Ci ha lasciati il compositore di "Mission: Impossible" Lalo Schifrin

Addio Lalo Schifrin
Mr. Lalo-Mission Impossible-Schifrin se n’è andato e un altro dei grandi mostri sacri della Film Music, anzi della Musica tout court resta con tutti noi per merito della sua intramontabile mole di note scritte (non soltanto) per il piccolo e grande schermo, di cui una gran fetta entrate indelebilmente nell’immaginario collettivo: i leitmotiv per le serie cult Missione Impossibile, Mannix ed i film Nick mano fredda, Bullitt, Ispettore Callaghan: il caso ‘Scorpio’ è tuo! e I 3 dell’Operazione Drago.
Il 26 giugno ci ha lasciati all’età di 93 anni il celeberrimo musicista e compositore argentino, cugino di Luis Bacalov, venuto a mancare a causa di una polmonite durante il ricovero in un ospedale di Los Angeles. L’amato Jazz ed i Ritmi Latini sono stati la fonte musicale dal quale si è abbeverato per tutta la sua vita artistica, anche quando ne era lontano per alcune partiture prettamente sinfoniche o elettroniche, seppur solo all’apparenza. Schifrin nel 2019 è stato tributato dall’Oscar alla carriera dopo aver ottenuto sei candidature dagli esordi nel 1957 sino alla sua ultima colonna sonora nel 2007, ovvero per il miglior score per Nick mano fredda (Cool Hand Luke, 1967) di Stuart Rosenberg con Paul Newman e George Kennedy, La volpe (The Fox, 1967) di Mark Rydell con Keir Dullea, La nave dei dannati (The Voyage of the Damned, 1976) di Stuart Rosenberg con Faye Dunaway, Orson Welles e Max von Sydow, Amityville Horror (Id. – 1979) di Stuart Rosenberg con Margot Kidder, James Brolin e Rod Steiger, La Stangata 2 (The Sting II, 1983) di Jeremy Kagan con Jackie Gleason e per la miglior canzone, “People Alone” con testi di Will Jennings, per Competition (Id. – 1980) di Joel Oliansky con Richard Dreyfuss e Amy Irving. Parlando di riconoscimenti, tra i molti, il compositore naturalizzato statunitense ha ricevuto 5 BMI Film & TV Awards, 4 nomination agli Emmy, 3 candidature ai Golden Globes, ben 19 nomination ai Grammy tra cui 4 vittorie e 4 candidature ai Latin Award compresa una vittoria per album di musica jazz, contemporanea e tango extra cinematici. Lalo Schifrin, pseudonimo di Boris Schifrin, ha avuto i natali a Buenos Aires il 21 giugno del 1932, ed il padre, russo emigrato in America, divenne il direttore d’orchestra del celebre Teatro Colon della capitale argentina, in cui suonava il violino lo zio, così inculcandogli sin da fanciullo un’enorme passione per la musica, giungendo a fargli compiere studi classici e a dedicarsi al jazz come pianista. Si trasferì giovanissimo a Parigi per ultimare i suoi studi, sotto l’egida di Olivier Messiaen di mattina e la sera suonando in complessi jazzistici. Di ritorno negli Stati Uniti, si affiancò a nomi illustri del tanto amato jazz, quali Dizzie Gillespie ed il suo quintetto, per il quale scrisse alcuni arrangiamenti, iniziando perfino a comporre brani sinfo-jazz e arrivando all’esser considerato <<uno dei migliori musicisti che sia riuscito ad amalgamare la musica sudamericana con il jazz>>, così come descritto dal critico cine-musicale Ermanno Comuzio. Dopo tanta gavetta nella serialità televisiva di vario genere tra fine anni ’50 e primi anni ’60, con qualche incursione nel lungometraggio – vedi Carovane verso il west (Wagon Train, 1957 – 1965), The Crisis (Kraft Suspense Theatre, 1963 – 1965), Dottor Kildare (Id. – 1961 – 1966), The Alfred Hitchcock Hour (Id. – 1962 – 1965), Organizzazione U.N.C.L.E. (The Man from U.N.C.L.E., 1964–1968), Planet of the Apes (Id. – 1974) o il film Crisantemi per un delitto (The Love Cage o Les félins, 1964) di René Clément, L’ultimo omicidio (Once a Thief, 1965) di Ralph Nelson con Alain Delon e Ann-Magret – si fa notare con lo score per Cincinnati Kid (The Cincinnati Kid, 1965) di Norman Jewison con Steve McQueen e Ann-Magret, e da lì in avanti la strada compositiva per Cinema e TV è spianata.

