Addio Ermavilo al secolo Ernesto Brancucci

ERMAVILO: un ricordo di una leggenda musicale - Ernesto Brancucci
Come è difficile scrivere qualcosa a proposito di un amico che non c’è più, di qualcuno che hai sempre ammirato e di cui hai seguito il lavoro con passione ed interesse. Quest’anno ci ha portato via tante persone la cui esistenza era, per chi si occupa di arte e spettacolo, un punto fermo, una rassicurante certezza. Una di queste è stata, senza dubbio, Ernesto Brancucci, nato nel 1947 e scomparso pochi mesi fa, cantante, paroliere, corista, direttore musicale. Una persona che, in maniera discreta, signorile, professionale, ha caratterizzato tanta storia musicale del nostro paese negli ultimi cinquanta anni. All’inizio, negli anni ’60, nel complesso vocale dei “4 + 4 di Nora Orlandi” Ernesto inizia a farsi conoscere e partecipa a varie incisioni di dischi ed a manifestazioni come il Festival di Sanremo e il Cantagiro.
Ma la vera svolta avviene con l’incontro col maestro Piero Carapellucci, tenore del coro della Cappella Sistina. Piero, grande artista, sta già collaborando col maestro Alberto Brandi e il dialoghista Roberto de Leonardis alla versione italiana delle canzoni dei film di Walt Disney e, nel 1965, recluta Ernesto nel suo complesso vocale per i cori di Mary Poppins. È l’inizio della leggenda di Brancucci che, anche insieme alle sorelle Maria Cristina e Margherita, entra stabilmente a far parte del complesso vocale di Carapellucci e partecipa, due anni dopo, ai prestigiosi ridoppiaggi di due classici come Cenerentola e Bambi. Personalmente, però, ritengo particolarmente entusiasmanti i due doppiaggi (sempre realizzati da Roberto de Leonardis con Carapellucci direttore musicale) a cui Ernesto partecipa nella stagione cinematografica 1968/69 e di cui è protagonista vocale assoluto: Il più felice dei miliardari (l’ultimo film prodotto personalmente da Walt Disney) e Citty Citty Bang Bang, spettacolare produzione United Artists da un racconto per bambini di Ian Fleming (sì, quello di 007), interpretata da Dick Van Dyke e Sally Ann Howes. Nel Più felice dei miliardari al Nostro viene affidato il doppiaggio delle canzoni di una “stella” del musical inglese del calibro di Tommy Steele ed Ernesto non si lascia sfuggire l’occasione: brillante, scatenato, coinvolgente, il suo lavoro si abbina perfettamente a quello di Cesare Barbetti, doppiatore delle parti recitate e va assolutamente riscoperto. Dato che la versione italiana del film è quella ridotta a 115 minuti sui 145 della versione originale (e i 160 della versione restaurata) sarà molto difficile che il film venga inserito in italiano su Disney Plus, quindi meglio ricorrere al dvd distribuito dalla Golem Video. In Citty Citty Ernesto duetta in perfetta sintonia con la grandissima Tina Centi ed ancora una volta è trascinante ed irresistibile in brani come quello del titolo o “Il mio bambù” e “Toot Sweets”. Entrambi i musical godono della straordinaria partitura composta da Richard e Robert Sherman e il secondo si può recuperare anche in un favoloso blu-ray disc edito da MGM. Esiste anche, reperibile di seconda mano, l’album della colonna sonora italiana, con l’indicazione di tutti gli esecutori, su etichetta United Artists.

