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  • Al cinema con Piero Piccioni & Al cinema con Piero Umiliani
27 Mar2019

Al cinema con Piero Piccioni & Al cinema con Piero Umiliani

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Piero Piccioni
Al cinema con Piero Piccioni (2018)
Sonor Music Editions SME 49
Lato A: brani 6
Lato B: brani 6
Durata: 36'13"

Piero Umiliani
Al cinema con Piero Umiliani (2018)
Sonor Music Editions SME 50
Lato A: brani 4
Lato B: brani 9
Durata: 39'07"

Nel suo dizionario ragionato dei compositori cinematografici, 'Musicisti per lo Schermo' (EDS, 2004), il compianto critico Ermanno Comuzio così descrive il Maestro Piero Piccioni: “...diventa uno dei primi e più attivi esecutori, compositori, arrangiatori e propagandisti di jazz in Italia”. Aggiungendo che “Spesso il musicista utilizza un jazz di tipo moderno, sia pure inserito in organici orchestrali tradizionali”.

Agli inizi della carriera Piero Morgan, pseudonimo usato dal torinese Piccioni, morto il 23 luglio 2004, nelle partiture per il grande e piccolo schermo è stato molto prolifico, spaziando tra i generi con esuberante disinvoltura. In questo vinile ottimamente suonante si ascolta tutta l'impronta jazzistica di elevata classe compositiva ed interpretativa dell'autore (sodale di attori e registi del calibro di Alberto Sordi, in primis, Francesco Rosi e Alberto Lattuada), in una selezione di colonne sonore per film degli anni ‘60 quali Chi lavora è perduto (episodio: In capo al mondo) di Tinto Brass, Nude, calde e pure di Virgilio Sabel, Il terrorista di Gianfranco De Bosio, La donna è una cosa meravigliosa (episodio: La balena bianca) di Mauro Bolognini e Le mani sulla città del summenzionato Rosi. Gli stilemi jazz al contempo vigorosi e soft, tanto amati da Piccioni, pervadono buona parte delle dodici tracce dell'LP, anche se qua e là affiorano quelle melodie dolci-amare così care al musicista che hanno reso la sua collaborazione con Sordi, nella sua doppia veste di attore e regista, un tesoro di temi e motivi incancellabili. La maestria di Piccioni come direttore d'orchestra, interprete coadiuvato da musicisti di altissimo livello (purtroppo non citati nelle note del vinile) e autore di temi superlativi, emerge nota dopo nota dai solchi, rendendo inutile citare singoli episodi; tutti in successione mostrano il valore di un percorso musicale in rapporto al quale la maggioranza delle composizioni attuali per il cinema italiano si rivela prescindibile. Trovajoli, Rustichelli, Ortolani, Umiliani, Morricone, De Masi, Cipriani e molti altri autori brillanti, compreso naturalmente Piccioni, ognuno a suo modo hanno saputo infondere in generi musicali ben consolidati il proprio stile, facendolo risaltare; oggi, tale autorialità di scrittura non è purtroppo facile da riscontrare.

Un altro Piero alla corte dell'etichetta romana Sonor Music Editions, dedita al recupero di grande musica per film del nostro glorioso passato. Dopo Piccioni è il turno di Umiliani con un 33 giri altrettanto strepitoso e vertiginoso per qualità di rimasterizzazione (dall’originale versione mono RCA del 1969) e soprattutto per vari motivi dal forte appeal presenti in ambo i lati. Nei solchi non c’è traccia dell'Umiliani sperimentatore elettronico, quello delle innumerevoli library; c’è invece un compositore che dalla sua passione primaria e ben radicata per il jazz trae leitmotiv accattivanti e amorevoli nel medesimo tempo, scritti per film prevalentemente comici. Nel primo lato sfilano quattro brani tra swing, jazz, bossa nova, marce militari e valzer giocosi tratti da Il comandante, film commedia del 1963 diretto da Paolo Heusch con Totò e Britt Ekland. Nella seconda facciata vi sono invece nove tracce composte per altre commedie; due da Extraconiugale del 1964 (episodio: La moglie svedese), due da Tutto il bello dell'uomo del 1963, una da La bella di Lodi sempre del 1963, una da Controsesso (episodio: Cocaina di domenica) del 1964 e tre da La Celestina P...R... del 1965. La scaletta rivela l'eclettismo dell’autore, forte del supporto canoro dei mai superati Cantori Moderni di Alessandroni e di virtuosi musicisti che tra archi, tromba, vocalizzi dolci e seduttivi, chitarra, piano elettrico, sax, organo, flauto, fisarmonica e ritmica di varia natura, delineano un percorso melodico entusiasmante, benché saldamente legato al periodo storico cultural-musicale degli anni sessanta; anche in questo vinile, come in quello di Piccioni, gli strumentisti non sono purtroppo citati nei crediti, ma sono riconoscibili per i cultori del compositore fiorentino (1926 – 2001) che sapeva circondarsi di talenti straordinari. Musica d'antan ma sempre piacevolissima e rilassante, da ascoltare seduti comodamente sul divano di casa propria con un drink in una mano e la custodia bianca e nera del vinile nell'altra.  

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 400 - Luglio/Agosto 2018 e 401 - Settembre 2018                

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Daniela Bocconi

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