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04 Feb2011

Fatevi vivi la polizia non interverrà

Scritto da Nicola Giunta. Pubblicato in Cinema

cover_fatevi_vivi.jpgPiero Piccioni
Fatevi vivi la polizia non interverrà (1974)
Digitmovies CDDM170
20 brani – durata:  59”08’’

 

Torniamo a parlare dell’interessante operazione di recupero e ristampa della Digitmovies intitolata THE ITALIAN POLICE MOVIES ORIGINAL SOUNDTRACKS ANTHOLOGY, e più precisamente del decimo volume di questa raccolta che è diventata a tutti gli effetti un punto di riferimento per gli amanti del suono poliziesco italiano degli anni 70. Fatevi vivi la polizia non interverrà esce nel 1974 e vede alla regia Giovanni Fago, all’epoca  già dietro la macchina da presa in alcuni spaghetti western, piuttosto rivalutati negli anni a seguire, come O’ Cangaceiro, Uno di più all’inferno e Per 100.000 dollari t’ammazzo. Il cast è sicuramente di quelli chi si ricordano: Henry Silva, una figura imprescindibile del poliziesco italiano e non solo, nei panni del commissario Caprile, Philippe Leroy (Milano calibro 9, Milano rovente) interpreta un rapitore chiamato ‘Il Maestro’ e Gabriele Ferzetti (A tutte le auto della polizia) invece è il boss della mala Frank Salvatore. La vicenda gira attorno al rapimento della figlioletta di un ricco industriale ad opera della banda del ‘Maestro’, ma la polizia, una volta informata dell’accaduto, indirizzerà i propri sospetti sul boss Salvatore il quale, al fine di dimostrare la sua estraneità alla vicenda, riuscirà a ritrovare la bambina rapita e a recuperare i soldi pagati per il riscatto anche se ciò gli costerà la vita.
Ma se Fatevi vivi la polizia non interverrà di sicuro non svetta per originalità di trama e sceneggiatura, vale di sicuro la pena soffermarsi sulla colonna sonora che il Maestro Piero Piccioni realizza e dirige con risultati che non esagero a definire eccellenti, discostandosi non poco dalle classiche sonorità del genere (hard-funk, ritmiche serrate dai toni blax e squillanti sezioni di fiati) e preferendo invece un gusto più smooth e anglosassone vicino a produzioni televisive come The Persuaders (in Italia Attenti a quei due) o a compositori blasonati come il compianto John Barry o Lalo Schifrin. Ricordiamo peraltro che Piccioni all’epoca aveva da poco composto lo score per il film Puppet on a Chain (1972) del regista inglese Geoffrey Reeve, esperienza questa che di sicuro lo influenzerà nei suoi lavori immediatamente successivi come quello in questione.
Già all’epoca pubblicate come singolo in 45 giri dalla United Artists, le prime due tracce del CD (“Kidnap” e “Agguato”) rappresentano quelli che possiamo indicare come due dei temi principali della pellicola. Il primo ha un carattere piuttosto swinging e lounge che riporta immediatamente alla memoria un altro capolavoro del M° Piccioni come Fumo di Londra (1966) e viene utilizzato per i titoli di testa e di coda (traccia 20), il secondo invece cambia totalmente registro virando su atmosfere spy caratterizzate da un motivo suonato all’unisono da basso, piano e chitarra contrappuntato da una sezione d’archi dall’incedere minaccioso. Questo tema sarà riproposto nelle tracce 4, 5 e 12 (“Ambushers”, “Hot Chase” e “Action”) e risulterà come uno fra i temi più caratterizzanti dell’intero score.
Un altro aspetto che contraddistingue il lavoro realizzato da Piccioni per questo film è la ricchezza di temi musicali composti al fine di sonorizzare le svariate circostanze previste dalla sceneggiatura. Non rimane quindi ancorato al modello ‘tema principale/tema secondario/variazioni’, ma realizza dei leitmotiv e delle figurazioni musicali su misura per ognuna delle situazioni salienti e dei relativi protagonisti. Ne sono da esempio la traccia 3 (“Lovely Mood”) il cui tema dai toni orientaleggianti e pentafonici è caratterizzato dal particolarissimo, e piuttosto inedito per l’epoca, suono delle campane tubolari (si, proprio le tubular bells di oldfieldiana memoria!), la traccia 6 intitolata, forse non a caso, “The Persuaders” dal tiro ritmico irresistibile e arrangiata brillantemente, oppure la traccia 8 (“The Sicilian mafia”) uno stranissimo esperimento che sovrappone ad un groove funky-soul il suono delle campane tubolari e del marranzano, e la traccia 9 (“Love Theme”) delizioso esempio di lounge music cinematica dall’andamento latin-bossa. Una nota a parte va alla traccia 14 del CD (“Sicilian mafia 2”) in quanto esempio di maestria assoluta nel presentare i quattro temi principali dello score in un unico brano. Ascoltare per credere!
Gli appassionati del genere troveranno pane per i loro denti…e non solo loro.

 

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Daniela Bocconi

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