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30 Mar2011

Che c’entriamo noi con la rivoluzione?

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover_rivoluzione.jpgEnnio Morricone
Che c’entriamo noi con la rivoluzione? (1972)
GDM Music CD Club 7099
18 brani – durata: 55’ 39’’


 
C’era una volta la commedia pseudowestern a (esile) sfondo rivoluzionario… In Che c’entriamo noi con la rivoluzione? Sergio Corbucci, maestro indiscusso del “tortilla-western”, si concentra sul lato brillante del genere abbandonando le tematiche politiche affrontate con maggiore risalto in alcune sue pellicole degli ultimi anni Sessanta. A onor del vero, gli intenti farseschi del regista sono già apertamente dichiarati a partire dalla scelta degli attori protagonisti: Vittorio Gassman e Paolo Villaggio, rispettivamente nei panni di Guido Guidi, capocomico di una compagnia teatrale in tournée in Messico, e del chierico Albino Moncalieri, segretario di un cardinale in missione in Sud America. Entrambi italiani, i due si vengono a trovare loro malgrado nel bel mezzo della rivoluzione zapatista, finendo per solidarizzare con i ribelli. Il film è dunque ambientato agli inizi del Novecento e di conseguenza si colloca al di là dei limiti cronologici del western canonico; eppure per gli aspetti tecnici, le atmosfere e l’impianto narrativo, può essere considerato tale.
Il commento musicale contribuisce non poco ad avvalorare tale impressione, anche perché porta la firma di Ennio Morricone, capostipite ed autentica icona del western italico, pur avendo dedicato ad esso solo il 10% circa della sua sterminata produzione. Per intenderci, nella OST in esame si impone un registro burlesco non dissimile da quello di altri western da lui musicati in quel periodo, come La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza? (1972) e, almeno in parte, Il mio nome è Nessuno (1973). Entrando nello specifico, il compositore romano cita il proprio repertorio scrivendo due godibilissimi temi principali semiseri, per i quali attinge alle sonorità sperimentate pochi anni prima nelle opere leoniane e qui rielaborate in chiave satirica. Il primo, il beffardo “Che c’entriamo noi?”, consiste in una melodia essenziale ed invitante, costruita però ricorrendo ad un’intricata miscellanea di strumenti: banjo, campane, coro, armonica, chitarra acustica, flauto, pianoforte elettrico, fagotto. Dello stesso compaiono anche una versione senza coro per pianoforte con assolo di flauto ed alcune riduzioni tarantellistiche (d’obbligo, data l’italianità della coppia Guidi-Moncalieri), dove assistiamo al dialogo sardonico tra scacciapensieri, tamburello e kazoo. Il secondo tema è l’altrettanto disimpegnato “Rivoluzione??”, che, ricalcando più o meno la medesima impostazione del primo, viene reiterato con arrangiamenti di volta in volta differenti: per fischi, per cembalo e chitarra, per banjo e pianoforte, per flauto a becco, per armonica e fischio. Infine, molto divertenti sono pure i brani dedicati ai due mattatori, cioè “Tema di Albino” e “Tema per Guido Guidi”, anch’essi stilisticamente omologhi rispetto al resto della partitura. Riassumendo, Che c’entriamo noi con la rivoluzione?, grazie all’estrema scorrevolezza dei motivi e alla loro adeguatezza al contesto filmico, è l’ennesima performance indovinata di Ennio Morricone.
Da ultimo, se si considera che la presente edizione, oltre a vantare una grafica più accattivante, aggiunge a quella ormai in via d’esaurimento risalente al 2003 un’inedita versione stereo di “Rivoluzione??”, si può convenire che il CD è un vero e proprio gioiellino. Fan del Maestro e del western tricolore avvisati!

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Daniela Bocconi

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