03 Mag2008
The Water Horse – Legend of the deep
James Newton Howard
Water Horse - La leggenda degli abissi (The Water Horse – Legend of the deep, 2008)
SONY CLASSICAL 88697193002
20 brani - durata: 58’45’’
Un film che sa bene strizzare l’occhio alla tradizione del genere, ricorda in parte Free Willy in parte E.T. e che trova nella bella colonna sonora composta da James Newton Howard un canale di comunicazione e di espressione delle emozioni che ben interpreta la storia.
Per sua stessa ammissione Russel è un regista molto attento agli aspetti musicali e sonori delle sue pellicole. Per lui il mondo sonoro di riferimento del film va definito e chiarito ancor prima che inizi la lavorazione vera e propria della pellicola. Anche questa volta aveva le idee chiare a proposito ed ha trovato in James Newton Howard (The Village, Collateral, The Interpreter, Batman Begins, King Kong) il giusto alter ego che è stato capace di tradurre in musica e migliorare ciò che aveva immaginato, e ascoltato nella sua mente, pensando al film che voleva realizzare. Lo score di Howard si presenta come una calda e avvolgente sinfonia celtica, ricca di elementi quasi magici, di pennellate di suono colorate e brillanti, di danze e ritmi che si alternano a momenti in cui i colori plumbei del lago e del cielo di Loch Ness si fanno suono. Non mancano i riferimenti al sinfonismo classico hollywoodiano, alla musica di Mahler, e alla scrittura di Copland, tutto rielaborato all’interno della personale poetica dell’autore e filtrato da un certo epos fatto di cornamuse e Celtic Band. A tal proposito una nota di merito alla splendida formazione che ha saputo, in modo eccellente, interpretare lo spirito del film e della partitura: i The Chieftains (gruppo irlandese autore del celebre tema d'amore di Barry Lindon e di altre colonne sonore) che hanno inciso “The Water Horse Suite”. All’interno dell’opera, che è caratterizzata da una compiutezza e da un’unità stilistica molto forte, lasciateci segnalare il brano che più degli altri ci è piaciuto: si tratta di "The Dinner Party" che si lega ad una delle due “scene madri” che vedono protagonista Crusoe, quella appunto della sua corsa durante il ricevimento. Brano interessante, perché tra i pochi della OST che si allontanano da una scrittura tesa alla costruzione del mondo esterno che ospita la storia, e si concentra invece nell’accompagnare l’azione divertente e piena di movimento della protagonista in modo perfettamente riuscito.