Scrive le colonne sonore per una sequela di pellicole rilevanti, spaziando con disinvoltura tematica e grande abilità d’approccio tra differenti generi, perché, come sottolinea sempre Comuzio nel suo dizionario “Musicisti per lo schermo”: <<Schifrin non soggiace alle formule e nelle sue partiture usa in maniera spregiudicata i diversi mezzi a sua disposizione, dal jazz all’atonalismo, dai moduli classici agli strumenti inconsueti, compresi quelli (come l’indiano Sitar) che ancorano le sue pagine a un orientalismo pieno di suggestioni strane, o alla musica elettronica>>. Ecco allora l’action/thriller/comedy Matt Helm…non perdona! (Murderer’s Row, 1966) di Henry Levin con Dean Martin e l’onnipresente Ann-Magret, i succitati e apprezzatissimi dramma carcerario Nick mano fredda (Cool Hand Luke, 1967) di Stuart Rosenberg con Paul Newman e dramma psicologico La volpe (The Fox, 1967) di Mark Rydell con Keir Dullea o ancora il poliziesco L’uomo dalla cravatta di cuoio (Coogan’s Bluff, 1968) di Don Siegel con Clint Eastwood, il documentario televisivo La caduta del terzo reich (The Rise and Fall of the Third Reich, 1968) di Jack Kaufman con Richard Basehart, l’action/crime Bullitt (Id. – 1968) di Peter Yates con Steve McQueen e Jacqueline Bisset (in cui Schifrin fu a decidere che gli inseguimenti d’auto fossero senza musica originale dato che i rumori stessi delle automobili erano “musica concreta”), il film di guerra Duello nel Pacifico (Hell in the Pacific, 1968) di John Boorman con Lee Marvin e Toshirô Mifune, il dramma storico Che! (Id. – 1969) di Richard Fleischer con Omar Sharif e Jack Palance ed il film cult esordio della saga poliziesca del Dirty Harry Clint Eastwood Ispettore Callaghan: il caso ‘Scorpio’ è tuo! del 1971 di Don Siegel o il film fantascientifico d’esordio di George Lucas L’uomo che fuggì dal futuro (THX 1138, 1971) con Robert Duvall, etc. etc. etc. Per l’ispettore ultra violento e senza regole di Clint Eastwood, Harry Callahan, da noi rinominato Callaghan, Schifrin scrive anche lo score per Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan (Magnum Force, 1973) di Ted Post, Coraggio... fatti ammazzare (Sudden Impact, 1983) di Clint Eastwood e Scommessa con la morte (The Dead Pool, 1988) di Buddy Van Horn.

Altre pellicole e telefilm importanti nel lungo carnet del compositore argentino, a parte la serie che lo ha reso più celebre nel mondo con uno dei temi più iconici della TV di tutti i tempi, ossia Mission: Impossible (1963 – 1973), Chi ucciderà Charley Varrick? (Charley Varrick, Don Siegel, 1973), I 3 dell’Operazione Drago (Enter the Dragon, Robert Clouse, 1973), Rollercoaster – Il grande brivido (Rollercoaster, James Goldstone, 1977), Il gatto venuto dallo spazio (The Cat from Outer Space, Norman Tokar, 1978), Airport ’80 (The Concorde…Airport ’79, David Lowell Rich, 1979), Brubaker (Id., Stuart Rosenberg, 1980), La pelle (Liliana Cavani, 1981), Amityville Possession (Amityville II: The Possession, Damiano Damiani, 1982), Osterman Weekend (Id. Sam Peckinpah, 1983), F/X 2 - Replay di un omicidio (F/X2, Richard Franklin, 1991), Tango (Id., Carlos Saura, 1998), Rush Hour – Due mine vaganti (Rush Hour, Brett Ratner, 1998) e i due sequel Colpo grosso al drago rosso - Rush Hour 2 (Rush Hour 2, Brett Ratner, 2001) e Rush Hour - Missione Parigi (Rush Hour 3, Brett Ratner, 2007) con Jackie Chan e Chris Tucker.
