Pillole di Note: Focus sull’etichetta Digitmovies

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Digitmovies
Questa volta la nostra rubrica ‘Pillole di Note’ – ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che variano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno mutabile – inquadra nuovamente un’etichetta di casa nostra che pubblica OST in associazione con altre etichette storiche italiche, tra cui Beat Records.
Analizziamo l’etichetta italiana Digitmovies: (https://www.digitmovies.com/)

Guido & Maurizio De Angelis
Piedone d’Egitto (1980)
Digitmovies/Beat Records DDJ27DLX
22 brani – Durata: 56’07”

Il compianto Bud Spencer ed il suo napoletanissimo Commissario Rizzo detto ‘Piedone’ sono stati dal 1973, anno dell’uscita cinematografica del primo Piedone lo sbirro, fino al 1980, con sul grande schermo Piedone d’Egitto, passando per il 1975 con Piedone a Hong Kong e per il 1978 con Piedone l’africano, un pazzesco e indelebile, perfetto e spassoso connubio di comicità poliziesca colma di cazzottoni da orbi e battute fulminanti. Il tutto accompagnato dalle altrettanto indelebili musiche originali dei fratelli Guido & Maurizio De Angelis, che di fantasia canora e melodica ne hanno profuso con innegabile gioia per loro che l’hanno composta e per noi che ne abbiamo goduto da fan delle loro colonne sonore e dei film scacciapensieri ridanciani e d’azione del grande (in tutti i sensi) Bud Spencer (anche quando in inscindibile accoppiata con Terence Hill). La OST di questo ultimo film di Piedone è stata stampata per la prima volta assoluta su CD in versione integrale. Contiene il bellissimo tema classico nostalgicamente partenopeo del capostipite e dei sequel a venire, “Flat Foot Cop”, e si apre con la nuova canzone “Sphinx”, che poi si riascolta in varie versioni strumentali (quella di suspence goffa in “Seq. 5”): la Song portante, eseguita brillantemente dalla band Sunrise su liriche di Cesare De Natale e Leonie Gane, è in puro stile De Angelis/Oliver Onions, ritmicamente spumeggiante e molto dance/pop estiva. Il resto dello score presenta molte variazioni della melodia principale, pagine ballabili funky o etniche e un altro bel leitmotiv (“Seq. 3”) per archi, percussioni tribali, mandolino, chitarre: circolarmente solare e avvolgente con una melodia che ti respira dentro fino ad inebriarti dolcemente (anche in “Seq. 6” più rallentata).

Franco Piersanti
Il nido del ragno (1988) / Una prova d’innocenza (1991)
Digitmovies CDDM322
30 brani – Durata: 74’09”

Tutt’oggi, insieme a Carlo Crivelli, Franco Piersanti è uno dei più riformisti, acuti, classici e al contempo moderni intagliatori di note tra le immagini del nostro Cinema, che ha graziato con le sue composizioni sempre funzionali al girato ma grandemente viventi al di fuori di esso. A metà degli anni ’80 il romano Piersanti scrisse lo score per l’unico film del terrore nella sua lunga carriera, il mefistofelico Il nido del ragno di Gianfranco Giagni, di cui finalmente possiamo ascoltare tutta la colonna musicale che serpeggia infuocatamente tra Bernard Herrmann (“Budapest”, “Labirinto (#2)” o la magnifica versione adagio verdiano di “Budapest (#2)”) ed Ennio Morricone (“Il nido del ragno (#3)”), con spiragli tensivo/horror tipici dei film di paura della Scuola Hammer (“Il nido del ragno (#2)”). Scary music jazz orchestrale atonale herrmanniana con carillon demoniaco impattante in “Illusioni ottiche”. Funky/Jazz ammaliante piccioniano nell’incredibile performance di “Radio Jazz (Titoli)” (anche in versione lounge rotiana in “Radio Jazz (Titoli alternativi)”). Alcune sequenze armoniche anticipano soluzioni sospese e cariche di tensione del suo Commissario Montalbano.
Per la prima volta assoluta si può ascoltare la partitura di Una prova d’innocenza con Enrico Montesano di Tonino Valerii del 1991, su di un prete che diviene un improvvisato detective per far scagionare un innocente in carcere. Si esordisce con un organo drammaturgicamente punitivo che lascia spazio agli archi dapprima sottesi e poi pizzicati sospensivi in “Seq. 1 – Titoli”. In “Seq. 2” una parvenza leitmotivica pensosa per archi e fagotto. Un tema sottile e delicatissimo, a tratti commovente, si rivela ravelianamente in “Seq. 3”. Tutta l’OST ruota intorno a questo leitmotiv (“Seq. 6” e per cello iniziale in “Seq. 14”) e all’inciso organistico tensivo con varianti suspence classiche poliziesche anni Ottanta (“Seq. 5” e “Seq. 11”).

