In Italia esiste una scuola di colonne sonore (gratuita) che porta gli studenti a registrare con un’orchestra sinfonica

L’ultima scena del film “Non dirmi che hai paura” musicata da giovani talenti
In Italia esiste una scuola di colonne sonore (gratuita) che porta gli studenti a registrare con un’orchestra sinfonica

Ottanta ore di lezione con compositori professionisti che sfociano nella registrazione con 60 elementi dell’Orchestra Sinfonica di Milano. E’ il Master avanzato di scrittura e produzione di colonne sonore di Scoring For Films, un percorso che ha preso vita per la prima volta a Milano nel mese di maggio con lo scopo di far sviluppare piena consapevolezza del rapporto tra linguaggio cinematografico, pensiero sinfonico e produzione musicale reale e far così vivere a giovani talenti l'esperienza professionale della produzione orchestrale applicata alla musica per immagini: analisi della scena e costruzione del significato musicale, scrittura, mockup, orchestrazione, preparazione delle partiture, registrazione con orchestra sinfonica e finalizzazione del prodotto finale.
Questa prima edizione ha visto gli studenti cimentarsi nella riscrittura del commento musicale dell’ultima toccante scena del film “Non dirmi che hai paura” (“Samia”) con la regia di Yasemin Şamdereli in collaborazione con Deka Mohamed Osmandi, prodotto da Indyca con Rai Cinema, Neue Bioskop, Tarantula e distribuito in Italia da Fandango, tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli Editore).

Il master
Il percorso formativo, ideato e supervisionato dai compositori Fabrizio Campanelli e Vito Lo Re con la partecipazione del direttore d’orchestra Enrico Goldoni, costituisce un unicum su scala globale nel panorama formativo legato alla musica. Non solo per qualità di didattica e concretezza esperienziale, ma anche per la sua gratuità, resa possibile grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e a Scuola di Impresa Sociale. I corsi si sono svolti negli spazi “La Capsula / Music Rooms” di Music Innovation Hub, all’interno di BASE a Milano. La didattica di questa prima edizione si è sviluppata in tre fasi: la teoria, dalla psicologia della scena per arrivare alla scrittura orchestrale attraverso lo sviluppo di uno stile personale e di un approccio estetico e funzionale alla composizione della colonna sonora, tenendo conto di inquadrature, ambienti, ritmo visivo, atmosfera, tensione narrativa, emotività, in equilibrio tra intenzione musicale e resa orchestrale reale; l’emozionante momento della registrazione dal vivo del proprio brano nella cornice dell’Auditorium di Largo Mahler a Milano con un'orchestra sinfonica, mantenendo la titolarità del prodotto finale; il mix sui leggendari banchi della Digital Records con la guida di Goffredo Gibellini, tra i più importanti ingegneri del suono italiani. Tra i partner del Master, anche Candle Studio, Audio Modeling e Funky Junk Italy.

La scena del film
Gli studenti scelti hanno musicato sotto la guida dei docenti, ma ciascuno secondo la propria sensibilità, la scena finale di un film dal profondo contenuto e significato sociale: “Non dirmi che hai paura” (“Samia”), tratto dalla storia vera di una ragazza somala che cresce vivendo il passaggio ai signori della guerra dei primi anni ’90 e il mutamento radicale che soffoca i diritti delle donne e le loro aspirazioni. Samia corre tanto veloce che finisce a rappresentare la Somalia alle Olimpiadi di Pechino del 2008, arrivando ultima nei 200 metri ma diventando la beniamina del pubblico, mostrando carattere, forza, determinazione per poi subire in patria rappresaglie degli estremisti islamici per aver corso senza velo alle Olimpiadi. Sogna di arrivare in Europa per allenarsi per le Olimpiadi di Londra e si trova a dover affrontare il viaggio della speranza.
“Siamo molto orgogliosi di poter offrire, per giunta gratuitamente, un’esperienza di questo genere – raccontano Campanelli e Lo Re, fondatori del progetto Scoring For Films e titolari dell’omonimo canale YouTube per appassionati di colonne sonore – dal momento che pochissimi corsi al mondo portano gli allievi a realizzare la propria musica con una vera orchestra sinfonica e che generalmente i costi di accesso sono proibitivi, allontanando così dal nostro mondo tanti talenti che potrebbero invece contribuire enormemente a sviluppare il settore. In questo caso inoltre l'allievo lavora con la metodologia reale di chi affronta quotidianamente le difficoltà legate alla gestione e all'orientamento della creatività applicata all'audiovisivo, calando nella pratica una teoria che non può prescindere dalle sue applicazioni concrete”. --

