02 Feb2014
Addio Ubaldo Continiello
Addio Ubaldo ContinielloIl 2013 è stato un anno davvero nero per il mondo del cinema visti i tanti dolorosi e spiacevoli addii a cui siamo stati costretti ad assistere impotenti (Giuliano Gemma, Carlo Lizzani, Luigi Magni, i primi nomi di una lunga lista che mi saltano subito in mente) e che purtroppo non hanno risparmiato il nostro caro e amato mondo delle colonne sonore (Trovajoli, Ferrio, Marchetti).
Speravo che l'anno nuovo ci avrebbe concesso un po' di tregua e invece…
Quasi in concomitanza con la scomparsa del mitico e più noto Riz Ortolani ci ha lasciato, quasi in punta di piedi, pure il Maestro Ubaldo Continiello, uno dei tanti preparati e competenti professionisti, considerato però, spesso, da critica e pubblico di seconda o addirittura terza fascia (passatemi questa espressione) rispetto ai mostri sacri del settore. In linea con uno dei motivi che mi hanno spinto qualche anno fa a scrivere il mio libro: “Così nuda così violenta: Enciclopedia della musica nei mondi neri del cinema italiano”, ossia, il far conoscere ai più l'artista sconosciuto piuttosto che il famoso, decisi di provare a cercare il Maestro perché volevo a tutti costi sapere qualcosa in più sul suo conto, vista la scarsezza di notizie presenti sia sul cartaceo che sul web e l'esigua reperibilità del materiale sonoro appartenente alla sua discografia e quindi disponibile per l'ascolto. Una delle poche cose di cui ero a conoscenza all'epoca era la sua presenza alla SIAE, in qualità di membro attivo della direzione e così riuscì a trovare un indirizzo mail e quindi a scrivergli. Come spesso è successo anche con altri suoi colleghi, trovo il giorno stesso una risposta da cui traspariva già chiaramente l'entusiasmo e la voglia di incontrarmi per una interessante e piacevole chiacchierata. Qualche giorno dopo, mi accoglie nel salotto di casa sua durante un piovoso pomeriggio capitolino e da subito si dimostra affabile e simpatico nell'offrirmi uno squisito caffè, come vuole la tradizione campana (essendo originario dell'Irpinia, precisamente di Monteverde in provincia di Avellino). Dalle esaurienti risposte alle mie domande ho capito di trovarmi di fronte non solo ad un compositore dotato di una indiscussa professionalità ma ad un uomo umile e "alla mano", molto affezionato ai suoi lavori (di cui molti purtroppo ancora inediti) e riconoscente nei confronti di chi, come Ray Lovelock, Franco Franchi e Ruggero Deodato, etichetta immediatamente come amici fraterni e compagni di proficue avventure cinematografiche, entrate presto nell'immaginario collettivo degli appassionati di cinema di genere e non. Continiello infatti presta il suo talento di musicista, arrangiatore e compositore a numerose pellicole comiche del duo Franchi-Ingrassia (Ku-fu? Dalla Sicilia con furore, Ultimo tango a Zagarol e Farfallon, solo per citarne alcune tra le più note), diversi polizieschi con protagonista proprio Lovelock, per cui scrive anche delle canzoni interpretate dall'attore (Uomini si nasce poliziotti si muore, Pronto ad uccidere e L'avvocato della mala), parecchie commedie sexy (Sorbole che romagnola, Voglia di donna, un paio di liceali e Pierini, Paulo Roberto cotechino centravanti di sfondamento e L'affittacamere) e qualche horror di culto (Ultimo mondo cannibale di Deodato, Macabro di Bava Junior e La venere d'Ille di Bava Senior), quest'ultimi a lui particolarmente cari. Con Continiello se ne va un altro prezioso gregario di una irripetibile stagione cine-musicale, un uomo ricco di passione e voglia di fare, disponibile e felice di condividere aneddoti e retroscena spesso buffi ed eccentrici sulla realizzazione delle sue colonne sonore e forse anche un po' rammaricato nel dover rispondere "la vorrei ascoltare anche io" ai numerosi fan che lo contattavano da tutto il mondo per avere informazioni sul come e dove trovare le sue opere. Come spesso mi è accaduto in passato mi ritengo lusingato e fortunato di aver potuto conoscere di persona l'uomo che si cela dietro all'artista e di condividere con altri questi incontri speciali.
Ciao Ubaldo e grazie ancora per aver incrociato la mia strada.
