Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media
La nostra rubrica ‘Pillole di Note’, recensioni più o meno brevi di una serie di colonne sonore del passato e del presente che si differenziano da quelle nostre classiche di variabile lunghezza, ripropone questo mese l’etichetta svedese Moviescore Media, andando a dare uno sguardo dettagliato a storiche loro pubblicazioni ancora disponibili sul mercato discografico in formato sia fisico che digitale.
Analizziamo l’etichetta Moviescore Media: (https://moviescoremedia.com/newsite/):

Dario Marianelli
Il profumo delle campanule (I Capture the Castle, 2003)
Moviescore Media Discovery Collection Vol. 1 MMS-07004
20 brani – Durata: 53’43”
Il premio Oscar Dario Marianelli nel 2003 per questo dramma sentimentale dal poetico titolo Il profumo delle campanule vira compositivamente verso cellule leitmotiviche alla Nicola Piovani e Nino Rota, con orchestrazioni solidamente emozionali nel suo stile ben raffinato che conosciamo dai tempi di Orgoglio e pregiudizio o Espiazione. Per questa vicenda che si svolge nell’Inghilterra del 1930 ove una diciassettenne e la sua eccentrica famiglia lottano per sopravvivere in un castello in rovina, si dipana un sinfonismo aereo e accorato con uso di strumenti solisti quali piano, fagotto, oboe, arpa, clarinetto, violino che diradano le corde emotive dell’uditore inducendolo a lacrimazione certa in brani struggenti quali “Life Is a Beach”, “Scotney Hall”, “Cassy’s Daydreams”, “Rose’s First Night” e “Farewells” (un valzer alla Georges Delerue in questo caso). Marianelli esegue al piano “Clair de lune” di Debussy rispettandone quella delicata astrazione che commuove ad ogni suo ascolto.

Dario Marianelli
Shooting Dogs (Beyond the Gates, 2005)
Moviescore Media MMS-07010
14 brani – Durata: 34’34”
Un dramma storico di guerra del regista Michael Caton-Jones con John Hurt e Hugh Dancy, descrivente le vicende di un prete cattolico e di un insegnante di inglese bloccati in una scuola di Kigali durante il genocidio ruandese del 1994. Marianelli, tra una canzone e lamento etnico africano ad opera di diversi compositori del Rwanda, compone una score dai toni fortemente drammatici e liricamente strazianti (“Hell’s Gate”, “Empty Roads”, “Is God Here”, “Last Offering”), con preminenza di vocalismi (l’intensa Cecile Kayirebwa), archi, ottoni e suoni sintetici oscuri, orchestrata dal noto Benjamin Wallfisch. Uno dei temi più emozionali si raffigura in “The Radion Won’t Stop” e nel funereo “No Way Out”.

Alain Mayrand
Mosley (Id. - 2019)
Moviescore Media MMS523003
24 brani – Durata: 70’56”
Una sorta di creature animalesche conosciute col nome di Thoriphant si ribellano alla loro vita di schiavitù per intraprendere un viaggio infido per trovare la favolosa città di Uprights e l’agognata libertà. Film d’animazione d’avventura e rivalsa accompagnato dalle meravigliose musiche alla James Newton Howard (il tema principale in “Mosley” e “Meeting the Uprights”) scritte e dirette dal pluripremiato e nominato compositore e orchestratore Alain Mayrand (The Legend of Silk Boy, Numb) sul podio della Budapest Art Orchestra. Una partitura dal sapore western con risoluzioni armoniche fiabesche, come si conviene ad una favola avventurosa animata (“The Forest”, “Two Great Families”), non privandosi di pagine d’azione e tensive considerevoli (“Cave of the Uprights”, “Reaching Trees and Flying on Fireflies”, “Warfield At the Gates”) e di angeliche frivolezze mickeymousing (“Rue and the Bucket”).

Matt Dunkley
D’Artagnan e i tre moschettieri (The 4 Musketeers, 2005)
Moviescore Media Discovery Collection Vol. 5 MMS-08010
24 brani – Durata: 53’38”
Serie TV sulle famose gesta romanzate di D’Artagnan ed i suoi fedeli amici, i tre moschettieri Athos, Porthos e Aramis, fuoriusciti dalla penna di Alexandre Dumas, con interpreti Vincent Elbaz, Emmanuelle Béart e Tchéky Karyo e le musiche di Matt Dunkley, noto ai più per essere un arrangiatore, orchestratore e direttore d’orchestra da metà anni ‘90 per plurime score, tra le quali Il collezionista di ossa, Moulin Rouge!, Love Actually, Iron Man, Il cavaliere oscuro, Mission Impossible – Rogue One, Crudelia e Barbie. Alla testa della Czech Symphony Orchestra e del Prague Philharmonic Choir, Dunkley colleziona una sequenza di temi e pagine action dal timbro moderno più che rimandabili all’epoca in cui si svolgono le peripezie dei protagonisti: il tema epico assai zimmeriano di “Father and Son” e “Riding To Paris”, le delicatezze tardoromantiche di “The Queen Sends Constance Away” e “Leavetaking” e le pagine movimentate in stile celtico di “Tavern Fight” o “D’Artagnan the Swordsman” (molto “Americana” Style).

Andrew Morgan Smith
Bunker (Id. - 2022)
Moviescore Media MMS23008
15 brani – Durata: 38’55”
Un horror thriller di guerra che vede un gruppo di soldati intrappolati in un bunker durante la prima guerra mondiale, a dover affrontare una presenza malefica che li mette lentamente l’uno contro l’altro. Il giovane Andrew Morgan Smith si è fatto le ossa nella serialità sci-fi o nei film e corti di genere horror e questa pellicola lo ha portato ad inanellare una serie infinita di pagine sinfoniche aggredenti e urlanti terrore dalla prima all’ultima nota (cluster a gogo) eseguite dall’ottima Budapest Symphony Orchestra: ad esempio “Bunker Overture”, “Driven Mad”, “Vomitous Mass” (qui siamo dalle parti di Marco Beltrami e del miglior Jerry Goldsmith). Si palesa Béla Bartók in “The Radio Bleeds”.

Nicholas Dodd
L’île aux trésors (Treasured Island, 2007)
Moviescore Media MMS-08002
20 brani – Durata: 42’30”
Nicholas Dodd, soprattutto per gli appassionati di colonne sonore, è un nome assai noto: è stato orchestratore, arrangiatore e direttore d’orchestra di molte delle partiture del popolare compositore David Arnold e di tanti altri autori rinomati della Film Music; professione che persegue ancora oggi. Ha composto solo due partiture in carriera: questa ennesima trasposizione del celeberrimo romanzo del 1883 di Robert Louis Stevenson e Renaissance, film d’animazione di fantascienza, produttivamente francofono come questa pellicola piratesca d’avventura. Dodd scrive una partitura, eseguita dalla Philharmonia Orchestra con il giovanissimo soprano Hugo Sever e la chitarra solista di Mitch Datton, davvero trascinante ed epica com’è giusto che sia per un film del genere, (quasi) ovviamente molto in stile David Arnold (le sezioni ritmiche moderne), con un leitmotiv portante ricorrente che risuona nella mente come già sentito, ma che non riesco a collocarlo temporalmente e filmicamente (invito chi lo indovini a scriverci a redazione@colonnesonore.net). I brani più efficaci e al cardiopalma sono l’eroico “Main Title”, “The Treasure and Jim’s Heart”, “The Baroness”, “The Chase and Ben Gunn”, “Finale: Treasured Island”.
