Ci ha lasciati il compositore francese Alan Goraguer

Addio Alan Goraguer
Apprendiamo soltanto adesso della scomparsa del compositore francese Alan Goraguer, morto all’età di 92 anni lo scorso 13 febbraio. Classe 1931, nato il 20 Agosto a Rosny-sous-Bois, Seine-Saint-Denis, in Francia, pianista jazz, arrangiatore di canzoni e compositore, stretto collaboratore per un fruttuoso periodo del collega e rinomato chansonnier, attore e regista Serge Gainsbourg – di cui vi invito ad acquistare e ascoltare con attenzione la raccolta in cinque CD “Le Cinema de Serge Gainsbourg” (Decca/Universal France/Sacem, 2015), nella quale si trovano alcune colonne sonore scritte dai Due autori in questione e altre dirette e arrangiate da Goraguer – questo importantissimo artista ha composto un centinaio di partiture cinematografiche e televisive dagli esordi negli anni ’50 sino ai primi anni del Duemila.

La sua autoriale impronta jazzistica di immediata e sopraffina eleganza tematica ed interpretativa ha costellato una gran fetta delle sue composizioni per il Cinema, spaziando tra i generi più diversi. Sono un gran sentire le OST per La trappola si chiude (Le piège, 1958, Charles Brabant), Il colore della pelle (J’irai cracher sur vos tombes, 1959, Michel Gast), Les héritiers (Jean Laviron, 1960), La dolce età (Le bel âge, 1960, Pierre Kast), I giganti dell’oro nero (Le Sahara brûle, 1961, Michel Gast), A 027 da Las Vegas in mutande (Blague dans le coin, 1963, Maurice Labro) con Fernandel, Una ragazza nuda (Strip-tease, 1963, Jacques Poitrenaud), L’uomo di Casablanca (L’homme de Marrakech, 1966, Jacques Deray) con George Hamilton e Claudine Auger, Aggrappato ad un albero, in bilico su un precipizio a strapiombo sul mare (Sur un arbre perché, 1971, Serge Korber) con Louis de Funés, il film d’animazione rock Il pianeta selvaggio (La planète sauvage, R. Laloux, 1973), La paura dietro la porta (Au-delà de la peur, 1975, Yanninck Andréi), nelle quali prevaleva un’impeccabile performance di virtuosi ensemble che abbracciavano atmosfere modern jazz, soft jazz, noir jazz, rock targato ’50 – ’60, samba, swing e blues. In alcuni casi, questi climi compositivi portano alla memoria quelli di un grandissimo nostro compositore, quel Piero Umiliani de I soliti ignoti e la celeberrima “Mah-Na, Mah-Na”. Per acquisire le doti compositive di questo veterano della Musica non solo per la Settima Arte, vi suggerisco un triplo album che recensii tempo addietro tra le nostre pagine web: il cofanetto edizione deluxe dell’etichetta francese Frémeaux & Associés, “Le monde instrumental d’Alain Goraguer – Jazz et musiques de films 1956 – 1962”. Ha firmato con lo pseudonimo di Paul Vernon da metà ’70 a metà ’80 alcuni film erotici o softcore. Certune sue composizioni sono state usate da Xavier Dolan nel celebrato film del 2010 Gli amori immaginari (Les amours imaginaires).
