• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • News
  • Eventi & Ultime Notizie
  • Addio Antonello Vannucchi
15 Feb2019

Addio Antonello Vannucchi

Scritto da Gianmarco Diana. Pubblicato in Eventi & Ultime Notizie

Addio Antonello Vannucchi

Ci ha lasciato, all’età di 83 anni, Antonello Vannucchi (1936-2019), musicista (vibrafono, pianoforte, organo Hammond, Spinetta, etc), arrangiatore e band leader, studio session player tra i più attivi nel panorama della musica per il cinema e le sonorizzazioni per la radio e la televisione, nel jazz e nella musica leggera.
Nato a Lucca, il 10 ottobre 1936, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pisa e diplomato in pianoforte al Conservatorio di Lucca, ha iniziato l’attività artistica come vibrafonista nel celebre complesso “I cinque di Lucca”, insieme ai fratelli Vito e Giovanni Tommaso, divenuto in seguito il “Quartetto di Lucca”; con questo gruppo ha iniziato la sua attività discografica, non solo nel campo del jazz, ma anche in quello della musica leggera.

“La passione per il vibrafono è nata per due motivi: uno perché il direttore del Conservatorio di Lucca mi aveva espulso, dato che mi ero esibito col pianoforte nei locali suonando musica leggera (leggi assurde di quell’epoca!). Ho trovato così lo stratagemma di cambiare lo strumento… saltando così l’ostacolo; il secondo motivo era che a Lucca, in quel periodo, Vito Tommaso stava emergendo nel pianoforte per cui la scelta del vibrafono è diventata obbligata per suonare assieme.” (A. Vannucchi)

Tornato al pianoforte, è stato per 35 anni pianista titolare dell’Orchestra della RAI-TV di Roma. Ha suonato inoltre in diverse formazioni jazzistiche, accompagnando famosi solisti come Chet Baker, Lee Konitz, Kay Winding, Sonny Rollins, Freddy Hubbard, Toots Thielemans, Lionel Hampton ed altri, come pianista di fiducia dei grandi jazzisti americani in tournée in Italia. E’ stato accompagnatore di Josephine Baker e di cantanti come Mina, Barbra Streisand, Ornella Vanoni, Massimo Ranieri, Nicola Arigliano, Johnny Dorelli e altri.  

Ma Vannucchi è stato soprattutto un compositore ed ha svolto un’intensa attività di arrangiatore, dedicandosi alla musica di commento ed incidendo molti brani col gruppo “I MARC 4”, composto da lui stesso (pianoforte, organo, vibrafono), Carlo Pes (chitarra), Maurizio Majorana (basso elettrico) e Roberto Podio (batteria): tra i primi anni Sessanta e la fine degli anni Ottanta, questo quartetto è stato l’ossatura portante delle più belle colonne sonore del cinema italiano, al servizio dei compositori e direttori d’orchestra dei principali studi di registrazione romani.

“I Marc 4 sono nati negli anni settanta quando sono arrivato a Roma e ho iniziato a lavorare alla RAI come musicista nell’orchestra della televisione. Questo gruppo era formato da me, che suonavo l’organo Hammond, dal chitarrista Carlo Pes, dal bassista Maurizio Majorana e dal batterista Roberto Podio. Questo complesso veniva chiamato a suonare in moltissime colonne sonore di film composte da maestri come Piero Piccioni, Armando Trovajoli, Piero Umiliani ed altre famosi dell’epoca. Visto il successo ottenuto da queste esibizioni decidemmo di cominciare a costruire un nostro marchio e registrammo venticinque 33 giri con le nostre musiche che i programmatori televisivi utilizzavano spesso come sottofondo ai filmati. La musica dei Marc4 è stata utilizzata anche in molte fiction televisive come ad esempio Sex and the city.” (A. Vannucchi)

Come pianista e organista ha inciso colonne sonore per Armando Trovajoli, Ennio Morricone, Piero Piccioni, Piero Umiliani, Ritz Ortolani, Gianni Ferrio, Bruno Canfora e tanti altri; ma quello che non si sa è che, se pur non accreditato, spesso è stato proprio Vannucchi a scrivere musica e arrangiamenti per certi film: qualche anno fa, in occasione di una serata romana di tributo a Piero Umiliani - collaboratore assiduo ed amico sincero di Vannucchi - Antonello stesso ci ha raccontato candidamente come, per accontentare il produttore del film L’uomo dagli occhi di ghiaccio, avesse dovuto trovare il modo di riscrivere (e pure senza farsene accorgere) la musica che Hugo Montenegro aveva composto per il film Lady in cement! Sentire il risultato finale per credere: la musica del film italiano (accreditata al solo Peppino De Luca per ragioni editoriali e di contratti RAI) vive di vita propria, pur pagando il tributo obbligato all’originale americano.

Ma le cose funzionavano così in quella Roma del cinema di Cinecittà, della RCA su via Tiburtina, degli studi Trafalgar e Orthophonic, del Sound Work Shop e del Tele CineSound, tra incisioni di musica leggera e dischi di library music, colonne sonore e cool jazz.
La sua attività di compositore di musiche per la TV e per il cinema, d’altronde, era iniziata sin dai primi Spaghetti Western, ed apprezzata al punto che uno dei suoi brani è stato scelto per la colonna sonora del film Lost in Translation, Premio Oscar nel 2003.

Antonello Vannucchi ha inciso più di quaranta dischi, tra cui alcuni con un trio jazz formato insieme ad altri due noti musicisti, Giorgio Rosciglione e Gegè Munari: con questo gruppo ha accompagnato grandi jazzisti italiani, quali Cicci Santucci, Oscar Valdambrini, Dino Piana, Gianni Basso, Marcello Rosa e tanti altri. E’ stato direttore artistico del festival internazionale “Lucca Jazz Donna”, ed accompagnatore fisso di Violetta Chiarini, curando gli arrangiamenti musicali di tutti i suoi spettacoli, dando un prezioso contributo all’attrice-cantante-autrice nella sua opera di ricerca, recupero, salvaguardia, diffusione e continuazione di forme espressive musical-teatrali che fanno parte del patrimonio e dell’identità artistico-culturale dell’Italia e dell’Europa. In alcuni degli spettacoli musicali della Chiarini, presentati con successo in Italia e all’estero, Antonello Vannucchi ha mostrato il suo eclettismo artistico come attore-spalla di Violetta nelle parti recitate di carattere brillante, facendosi apprezzare dal pubblico e dalla critica per la sua sorprendente vis comica. Da anni era artisticamente e sentimentalmente legato alla cantante Beverly Lewis. Si è spento a Roma, città che lo aveva adottato e nella quale ha lavorato per tutta la vita.
Ciao Antonello, la Tua musica vivrà per sempre.

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca