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05 Set2024

IF

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover if giacchinoMichael Giacchino
IF – Gli amici immaginari (If, 2024)
Sony Classical/Milan Records
24 brani – Durata: 76’00”



Per chi ha amato le colonne sonore del premio Oscar Michael Giacchino per capolavori Pixar quali Ratatouille, Up o Inside Out in IF – Gli amici immaginari ne ritroverà non poche rimembranze, liete e gaie nel rincuorare e dilettare le orecchie dell’ascoltatore. Una pellicola per piccini ancora disposti a credere alla fantasia e per grandi che vorrebbero tornare a crederci, più commovente per gli adulti e assai più divertente per i bambini, che nello score di Giacchino vede uno dei suoi maggiori pregi. Il compositore italoamericano è ritornato ad un’ispirazione illuminata come poche volte nei suoi ultimi lavori. Una partitura che inspessisce la narrazione, onnipresente dall’inizio alla fine, tutta improntata su un leitmotiv principale molto tenue (l’impetuoso sinfonismo valzeristico dei crediti in “The IF Suite”): quasi una nenia che sembra provenire da lontano, che nel fischio, gli archi e i fiati in crescendo, possiede un gran respiro tra Čajkovskij e Prokofiev, che sa giocare emozionalmente con i pianissimi e i fortissimi orchestrali. Un piano lancinante e archi sottilmente fascianti rallentano il respiro, quasi annullandolo, nel patetico “The Lost City of Bea”, perché da sempre Giacchino sa intenerire con la sospensione armonica. “Magical M-If-tery Tour” è una delle tracce più scintillanti e giocherellone dello score: una galvanizzante giostra tematica tra crescendo e diminuendo. “Brief Interviews with Fastidious Friends” è un altro dei lunghi brani (di durata) che spruzza vivacità e contentezza in mezzo ad altre tracce più commoventi e delicate: poi il finale con virata spionistica bondiana lo rende uno dei più indicativi pezzi dell’album. “Granny Get Your Fun” è puntinismo compositivo toccante le corde più emotive, mentre il cavalcante “Blue-min’ Human” rende gioiosi.        

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2024

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Daniela Bocconi

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