Ultimo tango a Parigi
Gato Barbieri
Ultimo tango a Parigi (1972)
The Saifam Group/Sony Music Publishing COM 441
CD: 23 brani – Durata: 59’22”
LP:
Lato A – 6 brani
Lato B – 5 brani
Lato C – 6 brani
Lato D – 6 brani

Nel 2015 l’etichetta Quartet Records mise alle stampe l’edizione integrale della colonna musicale cult di Gato Barbieri per il contestatissimo, immorale e tormentato film plurinominato e premiato di Bernardo Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider dei primi anni ’70, Ultimo tango a Parigi, di cui vi rimandiamo alla recensione pubblicata anni addietro (leggi qui) per meglio inoltrarvi nelle dinamiche filmiche e compositive di quest’opera entrata di diritto nella Storia della Settima & Ottava Arte, che tutti devono aver visto almeno una volta da buoni cinefili e ascoltato più e più volte da egregi amanti di colonne sonore. L’etichetta italiana, precisamente veronese, nata nel 1981, The Saifam Group su licenza Sony Music Publishing esordisce nelle Soundtracks con diversi nuovi album in versione vinilica singola o doppia, a seconda della colonna sonora stampata, con all’interno perfino il CD. Le copertine di questa lunga serie di uscite di Soundtracks su 33 giri hanno una peculiarità, perché riportanti non foto del film o della locandina originale, bensì una Cover Art nuova di zecca ad opera di Marinela Teslaru, raffigurante un disegno grafico che ricordi il mondo narrativo del film in esame; unica pecca di queste nuove pubblicazioni, che si spera in futuro venga colmata e riveduta, è la totale assenza nel retro copertina di schede tecniche sugli esecutori della colonna musicale, oltre al titolo del film, regista e nome del compositore (il minimo sindacabile, ci mancherebbe!) che sono fondamentali per i collezionisti ed i cinefili, in specie quando trattasi di titoli internazionali della Golden & Silver Age cinemusicale. Tornando alacremente su questa OST stupefacente di Gato Barbieri (1932 – 2016), l’album originale uscito all’epoca constava di undici tracce, questo doppio vinile ne riporta ventitré, quindi dodici in più, ma sempre venti in meno rispetto alla versione dell’etichetta spagnola di cui sopra. Ad ogni modo una stampa vinilica di ottima fattura per qualità d’ascolto, accentuata dall’elevatissima performance degli assoli al sax di Barbieri, dagli arrangiamenti e direzione d’orchestra di Oliver Nelson e una registrazione audio che sembra fatta or ora.
Riguardo la realizzazione di questa score, per la quale ricevette una candidatura ai Grammy, il sassofonista argentino raccontò che: <<Non pensavo il film sarebbe diventato così famoso. Pensavamo sarebbe diventato una di quelle pellicole divine e oscure che solo una nicchia di appassionati va a vedere. In effetti, nonostante il successo commerciale, sembra essere uno dei film più malintesi della storia del cinema. Il film fu molto importante, grazie a Ultimo tango a Parigi era la prima volta che iniziavo a guadagnare bei soldi>>. Tra improvvisative incursioni nel free jazz e in quello più morbido, nel lounge e in seducenti ballate latinoamericane dalle forme classiche o altresì da café chantant molto Parisien, il pentagramma barbieriano è infuocato e ispiratissimo, persino nelle pagine più romantiche, capeggiate sempre e comunque dal leitmotiv portante che sa perfettamente come sedurre e esaltare l’ascoltatore: sentire per credere “Last Tango in Paris (Jazz)”, “Para mi negra”, “Last Tango in Paris”, “Why Did She Choose You”. Però tutto l’album più che una colonna sonora come la intendiamo classicamente è una lunga, sinuosa e appassionata esperienza sensorial viaggiante che non si riesce a smettere di ascoltare con conclamato e ipnotico incantamento.
