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09 Set2010

Dio non paga il sabato

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover_dio_non_paga_sabato.jpgAngelo F. Lavagnino
Dio non paga il sabato (1967)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4131
15 brani (14 di commento + 1 canzone) – durata: 37’06’’


 
Nel 1988 l’etichetta francese EVB pubblicò in CD un’antologia di western composti da Angelo F. Lavagnino. Oltre alla OST Dio non paga il sabato analizzata in questa sede, la folta tracklist attingeva ad altri titoli oggi quasi tutti pubblicati singolarmente in edizioni praticamente definitive: T’ammazzo!… Raccomandati a Dio (1967), Sapevano solo uccidere (1968), Oggi a me… Domani a te! (1968), Vendetta per vendetta (1968), Gli specialisti (1970). Girato dal regista Tanio Boccia con spiegamento di mezzi ridotto al minimo, il film, volutamente lento e con qualche inflessione gotica, si svolge pressoché interamente in una città fantasma che custodisce un ingente bottino attorno al quale si intrecciano i destini di vari ambigui personaggi.
Da parte sua la musica tende ad inseguire tale generale rarefazione e finisce per risolversi in un’alternanza tra romanticismo e sperimentazione, quest’ultima orientata a definire l’aura d’ossessione e di claustrofobia che emerge dall’ambientazione e dalle situazioni.
A dire il vero, la colonna sonora inizia alla grande con la canzone “The price of gold”, eseguita con la giusta grinta da Roberto Matano; successivamente vira verso un profilo basso e privo di iperboli, infittendosi di sequenze di puro commento come in molti altri western di Lavagnino. La strumentazione tipica del western all’italiana (fischio, chitarra elettrica, armonica a bocca, effettistica varia) viene utilizzata in abbondanza, ma tutto è come trattenuto e sospeso: rare e brevissime le aperture ai brani dalla ritmica forsennata e a piena orchestra (“Agguato e inseguimento”, “Tenerezza e cavalcata”); frequenti e dilatate le atmosfere angosciose (“Ricordi lontani”, “Ombre di morte”, “Ansia e mistero”, ”Dio non paga il sabato”, “Sfida mortale”); altrettanto insistite le malinconiche leziosaggini (“Momento romantico”, “Cow-boy innamorato”, “Verso sera”, “Ricordo di un amore perduto”, “Notturno malinconico”).
In conclusione, Dio non paga il sabato non è, a mio modesto avviso, il miglior western del Maestro, ma va anche detto che non è cosa da poco aver composto una partitura in piena sintonia con le esigenze della pellicola.
Una curiosità finale: secondo molti critici il film di Tanio Boccia ha un gemello, cioè Matalo! (1970) di Cesare Canevari. In effetti tra i due lavori si rilevano forti somiglianze spiegabili col fatto che furono entrambi concepiti dallo stesso sceneggiatore. Probabilmente non è così insensato ritenere che anche il relativo score di Mario Migliardi, in bilico tra psichedelia e pop, sviluppi alcune idee di Angelo F. Lavagnino.


 

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