Franco Micalizzi
Lacrima Movies Trilogy: L’ultima neve di Primavera (1973) / L’albero dalle foglie rosa (1974) / Bianchi cavalli d’Agosto (1975)
Digitmovies CDDM327
CD 1: 28 brani – Durata: 67’36”
CD 2: 24 brani – Durata: 67’55”

Franco Micalizzi ha avuto due primarie anime musicali, entrambe rinomate e ammirate dai suoi fan della prima ora: quella poliziottesca e quella dei film strappalacrime, anche denominati melodrammaticamente (pure dispregiativamente) Lacrima Movies. Massima raffigurazione filmico musicale di questi ultimi, pregni di morti tragiche sempre dietro l’angolo e di drammi familiari/amorosi che più disgraziati non si possono concepire, è la trilogia ivi ripresentata in versione integrale in un unico doppio CD di L’ultima neve di Primavera (1973) di Raimondo Del Balzo, L’albero dalle foglie rosa (1974) di Armando Nannuzzi e Bianchi cavalli d’Agosto (1975) di Raimondo Del Balzo, con una poderosa dose di leitmotiv principali e secondari, con svariate modificazioni arrangiativo/esecutive connesse, da far commuovere e danzare beatamente anche i più insensibili e rigidi. Come da libretto curato dal sapiente Claudio Fuiano: <<Con un totale di 52 temi e una durata complessiva di quasi 140 minuti, la musica di Franco Micalizzi è pura gioia per le orecchie, con un’enorme quantità di materiale orchestrale che vede alternarsi temi romantici ad altri malinconici e drammatici, ad altri allegri e di sapore ballabile>>. Da L’ultima neve di Primavera imperativo citare “Una stagione breve”, “Mai più insieme”, “L’ultima neve di Primavera” e la meravigliosa samba seducente di “Crianca” cantata da Irio De Paula e Giovanna Marinuzzi. Da L’albero dalle foglie rosa, la chitarra solista di Mario Gangi su archi fortemente sentimentali alla Giochi proibiti di Narciso Yepes in “L’albero dalle foglie rosa”, poi “Occhi blu N° 1”, “Favola”, “Background” e “Pensieri”. Da Bianchi cavalli d’Agosto con gli assoli vocali unici di Edda Dell’Orso “Storie di mare”, la title track in “Bianchi cavalli d’Agosto”, la manciniana “Tempo d’Estate” con liriche di Dossena e Micalizzi e l’interpretazione della Schola Cantorum, “Un paese, il sole, un’osteria” e la samba di “On the Sea”.

Detto Mariano
Il bisbetico domato (1980)
Digitmovies CDDM318
39 brani – Durata: 74’54”

“Step On Dynamite (Titoli)” fa esordire con uno stupefacente basso funky/disco anni Settanta Blaxploitation, eseguito frizzantemente dal Gruppo “Clown”, la OST del cult Il bisbetico domato con Ornella Muti e Adriano Celentano al loro meglio. Le musiche del compianto Detto Mariano, da ultimo in versione estesa completa, sono divertenti e divertite, girovaganti intorno a due leitmotiv portanti (e non solo) variati più e più volte con simpatica creatività pentagrammata: l’allegro tema principale in “Seq. 1” fischiato e con fine bandistica alla Oliver Onions (anche in versione canora mai usata nei titoli di coda in “Si e no”, su testi di Mariano, Franco Castellano e Giuseppe Moccia ed eseguita sia da Patrizia Tapparelli che da Mariano Perrella) ed il tema romanticamente rurale in “Seq. 2” o “Seq. 3”, nonché il mitico, per chi conosce a menadito la pellicola e la scena clou con Celentano che danza molleggiato nel grande tino di legno pigiando l’uva, brioso e saltellante “La pigiatura” con liriche di G. Mauro e Mariano ed interpretato da Patrizia Tapparelli, Mariano Perrella e Simona Aloisi. Un distorcente charleston dixieland in “Seq. 8”.

