Timeline
Brian Tyler
Timeline (id. – 2004)
Varese Sarabande 302 066 531 2
20 brani – durata: 45’29’’

Non mancano comunque movimenti completamente differenti, come il magico “Galvanize The Troops”, marcia cavalcata che nella sua breve durata, 45 secondi appena, racchiude la magia e l’eroismo dei cavalieri, fregiandosi forse del carattere medioevale e dell’onore dei soldati più di ogni altro passaggio attraverso questa breve ma intensa sessione di rullanti sulla quale l’artista dipinge un’atmosfera quasi ultraterrena. Altro elemento differente è il tema d’amore, “Lady Claire and Marek”. Innegabilmente il brano, seppur impregnato di uno stile assai differente, racchiude in sé un retrogusto che per alcuni versi ricorda il sapore della musica composta da Jerry Goldsmith, in particolare quella scritta per le sequenze romantiche, la quale aveva comunque segnato Donner durante le incisioni, spingendolo a fare richieste ben precise a Tyler durante la riscrittura della colonna sonora. D’altra parte chiaro è il fatto che le due opere, seppur profondamente differenti, possiedano diversi punti di contatto, non tanto nell’effettiva somiglianza quanto nell’animo. Numerosi sono i momenti che Brian Tyler commenta con costruzioni e variazioni d’indubbio interesse, e lodevole è la gestione dell’orchestra, che nell’insieme risulta essere sì chiassosa, ma anche adeguata al tipo di risultato che l’artista voleva conseguire: eroismo, musica prorompente e molto penetrante. Purtroppo il fatto che l’opera si basi troppo sull’ausilio di uno stesso motivo comporta un ascolto a tratti stancante, che compromette più volte la possibilità di captare quelle piccole perle sparse qua e là, come la bella sessione muscolosa nella seconda metà di “Storming The Castle”, dove un massiccio impiego di timpani, piatti, che sovrastano l’onnipresente ostinato d’archi, risulta essere davvero molto convincente. Si distinguono dalla massa “Entering The Wormhole” e “Myesterioso”; il primo per la costruzione arricchita da presenze sintetiche, capaci di sottolineare l’aspetto fantascientifico del film, grazie ad una generosa presenza di percussioni campionate e di effetti elettronici sopra alle quali l’orchestra interpreta un movimento per archi dalla vena drammatica particolarmente interessante. “Mysterioso” consiste invece in una variazione del tema principale, che sfocia in un movimento andante molto curioso e degno d’attenzione.
In Timeline sono davvero molti gli elementi che, nei successivi lavori di Brian Tyler, diverranno ricorrenti o standard della sua scrittura. Resta di fatto che si tratta di una OST innegabilmente buona, capace di commentare egregiamente il film a cui appartiene prestandosi a continue modifiche grazie alla sua costruzione.
Il suo pregio diviene il suo difetto, movimenti estesi o compressi, ma pur sempre figli di uno stesso padre, e pertanto ricorrenti e alla lunga stancanti, a tal punto da impedire l’apprezzamento di quelle variazioni che, sparse qua e là, si rivelano tanto interessanti quanto di difficile individuazione.
Va comunque lodata l’orchestrazione di queste pagine, ad opera di Robert Elhai, Dana Niu e Brian Tyler, capace di rendere taglienti e penetranti i vari passaggi che la compongono, e conferendo eroismo e vigore al tema portante.
La colonna sonora, edita dalla Varese Sarabande come per l’edizione contenente le musiche rifiutate di Jerry Goldsmith, rappresenta indubbiamente il primo lavoro di una certa importanza nella carriera dell’artista, il quale negli anni a seguire ha però calcato un po’ troppo la mano, compromettendo in parte l’unicità di quest’opera, che seppur modesta e priva di elementi davvero memorabili, resta comunque una delle sue prove migliori, cariche dell’eroismo e del giusto equilibrio tra orchestra ed elementi sintetici.
