più volte. Lo stesso verrà variato con l’utilizzo dell’elettronica (“Traffic accident and Aftermath”) o allungato con qualche altra nota (“Walk don’t run”).
Definito il “genere” del film, il compositore presenta lo stato di tensione costante di Charlie (“Empty house” e “Charlie’s memories”) con il suo suono elettronico indistinto fatto di rabbia e sorpresa: la notizia della morte del padre e la scoperta, non proprio gradita, di avere un fratello al quale spetta tutta l’eredità. Questo suono viene ripreso da Zimmer come sottofondo per introdurre il tema di Raymond, ”Putting Ray to bed”, che ha l’oboe e il pianoforte come strumenti solisti e a cui sono affidate due piccole melodie distinte ripetute più volte. È possibile distinguere in questo brano due “anime”: l’oboe rappresenta la solitudine a cui è condannato il personaggio di Dustin Hoffman, l’altro strumento invece raffigura l’affetto che Charlie sente di provare verso il fratello.
Alla fine della pellicola, infatti, i due protagonisti instaureranno un rapporto molto profondo e lo stesso avviene nella colonna sonora: “My main man”, “Train Station Goodbye” e “End Credits” assemblano tutti i leitmotiv finora ascoltati in quello che in realtà sembra una sorta di suite con tre movimenti.
In aggiunta va sottolineata la presenza di alcuni brani che cercano di fondere stili musicali diversi dai temi principali della pellicola, ma che mantengono il tappeto sonoro finora ascoltato (scelta compositiva abbastanza comune nelle colonne sonore di Zimmer): “Las Vegas” e “Piano Source Music”, composizioni in stile rock e classico.
Ultimo, ma non meno importante, la presenza di musica già esistente ad amplificare alcuni momenti topici del film: “Beyond the blue horizon”, “Iko Iko”, “Nathan Jones”, “At least” e molti altri.
Giunti a questo punto non vi è alcun dubbio: Rain Man ha sicuramente fatto conoscere al mondo Hans Zimmer e il suo modo di fare musica. Se infatti si pone l’attenzione sui suoi lavori successivi, non si potrà fare a meno di notare delle somiglianze e considerare quindi la OST in questione come la punta di un iceberg che nasconde nel profondo dell’oceano Il re Leone, Il cavaliere oscuro, Il gladiatore, Interstellar, Pirati dei Caraibi e molto altro ancora.

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Daniela Bocconi

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