09 Giu2008
Nim’s Island
Patrick Doyle
Alla ricerca dell’isola di Nim (Nim’s Island, 2008)
Varèse Sarabande LC 06083
16 brani – Durata: 53’13”
Doyle s’è imposto negli anni Novanta come capacissimo creatore di potenti ed eleganti partiture capaci di unire impatto spettacolare e raffinatezza (si pensi a Ragione e sentimento, 1995, e Hamlet, 1996, entrambe candidate all’Oscar). Ma la sua vena creativa è stata capace di superare le differenze fra generi cinematografici; ha creato lui, del resto, la migliore delle soundtrack che hanno accompagnato la saga di Harry Potter (Harry Potter e il calice di fuoco).
Alla ricerca dell’isola di Nim gli permette di misurarsi con atmosfere più movimentate. Resta profonda la sensibilità che rende percepibili le sensazioni emotive; “Become the Hero” ne è esempio, col suo delicato progredire ruotando attorno alle poche note del pianoforte, accompagnato dagli archi. Romantico è il canto del piano anche in “Nim’s Island”, che cresce poi su toni cari al genere fantastico.
I crescendo, però, sanno accordarsi anche alle regole di genere. Ecco quindi l’accalorarsi di “Baby Turtles” dopo il cristallino incipit, dalla struttura particolarmente articolata; o l’inquieto senso d’attesa davanti a un pericolo latente di “Buccaneer Ship”; o ancora l’entusiasmo di “The Great Outdoors”.
Doyle non si smentisce. Guizza divertito il complesso gioco di cesello musicale in “Airport, Whale”; incede trascinante come una marcia “Helicopter Storm”; “It’s Empty” è sentito e ispirato.
Una sapiente miscela di generi che affascina. Anche senza gli effetti speciali che l’accompagnano sullo schermo cinematografico.
