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03 Set2012

Il prezzo del potere

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover_prezzo_del_potere.jpgLuis Bacalov
Il prezzo del potere (1970)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4152
25 brani – durata: 60’ 47’’


  
Impossibile non convenire che il western all’italiana sia stato un genere flessibile e permeabile: negli aridi scenari dell’Almeria hanno trovato spazio, in trasposizioni gravate spesso da approssimazione e rozzezza, tanto l’epica e la tragedia antiche quanto il teatro shakespeariano, tanto le istanze rivoluzionarie sessantottesche quanto le libere interpretazioni dei dettami veterotestamentari. Un genere insomma aperto alle contaminazioni, forse perché nelle dinamiche ancestrali del selvaggio West si possono agevolmente racchiudere come in un microcosmo tutte le metafore mutuate dalla vita e dalla storia dell’uomo passata e presente. Compromesso tra thriller politico e western, Il prezzo del potere di Tonino Valerii è un film palesemente ispirato all’omicidio di John Fitzgerald Kennedy avvenuto a Dallas nel 1963 e ai suoi complessi retroscena. Per contestualizzare nel West tale vicenda accaduta solo sei anni prima dell’inizio della riprese, il regista scova negli annali della storia americana la figura di James Garfield, anch’egli presidente degli Stati Uniti a sua volta assassinato, sebbene in circostanze molto diverse, nel 1881; sotto il suo nome viene adombrata la personalità di JFK e gli vengono pertanto attribuite, con evidenti forzature rispetto alla verità storica, qualità di paladino dei diritti civili. La sceneggiatura prevede infatti che Garfield, a causa delle proprie idee riformiste, diventi bersaglio della classe dirigente conservatrice e razzista del Texas, e proprio durante una visita ufficiale a Dallas cada vittima di un attentato (che in realtà venne consumato da uno squilibrato a Washington).
Composta da Luis Bacalov, attivo nel western sia durante gli anni d’oro sia durante la fase involutiva, esce ora in un’edizione estesa e definitiva targata GDM Music/Hillside la colonna sonora del film. Essa riflette le due anime della storia, nel senso che è basata sulla prevedibile alternanza tra melodia e sperimentazione: alla prima corrispondono approssimativamente le atmosfere western, alla seconda quelle thriller.
Il tema principale “Il prezzo del potere”, epico secondo lo stile del western italiano ma con nuance di malinconia, è introdotto in sordina dall’armonica di Franco De Gemini per poi convertirsi ad una dimensione a piena orchestra in cui è fondamentale l’apporto del coro 4+4 di Nora Orlandi. Le versioni lente (tracce 6, 9, 20), dove peraltro il velo di mestizia si fa più coprente grazie ai tocchi delicati degli archi, valgono ad accentuare i risvolti umani e drammatici della vicenda: il dolore per la morte del Presidente o il senso di impotenza per le accuse ingiuste addossate ad un ragazzo di colore divenuto capro espiatorio nelle mani dei veri artefici del complotto omicida. “Seconde parallele”, “Agguato a Dallas” e “Buio a Las Mariposas” sono invece i momenti drammatici che alternano dissonanze, brevi passaggi melodici, percussioni rumoristiche e lancinanti incursioni di chitarra elettrica distorta. “Il ponte” è un brano d’azione concitato per archi e fiati che esalta le performance acrobatiche di Giuliano Gemma, scelto come protagonista (nel ruolo di un ex soldato nordista che tenta di salvare la vita al Presidente) anche per non tradire del tutto la matrice “spaghetti” del film. Interessante a questo proposito il brano “Il fischio”, dove appunto un’esecuzione fischiata della parte solistica fa da controcanto proprio alle rare guasconate da western all’italiana (il duello al buio con i sigari accesi oppure la roulette russa). Le uniche oasi di spensieratezza sono limitate a “Welcome Mr. President”, un pezzo bandistico da sagra di paese, ed a “Quattro fiori per Jenny”, l’immancabile motivetto da saloon. Infine la sezione bonus track è occupata da versioni film mai pubblicate in precedenza tra le quali si segnalano soprattutto alcune godibilissime e prolungate variazioni del tema conduttore.
Il commento musicale di un western come Il prezzo del potere, cerebrale e fuori dalle consuetudini, era un banco di prova da non sottovalutare. Luis Bacalov se ne è disimpegnato con eleganza dimostrando allo stesso tempo empatia col genere.


 

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