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05 Apr2011

La Colt è la mia legge

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover_colt_mia_legge.jpgCarlo Savina
La Colt è la mia legge (1965)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 177
18 brani – durata: 36’ 03’’

 

Curioso spaghetti western dalle venature gialle e, per via della presenza di un paladino della giustizia mascherato, “zorresche”, La Colt è la mia legge vede impegnato nel commento musicale uno dei compositori più prolifici nell’ambito del cinema italiano di genere: Carlo Savina. Tempo fa, in occasione dell’uscita del suo Johnny Oro (1966), lamentavo il fatto che il musicista torinese è stato per diverso tempo ignorato dalle case discografiche, almeno per quello che concerne il western. La Digitmovies arriva puntualmente a smentirmi pubblicando per la prima volta in assoluto questa OST, che però, va detto, non è fino in fondo rappresentativa delle qualità solitamente espresse da Savina quando ha avuto modo di confrontarsi con l’universo ed il linguaggio del western all’italiana.
Accanto al pregevole Leitmotiv (“Seq. 1”), un’epica progressione deguellizzante  per tromba, armonica, chitarra classica ed orchestra, la gran parte delle tracce, peraltro di breve durata complessiva, trabocca di suspense e mistero evocati dai suoni ossessivi di un organo elettrico. Se da un lato tale impostazione si conviene ad un film giallo, dall’altro il rischio è quello di cedere il passo alla monotonia. Il saltuario riaffiorare della cellula tematica principale, riletta anche in chiave lenta e soffusa (“Seq. 7”) ed anche più corposa a causa del sostegno addizionale di un basso elettrico (“Seq. 4”), alcuni riflessi di romanticismo (“Seq. 12”) ed una manciata di brevi ed erculee introduzioni per archi, fiati e timpani (“Seq. 5” e “Seq. 8”), a dire il vero più consone ad uno storico-mitologico, aiutano a decomprimere l’imperante aura di tensione.
In sostanza, a differenza di altri western di Carlo Savina, la musica scritta per La Colt è la mia legge fatica un po’ ad uscire dallo schermo ed a conquistare un’indipendenza completa, limitandosi perlopiù ad aggiungere un colore alle immagini. Un disco destinato dunque soprattutto ai collezionisti a caccia di inediti e con la mania della completezza.

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