Dopo questi exploit Ernesto non si ferma. Con il coro di Carapellucci lascia il segno nei doppiaggi di classici come Biancaneve e i sette nani, ridoppiato nel 1972 (ebbene sì è lui a cantare, per almeno tre nani, la leggendaria “Ehi Ho!”), nel coro degli avvoltoi del Libro della Giungla, nel capolavoro Pomi d’ottone e manici di scopa, in Robin Hood. Una sua collaborazione poco citata ma deliziosa è quella del coro dei mercanti imbroglioni nel delizioso cortometraggio L’asinello realizzato da Don Bluth per Disney nel 1978. Con la scomparsa di Roberto de Leonardis, nel 1984, la realizzazione dei testi italiani delle canzoni Disney passa ad Ernesto, sempre con la direzione di Carapellucci. Il primo lavoro è Basil l’investigatopo, del 1987. Nel 1989 arriva Oliver & Company, versione interpretata da animali di “Oliver Twist”. Il cane Dodger, a cui da la voce nell’originale Billy Joel, nella versione italiana è doppiato da Claudio Sorrentino ma, per il canto, è Ernesto stesso ad interpretare il suo testo italiano della trascinante “Why should I worry?” Il film è quasi un affare “di famiglia”: al canto ci sono anche la figlia Lorena, come voce della piccola Jenny e la talentosa sorella Maria Cristina nel ruolo della cagnetta “diva” Georgette. Tra l’altro questo è l’unico film in cui, nei titoli di coda, Ernesto appare senza pseudonimo. L’anno successivo inizia il cosiddetto rinascimento Disney ed Ernesto è ancora paroliere per La Sirenetta, con le belle canzoni di Howard Ashman e Alan Menken interpretate da artisti come Simona Patitucci, Ronny Grant, Sonia Scotti. Due anni dopo, il trionfo: La Bella e la Bestia. Anche se, per ovvi motivi, il testo del tema principale, premiato con l’Oscar, viene scritto da Gino Paoli, scelto per cantarlo in duetto insieme alla figlia Amanda Sandrelli, tutti gli altri testi italiani sono scritti da Ernesto che ha, ormai, adottato lo pseudonimo di Ermavilo (acronimo composto dai nomi suo, della moglie Marinella e della figlie Virginia e Lorena) e, nel corso degli anni, pur continuando a incidere brani nelle colonne sonore Disney, verrà sempre accreditato con vari pseudonimi, anche se un orecchio attento riuscirà sempre a riconoscere la voce in film come Aladdin, Il Re Leone (è lui, con lo pseudonimo di Augusto Giardino, la voce parlata e cantata di Pumbaa), Koda Fratello Orso, Mucche alla Riscossa…

Dopo la scomparsa del maestro Carapellucci, ad Ernesto passa anche la direzione dei cori per il doppiaggio cantato. La sua prima direzione è stata per Nightmare Before Christmas in cui ha collaborato con Renato Zero (anche se le canzoni cantate da quest’ultimo sono state scritte, per i testi italiani, da Carla Vistarini) e ha anche partecipato, come al solito, al doppiaggio musicale. Altri due titoli prestigiosi che mi piace ricordare sono Anastasia, il lungometraggio musicale del 1997 realizzato per la Fox da Don Bluth, in cui Ernesto ha realizzato i testi delle canzoni e ha diretto al doppiaggio di queste due artisti del calibro di Fiorello e Tosca e Le follie dell’imperatore, scatenato divertissement Disney del 2001, in cui Ernesto doppia, all’inizio, l’”uomo sigla” del protagonista che, in originale, ha addirittura la voce di Tom Jones. Nel ventennio successivo la carriera di Ernesto e delle figlie continua. Diventa il direttore musicale esclusivo dei doppiaggi Disney e Lorena inizia la sua carriera di paroliera (tra i suoi lavori i miei preferiti sono Come d’Incanto, Rapunzel, Il ritorno di Mary Poppins). Nel 2018 Ernesto inaugura, insieme alle figlie, la sua scuola di doppiaggio cantato “Ermavilo” per insegnare in modo serio cosa sia il doppiaggio delle canzoni ai giovani che vogliano intraprendere la carriera. Da qualche anno ha svelato, in varie occasioni, di essere lui il cantante dietro tante sigle Disney degli anni ’80 (tra cui la leggendaria Duck Tales), incrementando ancora di più l’affetto e la stima di fan, colleghi ed appassionati. La sua prematura scomparsa, questa primavera, ci ha lasciato più soli. Ed è commovente notare che, tra gli ultimi suoi lavori, ci sia il superbo doppiaggio musicale, diretto insieme alla figlia Virginia, con la partecipazione sua e di tanti meravigliosi artisti della sua scuola, della versione italiana del film “Explota Explota” (Ballo ballo) elettrizzante coproduzione tra Spagna ed Italia, basata sulle canzoni di Raffaella Carrà, scomparsa anche lei da pochissimo. Sicuramente Ernesto avrà accolto Raffa nel mondo migliore in cui sono ora. Ciao, Maestro, grazie.
