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22 Nov2020

Addio Ivan Vandor

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Eventi & Ultime Notizie

Addio Ivan Vandor

E’ scomparso a 88 anni il compositore ungherese, naturalizzato italiano nel 1938, Ivan Vandor (Pécs, 13 ottobre 1932 – 15 novembre 2020), anche etnomusicologo (laureato alla UCLA di Los Angeles), docente (al Conservatorio di Santa Cecilia) e fondatore della Scuola Interculturale di Musica.

Violinista e pianista, membro della “Musica Elettronica” e di “Nuova Consonanza”, allievo di Goffredo Petrassi all’Accademia di Santa Cecilia e di Max Deutsch a Parigi, jazzista sopraffino al sax soprano nella Roman New Orleans Jazz Band, ha composto poche opere per il Cinema, ma tutte di enorme interesse grazie ad una “…musica non descrittiva e non corriva…” ed “…alla sua natura di musicista che predilige l’economia dei mezzi e i discorsi anti-romantici” come lo descriveva Ermanno Comuzio nel suo “Musicisti per lo Schermo – Dizionario ragionato dei compositori cinematografici” (Ente dello Spettacolo, 2004). Inoltre il compianto critico dei critici cine-musicali asserì che fu un vero peccato che i contributi di Vandor, nato Ivan Weisz (il cognome fu modificato dal padre nel 1935), furono esigui “in quanto si è sempre trattato di risultati intelligenti e di livello superiore”.
Tra svariate composizioni da camera e per orchestra, coro e orchestra, orchestra e solisti dal 1961 al 2017, e studi approfonditi sul Buddismo musicale, Vandor prestò la sua voce prettamente ‘anti-melodica e astratta’ (Comuzio docet!) ad alcuni film, molte opere prime di importanti registi quali Elio Petri (I giorni contati, 1962 – Nudi per vivere, film a episodi del 1963, diretto anche da Giuliano Montaldo), Nelo Risi (Andremo in città, 1966 – Diario di una schizofrenica, 1968) e Alberto Caldana (Ceneri della memoria, episodio Attenzione: guerra, 1961). Ha composto le musiche per il western atipico di Giulio Questi del 1967, Oro Hondo – Se sei vivo, spara, per i thriller Omicidio per appuntamento di Mino Guerrini (1967), Bersaglio mobile di Sergio Corbucci (1967), il dramma Seduto alla sua destra di Valerio Zurlini (1968), il noir Una spirale di nebbia di Eriprando Visconti (1977) e il drammone I cani di Gerusalemme di Fabio Carpi (1984). Fu consulente musicale del film di Michelangelo Antonioni Professione: reporter del 1975 con Jack Nicholson, ritenuto dalla rivista Empire tra i 500 migliori film della Storia del Cinema.   

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