I vampiri & Cani arrabbiati & Philosophy of a Knife

Roman Vlad
I Vampiri (1957)
Spikerot Records/Sugar SPK006
Lato A: 10 brani
Lato B: 7 brani
Lato C: 5 brani
Lato D: 8 brani


Stelvio Cipriani
Cani arrabbiati (1974)
Spikerot Records/Sugar SPK007
Lato A: 10 brani
Lato B: 11 brani


Andrey Iskanov & Alexander Shevchenko
Philosophy of a Knife (2008)
Spikerot Records SPK006
Lato A: 5 brani
Lato B: 4 brani
Lato C: 4 brani
Lato D: 4 brani

Un’etichetta discografica tutta italiana, dedita alla musica Metal, ma quella veramente di nicchia, la Spikerot Records (https://www.spikerot.com/) decide coraggiosamente di dedicarsi alla pubblicazione di colonne sonore ancor più di nicchia e ancora di più coraggiosamente in vinile – anche se il collezionismo vinilico per le musiche da film è riesploso, soprattutto nel nostro Paese, in maniera incredibile e surclassando il mondo del compact disc che oramai, ahinoi (e mi riferisco ai collezionisti accaniti come il sottoscritto dell’oggetto fisico!), sta divenendo sempre più obsoleto, tanto osteggiato e combattuto dall’universo dei file digitali nel quale vivono e proliferano la maggior parte delle colonne sonore odierne – e qualcosina rara del passato – facendo sì che i cultori dell’Ottava Arte debbano accontentarsi di comprare solo le partiture cine-musicali di un dì su CD e le attuali esclusivamente in digital download; ma questo è un discorso lungo e annoso che non appartiene a questa recensione!
I tre giovani intraprendenti proprietari di questa nuova – nel campo delle original soundtracks ovviamente – etichetta nostrana hanno deciso di esordire con tre pubblicazioni di tutto rispetto e dall’appeal di certo non trascurabile, seppur relegato alla nicchia della nicchia (ma poi, a onor del vero, cos’è la vera nicchia se uno è seriamente appassionato e quella tal cosa l’attende da tempo e non ci pensa proprio di essere uno dei pochi a desiderarla?), di colonne sonore in edizione doppio o addirittura quadruplo Lp, dalle grafiche di copertina interne ed esterne da rimanere a bocca aperta, realizzate da artisti del disegno verso i quali inginocchiarsi e porsi in adorazione, rimasterizzate con tutti i santi crismi, in versioni integrali; una di queste addirittura (quella targata anni 2000) con inclusione del CD e per la prima volta in vinile.
Ma andiamo per gradi, partendo dalla score più vecchia ed arrivando a quella più nuova, in un percorso sonoro da incubo – l’horror anni ‘50 di Riccardo Freda con Mario Bava direttore della fotografia e quello russo anni ‘00 supergore – ma anche rocambolesco – il poliziesco supercult ultraviolento di Bava del 1974 – per assaporare sonoramente al meglio tre colonne sonore che per la prima volta vedono la luce su Lp con una cura passionale e dedizione al dettaglio maniacale che rendono queste edizioni deluxe da acquistare ad occhi chiusi e l’udito sull’attenti!
I vampiri è il primo film sonoro italiano di genere horror anche se la vicenda sconfina nel fantascientifico e nel gotico-thriller a più riprese e il contributo registico di Mario Bava che sostituisce Riccardo Freda in cabina di regia verso la fine delle riprese sottolinea maggiormente gli aspetti di una sottotrama poliziesca. Le musiche vennero affidate al raffinato musicologo, pianista e compositore di origini rumene ma naturalizzato italiano nel 1951, Roman Vlad (Cernăuți, 29 dicembre 1919 – Roma, 21 settembre 2013), il quale scrisse una partitura ricca di chiaroscuri orchestrali in stile classici film dell’orrore Universal della medesima epoca o di qualche anno prima, con poche variazioni timbriche e strutturali e un tema melodico pianistico dalla robusta impronta tardoromantica che imperversa nei lati C e D del quadruplo vinile che contiene la versione completa della score (edita ridotta dalla Digitmovies su CD nel 2006 in accoppiata con le musiche di Caltiki il mostro immortale di Roberto Nicolosi). Vlad, pur essendo connazionale del più celebre vampiro della storia della letteratura, del Cinema e della Televisione, ovvero Dracula, non sottolinea l’aspetto poco pregnante del titolo effimero del film, per l’appunto I vampiri, ma tende a delineare con accenti luttuosi e spettrali (uso eccessivo degli ottoni) le atmosfere tetre e miserabili dell’ambientazione deprimente ininterrotta. Compare perfino un valzer che non riesce a rasserenare la trama angosciosa e i vocalizzi femminili gradevoli della sempre sublime Edda dell’Orso smorzano la tensione con difficoltà. I 30 brani dei 4 Lp riportano tutti il titolo “I Vampiri” e sono suddivisi in sequenze.
Il compianto Stelvio Cipriani (Roma, 20 agosto 1937 – Roma, 1° ottobre 2018) che nella sua carriera illustre di colonne sonore memorabili ne ha composte una quantità assurda – basti citare la stracelebre Anonimo veneziano che tanta gloria gli ha donato – per questo Cani arrabbiati delirante, iperviolento, sanguinario e sballato road movie su di una rapina folle con ostaggi, dalle vicissitudini produttive sventurate (girato negli anni settanta, fu bloccato a causa del fallimento della casa di produzione e distribuito in sala solo nel 1995), ha scritto una score dai toni groove altamente e prevalentemente drammatici e forti (uso incombente di clavinet, chitarre, percussioni, fiati e ottoni) con intromissioni melodiche dalle cadenze lounge e ballabili bossa nova con tromba in primo piano. 21 tracce che rimarcano quanto stilisticamente e leitmotivicamente grande fosse il compositore romano in ogni commissione che gli fu affidata, spaziando tra i generi con acume e professionalità elevate. Un motivo in più e non da poco per non lasciarsi scappare di mano questa edizione in doppio vinile dal suono eccelso che fa godere di questa partitura fulminante in modo avvolgente.
Dulcis in fundo ma non per tutti i palati sonori, in particolar modo quelli non avvezzi alle sonorità industrial eccessive e disturbanti oltre ogni dire, la OST in doppio vinile e CD accluso di Philosophy Of A Knife del 2008. Trattasi di uno dei film più scioccanti e infastidenti apparso sul grande schermo. Quattro lunghe e insostenibili ore nell’inferno degli esperimenti attuati dai giapponesi dell’Unità 731 sulla popolazione cinese durante la Seconda Guerra Mondiale. Il regista russo Andrey Iskanov, nonché autore delle musiche originali insieme al compositore elettronico Alexander Shevchenko ci sommergono di suoni metallici, rumori stridenti, ambienti musicali orrorifici sintetici che di musicale hanno ben poco, salvo alcune ballad per piano che appaiono come oasi consolanti quasi oniriche in un tale contesto magmatico sonoro che dire disturbante è dire poco o niente. Insomma una colonna sonora che solo chi possiede lo stomaco adatto per determinate scelte pentagrammate può goderne appieno e carpirne le gradazioni compositive e creative dettate dalle immagini non convenzionali e parossistiche.
