"Electric Hills", il documentario sul synth che ha cambiato la musica

"Electric Hills", il documentario sul synth che ha cambiato la musica
Il Museo del Synth Marchigiano e The Blink Fish lanciano il crowdfunding per completare il documentario sulla tradizione artigiana marchigiana che ha segnato il suono dell'elettronica mondiale
Electric Hills, film diretto da Marco Bragaglia e prodotto da The Blink Fish, racconta come le Marche, lontane dai centri della cultura, abbiano contribuito a cambiare il suono della musica contemporanea. Tra colline, campagne e botteghe, il mestiere artigiano ha incontrato l'elettronica e ha dato vita a laboratori, aziende e strumenti che hanno suonato sui palchi e negli studi di tutto il mondo, dai Pink Floyd a Jean-Michel Jarre fino agli autori della colonna sonora di Stranger Things. Il documentario è interamente girato: manca la post-produzione.
Dalle fisarmoniche ai sintetizzatori
Dalle fisarmoniche di Castelfidardo agli organi elettrici degli anni Sessanta, dai primi sintetizzatori italiani alle drum machine che anticiparono il Giappone: il film ricostruisce per la prima volta la storia di questo distretto con interviste inedite, materiali d'archivio e strumenti dimenticati.
Un cast internazionale
Tra i protagonisti compaiono Jean-Michel Jarre, francese, e Kyle Dixon e Michael Stein, statunitensi, autori della colonna sonora di Stranger Things. Con loro Boosta dei Subsonica, Claudio Simonetti dei Goblin, Tommaso Colliva, Massimo Martellotta ed Enrico Gabrielli dei Calibro 35, il britannico Sam Battle, noto come Look Mum No Computer, gli statunitensi Martin Schmidt e Andrew Daniel dei Matmos e il francese Fabrice Quagliotti dei Rockets, insieme a inventori, progettisti e tecnici italiani e internazionali.
Dixon, Stein e Boosta sono stati ospiti del Museo del Synth Marchigiano, dove hanno suonato e registrato con gli strumenti della collezione. Come loro, nel tempo, sono saliti sulle colline marchigiane molti musicisti della scena elettronica e sperimentale, non per visite di cortesia ma per sessioni di studio e di lavoro.
Dal Museo del Synth Marchigiano al film
Electric Hills nasce da un luogo reale. Il Museo è stato fondato da un gruppo di amici, musicisti e collezionisti che hanno ritrovato, riparato e rimesso in funzione strumenti elettronici rarissimi costruiti nelle Marche: sintetizzatori, organi e drum machine che hanno attraversato decenni di musica pop, rock ed elettronica.
I fondatori lo descrivono come il tentativo di colmare «una grande assenza rispetto a una grande presenza»: da un lato la scarsa memoria di un capitolo centrale dell'industria culturale marchigiana, dall'altro la continua comparsa di strumenti marchigiani in dischi, video e fotografie delle star della musica mondiale. Dagli incontri con musicisti, compositori e ricercatori di tutto il mondo è nata l'esigenza di raccontare questa storia, e il film ne è il naturale sviluppo.
Uno sguardo contemporaneo sulla provincia
Il film rovescia la narrazione tra centro e periferia: qui la provincia è visione, non ritardo. Tra campi di grano e officine familiari si delinea una Silicon Valley musicale ante litteram, una storia che riguarda chiunque abbia ascoltato musica elettronica negli ultimi sessant'anni. Paesaggi rurali, immaginario futuristico, materiali d'archivio e interviste sono uniti da un montaggio ispirato al videoclip. Electric Hills non guarda al passato con nostalgia: racconta un'eredità ancora attiva nella musica, nel design e nella tecnologia.
La campagna per la post-produzione
Sviluppo, pre-produzione e riprese sono già conclusi. Restano montaggio, diritti su immagini e materiali d'archivio, colonna sonora originale, sound design e mix, color grading, master e versioni per i festival. Per completare il lavoro il Museo del Synth Marchigiano ha avviato una campagna di crowdfunding in modalità «raccogli comunque»: ogni contributo va direttamente al film, che verrà finito in ogni caso.
Le ricompense attingono al patrimonio del Museo, e comprendono stampe fotografiche originali, progetti cartacei e pellicole litografiche d'epoca provenienti dagli archivi Bontempi e Farfisa, un raro circuito integrato IRIS/Bontempi, una locandina autografata e la licenza di un plug-in software del catalogo Apesoft. Per i sostenitori più vicini al progetto c'è poi la Studio Experience: due giorni di registrazione al Museo con gli strumenti rari della collezione.
Il team
La scrittura è di Paolo Bragaglia, compositore, performer e fondatore del Museo del Synth Marchigiano. La regia è di Marco Bragaglia, regista e artista visivo con oltre trent'anni di esperienza tra cinema e arti visive. Il film è prodotto da The Blink Fish, casa di produzione indipendente attenta all'impatto visivo e narrativo.
Tutte le informazioni e le ricompense sono disponibili sulla pagina della campagna.