Bruno Nicolai
Bruno Nicolai For Jess Franco: Una vergine tra i morti viventi (1971) / Eugenie De Sade ’70 (1970) / 99 donne (1968) / Les cauchemars naissent la nuit (1971)
Digitmovies DPDM019
CD 1 Una vergine tra i morti viventi: 23 brani – Durata: 47’14”
CD 2 Eugenie De Sade ’70: 19 brani – Durata:
CD 3 Eugenie De Sade ’70: 17 brani – Durata:
CD 4 99 donne: 24 brani – Durata:
CD 5 Les cauchemars naissent la nuit: 18 brani – Durata: 70’22”

Quello del Maestro romano Bruno Nicolai con il regista, sceneggiatore, attore, montatore, produttore, compositore e direttore della fotografia spagnolo Jesús Franco Manera, meglio noto come Jess Franco (Madrid, 12 maggio 1930 – Malaga, 2 aprile 2013), può definirsi, a pieno titolo, un apprezzabile legame all’interno della Settima Arte. Insieme hanno collaborato, in ordine cronologico, in Agente speciale L.K. (Operazione Re Mida) (Lucky, el intrépido, 1967), 99 donne (1968), Justine, ovvero le disavventure della virtù (Justine and Juliet, 1969), Philosophy in the Boudoir (Eugenìe, 1969), Il trono di fuoco (The Bloody Judge, 1970), Il conte Dracula (Count Dracula, 1970), Eugenie De Sade ’70 (1970), Les cauchemars naissent la nuit (1970), Una vergine tra i morti viventi (Una vierge chez lez morts vivants, 1971), Los amantes de la isla del diablo (1972), Dracula contro Frankenstein (1972) e Un capitano di 15 anni (1974). Dei 12 film in cui hanno lavorato a stretto contatto, 4 li ritroviamo in questa fondamentale raccolta, tutti in versione integrale; addirittura Eugenie De Sade ’70 in doppio CD. La Digitmovies li aveva precedentemente pubblicati tutti singolarmente ma trovarseli in questo cofanetto congiuntamente, ne impreziosisce in maggior misura la qualità compositiva già di per sé pregevole: per Una vergine tra i morti viventi vi rimandiamo alla nostra vecchia recensione; le altre rimanenti, accanto alla suddetta, contengono analogamente una mole di leitmotiv in linea con la trattazione thriller/horror/drammatica/erotica condotta abilmente dal regista ispanico nel suo Cinema talvolta eccessivo. Musica atonale, liturgica, indistinta, sensuale, melanconica, carillonistica, ballabile, in taluni frangenti poliziottesca, romantica, canora, dissonante, sperimentale, dirompente e altro ancora va a convergere in questo fiume in piena pentagrammato, che solo in alcuni casi e distrattamente potrebbe apparire Morriconiano, diretta da Nicolai con eccellenze performative quali Edda Dell’Orso ed Alessandro Alessandroni ed i suoi Cantori Moderni. Sono tutte uno scrigno di trovate melodiche, funzionali e moderniste (perfino ‘avanti’ per l’epoca in cui le compose) che Guido Michelone, nel libro “Bruno Nicolai, la vita, le opere, gli incontri” a cura di Adriano Bassi (da noi recensito) ricorda come leitmotiv “ancora […] freschi, attuali, piacevoli”, focalizzando così il suo comporre per il cinema di genere in “un certo melodismo, via via frizzante, esotico, nostalgico, pop, romanticissimo”.
