Reportage dello spettacolo di danza "Open" di Daniel Ezralow

Il sinfonismo di Open nei passi di Daniel Ezralow
Reportage dello spettacolo di danza portato in scena al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 22 febbraio 2024
Daniel Ezralow torna agli Arcimboldi con il suo spettacolo Open, guidando un gruppo di giovani danzatori sulle note di grandi classici della musica sinfonica. Ezralow, classe 1956, è uno dei responsabili della grande diffusione della modern dance, con un enorme successo in Italia e nel mondo a partire dagli anni ‘80. Americano d’origine, ha fatto parte dei mitici Momix di Moses Pendleton e ha poi fondato la sua compagnia Iso nel 1983. Finché si è esibito come danzatore, ha goduto di un successo da rockstar, più che meritato data la sua enorme capacità tecnica, supportata da un fisico michelangiolesco. Quando ha iniziato a occuparsi delle coreografie dei suoi spettacoli, ha avuto un grandissimo gusto spettacolare nella messa in scena, con oculate scelte musicali che spaziavano dal classico al pop di qualità. Nominato agli Emmy nel 1998 per la sua coreografia dei Premi Oscar, più di recente ha firmato le coreografie del musical Cats per la messa in scena della nostra Compagnia della Rancia e di alcuni Festival di Sanremo. Aveva fatto scalpore il suo spettacolo Mandala (1999/2002) ma vanno citati anche Why, Aeros, Love del Cirque du Soleil, Tosca Amore Disperato di Lucio Dalla, il musical Spiderman Turn Off the Dark, con musiche di Bono e The Edge, diretto da Julie Taymor (con cui aveva anche collaborato per il film Across the Universe). Per la TV aveva lavorato allo show di Fiorello, Il più grande spettacolo dopo il weekend ed è stato direttore artistico e coreografo di X-Factor dalla sua dodicesima edizione. Ezralow ha coreografato molti video musicali e si è prestato anche come attore.

La sua frequentazione con l’ambiente di Maria De Filippi si è sviluppata durante quattro edizioni di Amici, da cui ha selezionato i ballerini del suo show Open, scritto insieme alla moglie Arabella Holzbog. Lo spettacolo, nato a Los Angeles nel 2012, aveva debuttato in Italia, erano seguite poi numerose rappresentazioni in giro per il mondo, per arrivare a una nuova edizione nel 2021. Open ritorna adesso, attesissimo dai fan di Ezralow, che sono sempre molto numerosi, in scena fino al 25 febbraio al Teatro degli Arcimboldi di Milano.
Lo spettacolo è composto da 20 quadri visivi che raccontano piccole storie, che hanno l’intento di assicurare divertimento e meraviglia, con coreografie che richiedono sempre molto impegno atletico, mentre coinvolgono il pubblico nel flusso narrativo. La scenografia è semplice ma efficace, composta da pannelli su cui vengono proiettati una serie di immagini a formare dei veri quadri visivi (molto suggestivo quello che replica un fondale marino). Sul palco, otto ballerini alternano gli assoli a numerose sequenze di gruppo, spaziando fra danza classica e moderna, fra ginnastica e street dance, accompagnati da una selezione di celeberrimi brani di musica classica, Chopin, Albinoni, Bizet, Tchaikovsky, Beethoven, Khachaturyan, Rossini, Ponchielli, Debussy, Prokofiev, Bach, Strauss e proprio sul famoso valzer è stata creata una delle scenografie più originale e divertente. Le piccole scene sono a tratti descrittive, parlano della frenesia della vita metropolitana ma anche della sua alienazione, della poesia della natura, della gioia di vivere insieme in armonia, con qualche punta ironica, come nel divertente match che raffigura un matrimonio. Il corpo di ballo – ecco i nomi: Samuelino Antinelli, Claudia Bentrovato, Oliviero Bifulco, Miguel Chavez, Mimmina Ciccarelli, Rosa Di Grazia, Christian Stefanelli, con la partecipazione di Klaudia Pepa – si presta con volonterosa forma atletica, tutti i giovani danzatori potranno raggiungere posizioni professionali gratificanti, se continueranno ad affidarsi a maestri della statura di Ezralow.

Il titolo dello spettacolo fa riferimento all’apertura mentale, che porta all’accettazione di diverse culture e diversi stili, perché Ezralow non ha mai amato definire il suo stile di danza (dice “mi piace mescolare, aperti possono essere il cuore, la mente, gli occhi, una finestra, bisogna guardare al presente senza remore”). In un’intervista ha dichiarato: “Io penso di non cambiare nessuno con un’idea, non voglio essere politico. Penso invece di cambiare qualcosa con l’energia. Vorrei che chi vede lo spettacolo avesse una buona sensazione e poi potesse trasmetterla a qualcun altro e così via. Mi immagino una cascata di gioia che si diffonde, questo è quello che con la danza posso raggiungere”. Attraverso la potenza del movimento fluido, plastico, del gesto atletico, attraverso la capacità dei ballerini e la bellezza eterna delle musiche, si può dire che lo scopo è stato raggiunto. Dopo l’allegra passerella finale dei ballerini, sulla tonica “Fireworks” di Katy Perry, sul palcoscenico si concede Daniel Ezralow in persona e il teatro esplode d’entusiasmo, mentre incoraggia tutti a ballare sulle note di “I Got the Feeling” dei Black Eyed Peas. Tripudio generale. Del resto nessuno può dimenticare i tanti momenti indimenticabili che questo grande artista ci ha regalato negli anni. E di questo gli saremo sempre grati.

Un grazie sentito e sincero come sempre a Cristina Atzori
