Addio Monty Norman

Bond sign, good sign! Monty Norman e il James Bond Theme
Quando un compositore muore ma la sua musica (o parte di essa) è praticamente già immortale, ecco che forse quel compositore partecipa un po’ di quella immortalità, sedendo nell’empireo della storia della musica applicata insieme alla sua creatura che, nella dimensione mistica, è dopotutto un’espressione di qualcosa di immateriale decodificato e reso materia per la fruizione e la conoscenza estesa.
Monty Norman ci lascia a 94 anni e di lui tutti ricorderanno il celebre tema che ha accompagnato le colonne sonore dei 25 film ufficiali della saga di James Bond, a partire dal primissimo Dr. No (Agente 007 – Licenza di uccidere) fino all’ultimissimo No Time to Die. Un tema che nacque quando lui di anni ne aveva 34 e quando il Bond cinematografico era ancora un prodotto sconosciuto e al suo debutto nella Settima Arte, forte soltanto del successo che il personaggio di James Bond 007 ebbe nelle avventure letterarie dei romanzi di Ian Fleming, già in pubblicazione e diffusione mondiale dalla prima metà degli anni Cinquanta. Fleming farà in tempo ad ascoltare il “James Bond Theme” (da ora in avanti JBT) nei primi due film prodotti dalla EON di Broccoli e Saltzman.
Il dibattito sull’autorialità e la deriva del JBT hanno occupato la critica e le colonne dei giornali, con esiti anche funesti per la carta stampata, quando Norman ottenne un lauto risarcimento dal Sunday Times, reo di aver affermato che il musicista londinese si attribuisse indebitamente la paternità del JBT e che Norman non lo avesse realmente composto. L’articolo risaliva al 1997 e il risarcimento pecuniario per il compositore arrivò quattro anni più tardi, pesando 30.000 sterline che, con le spese legali affrontate, salirono a ben 500.000 sterline in carico al giornale britannico (che cercò di negare la diffamazione).
Le prime quattro battute del JBT sono caratterizzate dal vamp costruito sulla serie BCHC. Da battuta 5 a battuta 10 c’è il tipico riff chitarristico palleggiato su tre note; le battute 11 e 12 contengono la discesa semitonale della chitarra, dalla 13 alla 20 si ripete il guitar riff, mentre da 21 a 24 torna la serie vamp, da 25 a 28 la bebop section n. 1, con ripetizione da 29 a 32, e nuovamente ri-esposizione dell’intero bebop da 33 a 40. Bebop section n. 2 da 41 a 42, con ripetizione a 43 e 44, mentre a 45 e 46 c’è il climax della bebop section n. 2; a 47 e 48 troviamo nuovamente la serie vamp, da 49 a 56 il guitar riff, con la coda da 57 a 60 riferita alla bebop section n. 1.

A distanza di 60 anni dalla stesura e incisione discografica del celebre tema, si può affermare che Monty Norman ha composto il JBT per cui ha ricevuto le royalties fin dal 1962 e in tutti i titoli di coda dei film di 007 (indipendentemente dal compositore della colonna sonora) viene giustamente specificato che questo brano è stato composto da lui.
Per Dr. No (Agente 007 – Licenza di uccidere) del 1962, Norman ha composto anche la colonna sonora del film (con orchestrazione di Burt Rhodes e direzione di Eric Rodgers), ma il suo tema è stato non solo eseguito dalla John Barry Orchestra ma anche jazz-arrangiato da Barry, che in seguito avrebbe composto le colonne sonore di ben undici film della saga di 007. Per il guitar riff Norman riprese le note della sua “Bad Sign, Good Sign”, una canzone orientaleggiante che aveva composto l'anno precedente per un adattamento musicale del romanzo di A House for Mr. Biswas (rimasto tuttavia non realizzato) e dalla quale riprese l'ostinato trance dalla linea vocale. Ma inconfutabili sono le influenze del mood jazz-inspired di Beat Girl di John Barry di qualche anno precedente. Il vamp seriale rientra tra le sequenze standard del jazz e quindi, benché caratteristico del JBT, non è strettamente riconducibile originalmente ad esso. Nell’autorialità del JBT quindi ciò che sembrerebbe non attribuibile a Norman è per l’appunto il vamp e il la bebop section n. 1, mentre Barry vestì l’arrangiamento confezionando (su incarico dei produttori) il sound generale e firmando l’accordo conclusivo (un Mi minore con la 7ma maggiore e la nona).
Il JBT venne registrato il 21 giugno 1962 presso i CTS Studios di Londra (e, in una seconda versione di due minuti, il 23 luglio), utilizzando cinque sassofoni, nove ottoni, una chitarra solista e una sezione ritmica. Il celebre riff della chitarra ascoltato nella registrazione originale del tema è stato suonato da Vic Flick su una chitarra acustica Clifford Essex Paragon deLuxe. Barry, che è stato pagato 250 sterline flat fee per il suo lavoro di arrangiamento, è rimasto sorpreso dal fatto che il tema sia apparso così spesso in Dr. No. Noel Rogers, executive della United Artists Music, disse a Barry che, sebbene i produttori non gli avrebbero dato più soldi o un credito di scrittura per il theme, si sarebbero messi in contatto con lui per la colonna sonora se mai fosse stato realizzato un altro film di Bond. E il resto è storia nota…
