02 Feb2015
Horror Box (Profondo rosso – Demoni – Opera)
Claudio Simonetti’s GoblinHorror Box (Profondo rosso – Demoni – Opera) (2015)
Deep Red/ Self Distribuzione Box DR 02-15 (Limited Edition Copy 666)
LP Profondo rosso: 4 brani totali – durata: 18’51”
LP Demoni: 12 brani totali – durata: 42’27”
LP Opera: 15 brani totali – durata: 41’06”

Per festeggiare degnamente i 40 anni (1975 – 2015) di un cult horror assoluto come Profondo rosso di Dario Argento e i 30 anni (1985 – 2015) di un altro cult orrorifico quale Demoni di Lamberto Bava l’etichetta di Claudio Simonetti, la Deep Red (per l’appunto!), e la Self Distribuzione hanno stampato per l’occasione e distribuito uno speciale Horror Box in edizione limitata a 666 copie (il numero di Satana!) di tre LP con le colonne sonore di Profondo rosso (in formato 10” su vinile rosso sangue), Demoni e Opera (entrambi su 33 giri) e corrispettivi tre poster cinematografici dell’epoca in formato 50x70 cm (anche se nel caso di Profondo rosso trattasi di locandina a due facce, una con il poster italiano del 1975 e l’altra raffigurante tutti i poster internazionali).
Un box da urlo (è proprio il caso di dirlo!) per tutti i fan accaniti (e neofiti, aggiungerei) dell’universo cine-musicale argentiano e gobliniano, e soprattutto simonettiano, visto che Demoni e Opera sono scores del Principe delle Tenebre sonore Claudio Simonetti. A dirla tutta, questo Horror Box possiede un’altra particolarità - le due colonne sonore appena summenzionate hanno avuto una stampa su CD esaustiva qualche anno addietro, sempre su etichetta Deep Red, e i due nuovi LP ne sono la copia pedissequa (ma con la prerogativa di un suono superlativo ed unico del vinile che sarà sempre anni luce superiore al compact disc) – ed è quella che il citato sanguigno vinile formato 10” di Profondo rosso con due brani per lato è un vero regalo per i fan di tutto il globo: i pezzi più noti della “scary score” per eccellenza, che tanti emuli sonori ha partorito dal 1975 in avanti (su tutti il John Carpenter compositore di Halloween), sono stati rieseguiti appositamente per questa confezione vinilica deluxe dai Claudio Simonetti’s Goblin ex Daemonia, cioè i virtuosi e straordinari Bruno Previtali alla chitarra, Federico Amorosi al basso, Titta Tani alla batteria e logicamente Simonetti alle tastiere. Un sound rispettoso di quello originale gobliniano dell’epoca ma con quel quid in più (armonie ricercate, atmosfere rarefatte particolari e virtusiosmi strumentali unici) che da sempre contraddistingue il gruppo di Simonetti. Di parole sulla partitura e sul film di Profondo rosso ne sono state spese a fiumi dalla sua uscita ad oggi, quindi mi preme dar voce a chi ha fatto sì che questa musica e questa pellicola divenissero ciò che noi tutt’ora conosciamo e ammiriamo senza se e senza ma, difatti nell’interessante e bella autobiografia di Dario Argento dal titolo “Paura”, uscita da poco per Einaudi, il Maestro romano dell’Horror racconta quale era la sua idea di commento musicale per il suo film di maggior successo e che ancora oggi nel mondo scatena incubi senza fine: “Inizialmente avrei voluto nientemeno che i Pink Floyd…che però erano occupati nella realizzazione di un loro album. Dunque mi ero rivolto di nuovo a Giorgio Gaslini, con cui avevo già fatto La porta sul buio e Le cinque giornate. A Gaslini… si devono alcuni pezzi di bravura, fra cui la celeberrima nenia infantile. … Ma gli altri brani che mi aveva proposto non mi convincevano: erano troppo jazz… Telefonai allora all’editore che si occupava delle colonne sonore dei miei film, il compiato Carlo Bixio, direttore artistico della Cinevox. … mi disse che c’era un gruppo italiano molto valido… si chiamavano Oliver. Mi fece ascoltare un loro demo, e mi resi conto all’istante che ci aveva visto giusto. … Dissi loro che ero interessato a qualcosa che ricordasse il tema dell’Esorcista di William Friedkin, e loro colsero la palla al balzo. A quanto pare fu Bixio stesso a suggerire il nome Goblin per la band, e da quel momento in poi le cose che ho realizzato insieme a loro hanno sempre avuto fortuna.” E continua l’aneddoto raccontando: “Quando li conobbi, i Goblin mi piacquero subito: Claudio Simonetti, Fabio Pignatelli e soci erano giovani, pronti a buttarsi a capofitto nell’impresa; … La prima volta che mi fecero sentire l’arpeggio del tema principale del film era notte fonda. Mi trovavo nella sala prove di Simonetti – una cantina male illuminata – e di certo non potevo immaginare che il singolo avrebbe vinto il Disco d’Oro e venduto un milione di copie solo nel primo anno di uscita, rimanendo per ben sedici settimane consecutive in vetta in classifica.” Quando si parla di binomio perfetto tra Musica e Immagine!
E che dire delle soundtracks di Demoni e Opera: due partiture in cui l’incubo visivo si fa sonoro, due vere e proprie Musiche del Diavolo, canti dall’oltretomba che la classe compositiva di Simonetti rende ancora, con il doveroso contrasto, più angoscianti e sentimentali nel medesimo tempo. Come scrisse la nostra compianta amica giornalista Gabrielle Lucantonio nella nostra storica rivista cartacea: “La musica dance di Demoni ha segnato il 1985 (il tema fu un grosso successo nelle discoteche italiane, all’epoca) invece Opera rappresenta il più bel tema scritto e interpretato da Claudio Simonetti. Un pianoforte. Una voce di soprano e delle note struggenti, romantiche, magnifiche.”

