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15 Set2022

Una nuova uscita Four Flies Records

Scritto da Redazione. Pubblicato in Novità Discografiche

cover music on canvas ezy minus

Music On Canvas raccoglie per la prima volta in assoluto le opere prodotte dal compositore e polistrumentista bolognese Enzo Minuti, in arte Ezy Minus, tra gli anni '70 e i primi anni '80. Frutto di un appassionato e meticoloso lavoro di ricerca, questo album è un invito alla riscoperta di una figura tanto eclettica quanto unica nella scena bolognese e italiana della musica per immagini.

In uscita venerdì 7 ottobre p.v., l'album verrà presentato a Bologna sabato 8 alle 18:00 presso Gallery16 (Via Nazario Sauro 16A). Oltre alla Four Flies, interverranno il critico musicale e saggista Carlo Babando, nonché alcuni familiari e amici del compositore. A seguire un DJ set a cura di Four Flies.

Seppur ancora poco noto ai più, Enzo Minuti (1927-2000) ha lasciato un segno inconfondibile nel mondo caleidoscopico della library italiana.   Uno dei talenti più autentici e versatili della scena musicale bolognese tra gli anni Cinquanta e Novanta del secolo scorso, Minuti è stato un jazzista, polistrumentista, compositore, produttore musicale, nonché pittore, incisore e grafico. Dedicò la sua vita alla musica (soprattutto al jazz, genere che a Bologna ha una lunga tradizione), che fu ispirazione fondamentale anche per le sue opere pittoriche e grafiche.  Dopo anni di tournée in Europa e in Turchia come jazzista, alla fine degli anni '60 Minuti fondò uno dei primissimi studi di registrazione di Bologna, lo Studio 67. È qui che, negli anni '70 e '80, compose e registrò i suoi dischi di sonorizzazioni, per i quali utilizzava vari pseudonimi: non solo Ezy Minus, ma anche Maripal e Cronomas.

Il fatto che risiedesse a Bologna è di per sé degno di nota, in quanto all'epoca la library music italiana veniva prodotta quasi esclusivamente a Roma e Milano (non a caso, i suoi dischi furono quasi tutti pubblicati sulle etichette Kronal, sub-label della romana Minstrel di Fabio 'Fabor' Borgazzi's Rome-based Minstrel, e Music Scene, una coedizione tra la Minstrel e le Edizioni Musicali Jump di Milano).

Questa raccolta si concentra sulla library composta da Minuti tra gli anni '70 e i primi anni '80. Le prime opere realizzate all'interno di questo arco temporale sono dei brani pop-jazz dal sapore spensierato e tendenti o all'easy listening – con armonizzazioni vocali, vocalizzi jazz, ed elementi ritmici tratti dalla bossa nova, la samba e lo swing – o verso uno stile più psichedelico, con l'utilizzo di cromatismi e, talvolta, un tocco di rock sperimentale.

Nelle opere successive Minuti rielabora anche generi come il reggae e introduce via via sempre più strumenti elettronici (synth, drum machine, loop station, ecc.). Tuttavia, il suo approccio giocoso e leggero alla composizione resta immutato, o viene persino amplificato, nella produzione più tarda (che, come quella precedente, presenta strutture musicali semplici, arrangiamenti puliti, e melodie delicate e lineari).

Dal punto di vista tecnico, vale la pena notare che, non diversamente da i più noti Piero Umiliani e Giuliano Sorgini, Minuti utilizzava spesso l'overdubbing e suonava la maggior parte degli strumenti presenti nei suoi brani (flauto, sassofono, organo, piano, percussioni), e talvolta cantava alcune parti.Forse ciò che più colpisce della library music di Minuti è la facilità e la naturalezza con cui evoca immagini e scenari nella mente dell'ascoltatore.

Questa "qualità visiva" ha molto a che fare con l'attività di Minuti in campo figurativo-astratto. Ereditata la passione per l'arte dal nonno e dal padre (pittore professionista l'uno, dilettante l'altro), Minuti imparò da autodidatta a disegnare, dipingere e incidere, per poi esporre le proprie opere in Italia e all'estero.Soprattutto, realizzò egli stesso le copertine di molti dei suoi album. Di stile quasi surrealista, queste copertine sono una sorta di paesaggi onirici caratterizzati da oggetti, forme e figure simboliche. Insomma, vanno di pari passo con la sua musica evocativa e onirica, che ci offre una rappresentazione immediata e sintetica di un'emozione, una situazione o un paesaggio, e accende la nostra immaginazione con visioni così semplici e chiare da restare subito impresse nella memoria.

Musica e arte erano indissolubilmente legate nella vita di Minuti. Qualsiasi cosa vedesse, sentisse o toccasse, lui doveva trasformarla o in suono, o in immagine. Proprio a ciò fa riferimento il titolo di questa raccolta, che è anche un modo per rendere omaggio alla personalità poliedrica di un grande compositore mai davvero celebrato.

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Daniela Bocconi

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